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Marzo

IL MIO DRACULA

La comprensione di un'opera complessa e ricca di significati come "Dracula" della PFM non è cosa facile ed immediata. Immediata ed istintiva può essere una reazione di consenso o di dissenso, ma per chi voglia andare oltre  la fruizione di un evento indubbiamente spettacolare, il compito è arduo.
Premesso che è mancata, e questa è una pecca per me quasi imperdonabile, ogni indicazionetendente a facilitare l'approccio all'opera, provo a mettere giù alcune impressioni mie, cheho elaborato sull'unica base della visione di due spettacoli senza avere sottomano almeno iltesto, che mi avrebbe permesso un'analisi più approfondita e quindi più corretta.
Il primo passo consiste nell'individuare le "parole chiave" che consentano una lettura
consapevole del messaggio sotteso all'opera.Eccole: "Dentro noi il bene e il male sono
indivisibili, due labbra della stessa ferita", messe in bella evidenza all'interno della
copertina del cd della PFM.
Bene e male, luce ed oscurità,amore e morte.
Il dualismo amore-morte, l'eros-thanatos dominante in gran parte della letteratura
occidentale, sta alla base della concezione dell'opera rock "Dracula", che si dipana
attraverso un costante ritmo binario di opposti che si incontrano scontrano in una sequenzadrammatica che solo nel finale riesce a trovare unità in una soluzione in cui la dimensionespirituale assorbe la materialità di cui è permeata la condizione umana.
E' difficile trattare con ispirazione originale un tema che ha profonde radici nella
tradizione letteraria e cinematografica ormai radicata nell'immaginario collettivo, tendente
a demonizzare il "mostro", il "diverso" senza possibilità di riscatto e destinato ad essere
esorcizzato  attraverso una sorta di annientamento rituale (paletto nel cuore e taglio della
testa) che trasforma l'oggetto di terrore in una manciata di cenere.
Proprio in considerazione di tale difficoltà la realizzazione dell'opera risulta
particolarmente pregevole nella sua originalità di fondo: tutto concorre ad esternare in
forme corpose, di un barocchismo non di maniera ma espressivo nella sua forza allusiva e
visionaria, la complessità della psiche umana, i desideri inconfessati e negati dalle
convenzioni, le pulsioni soffocate, in uno spietato confronto con se stessi che mette a nudol'"altro" che vive in noi e che emerge da uno specchio diabolico il cui riflesso può
apparire più reale di chi vi si guarda dentro.
Gli esiti di tale scoperta possono risultare devastanti e portare all'annientamento ma
proprio dal riconoscere ed accettare la parte sconosciuta di se stessi può sortire una
soluzione salvifica, anche a costo di passare attraverso l'esperienza della morte.
Alcuni personaggi, messi di fronte a se stessi soccombono, preda del Vampiro che si nutre dichi gli attraversa il cammino per protrarre nel tempo la sua falsa esistenza di non morto,
parassita assetato di sangue che sitrascina in una sopravvivenza mostruosa sempre uguale nell'iterazione di un macabro rituale.
L'incontro con Dracula sconvolge, più o meno direttamente, la vita dei protagonisti
dell'opera, che per lo più soccombono o in un destino di morte (Jonathan, Lucy) o nel
rifugio in una follia profetica (Renfield), ma anche per il Vampiro arriva il punto di
rottura: l'incontro con Mina produce in lui l'effetto inverso. Jonathan e Lucy sono
sconfitti di fronte alla messa a nudo delle loro pulsioni represse fino ad arrivare
all'annientamento, Dracula invece passa dalla brutalità di una condizione tesa solo alla
soddisfazione del suo bisogno elementare di sangue, all' esperienza dell'amore, dalla pura
fisicità alla spiritualità, dal peccato alla redenzione.
Dracula, arrivato dall'aldilà, vuole conoscere l'amore da uomo, in ogni suo aspetto, anche
fisico, accennato da qualche raffinato gesto allusivo per altro privo di ogni compiacimento
volgare,  che trova una sorta di sublimazione attraverso la scelta consapevole della morte,
la caratteristica più pregnante di quella che è la condizione umana, scelta condivisa da
Mina come unica soluzione per raggiungere il mondo, dorato di luce, della pace
dell'anima,che trova la sua apoteosi nell'erompere sulla scena della luce del sole,
portatore di morte e di vita nello stesso tempo.
Ho trovato molto significativa la scena in cui i due cantano "Non guardarmi": è Mina che
parla, ma è vista come Elisabetta da Dracula stesso.In quel momento la focalizzazione è
quella di Dracula, che proprio per la rassomiglianza tra le due donne recupera il ricordo di
com'era in passato e sceglie di ritornare l'uomo che ha perso quando ha perso la fede.
Sintomatico è il fatto che scende tra il pubblico, cioè in mezzo all'umanità, alla fine del
primo tempo.Nel secondo tempo compie il percorso di salvazione che culmina nell'abbraccio con Mina: èlei che ama, non il fantasma della prima moglie, che esiste solo quando lui vuole cheesista, non ha realtà oggettiva.
Dracula non raggiunge l'amore perduto, ma raggiunge se stesso, quel se stesso che ha decisodi recuperare attraverso l'amore, rinunciando all'eternità di un'esistenza votata al
male.
L'oscillazione del personaggio tra bene e male non è ambigua confusione, ma scelta di
fondo: Dracula è bene e male, protagonista ed antagonista nello stesso tempo in quanto
combatte con se stesso, ovvero la parte malvagia e bestiale che lo ha dominato per secoli.
L'incontro con Mina, che assomiglia alla moglie perduta, rappresenta il punto di rottura e
dà vita al dramma che è tutto interiore, ma rappresentato corposamente attraverso immaginiconcrete e simboliche.La corona ci fa capire che in quel momento Dracula vede
Elisabetta,anche se la donna è un'altra: è una scelta di regia per farci capire cosa avviene
nell'animo del Vampiro.
Qualcuno ha osservato che i personaggi non sono tutti sviluppati a fondo. In realtà Dracula
è figura fortemente dominante e gli altri ricoprono un ruolo subordinato e funzionale al
percorso drammatico che avviene dentro di lui.
Nel romanzo il protagonista è Dracula e l'antagonista è Van Helsing, per questo la figura
dell'olandese trova ampio spazio: la lotta tra bene e male avviene sul piano della storia, è
una lotta oggettiva in cui i due si scontrano, contornati da una serie di "aiutanti" che
concorrono allo sviluppo e alla soluzione della vicenda, che vede il trionfo
dell'antagonista sul protagonista. Nell'opera lo scontro esterno è solo apparente, al punto
che in ogni personaggio, come nell'uomo,bene e male sono compresenti.
Rilettura geniale del mito di Dracula, sottolineata da una musica che oscilla tra rock duro
e struggente melodicità, dalla scenografia che evoca due luoghi lontani ma legati nella
struttura portante e dalle scelte dei costumi, opulenti e carichi di forte simbologia. I
sontuosi costumi connotano fortemente caratteri e situazioni: la grazia raffinata di Mina
vestita di azzurro fa da contraltare alla sensualità scoperta di Lucy, fasciata in rosso
fucsia, due aspetti complementari della seduzione femminile: anche Mina però nasconde in séun'inquieta sensualità esaltata dal sentimento, temuto ed atteso, verso il Vampiro.
Alla fine sia Mina che Dracula, rinunciando alla difesa dei sontuosi mantelli, rimangono
simbolicamente nudi, coperti da una tuta di pelle nera che più che il corpo mette a nudo la
loro anima nel momento in cui consumano l'unico atto d'amore che sia loro possibile. Certoche solo Vittorio, con il suo portamento naturalmente elegante, poteva indossare con stile un costume che, unito alla particolare acconciatura, trasformerebbe un altro in una sorta diVerdone travestito da motociclista.......
Mi è molto piaciuto anche Renfield, un Gringoire al di fuori del coro, la voce saggia della
follia che vede e giudica oltre l'apparenza, in un costume che mi ha ricordato il mago di Oz
e l'Eolo dell'Odissea televisiva. Le vesti severe di Jonathan e di Seward sottolineano la
loro dimensione di borghese normalità, destinata però a soccombere di fronte al dramma della loro vicenda interiore: i piedi nudi del giovane Jonathan sono un simbolo della sua
fragilità.
E che dire di Van Helsing, bizzarro variopinto medico-stregone-esorcista (il suo
costume sottolinea la duplicità della funzione della scienza e della magia) che con la mano
guantata di giallo sembra alludere all'esplosione finale di luce?
L'amplificazione di certi elementi che caratterizza le scelte dei costumi e della
scenografia ne sottolinea la simbologia: bellissime la unghie rapaci della Vampira dai
piccoli seni luccicanti, il mantello pontificale della figura che alla fine entra reggendo
in mano un calice d'oro (il Graal?), per non parlare del drappo rosso che con dinamico
effetto cinematografico si ritira come una marea di sangue a scoprire il luogo della
vicenda.
Ho notato una cosa che mi è piaciuta molto: il sipario rosso che si ritira non è solo un
effetto speciale volto a catturare lo stupore dello spettatore, ma con forte valenza
simbolica anticipa al momento iniziale la soluzione del dramma.
Nella tradizione filmografica dedicata ai vampiri, serial killer ed affini, il lago di
sangue che si dilata rappresenta il punto di arrivo in un climax che sottolinea il trionfo
della morte, la vittoria della violenza, l'annullamento del bene. Qui invece lo spettatore
si trova subito di fronte al sangue che copre l'intero palcoscenico ma che come un riflusso
di marea scompare per lasciare spazio alla vicenda destinata a concludersi nella luce.
Bellissimo!
Il percorso catartico di Dracula si basa sul rifiuto del sangue, nonostante il grido
rabbioso: "Voglio sangue...sangue" oppure:"Il sangue è vita!"
Alla fine la vampirizzazionedi Mina, che in fondo è la consumazione di un atto sessuale, va al di là della soddisfazionebestiale di un istinto ma rappresenta l'unico mezzo per condividere la scelta di salvezza.
Si parte dal rosso del sangue, ma si finisce nell'oro della luce: un rovesciamento epocale
di una tradizione consolidata. Un capolavoro anche per questa originalità nella concezione del Vampiro che come un naufragoesce dal mare di sangue per riappropriarsi del mondo perduto della sua umanità.
Mi ha colpito anche, sempre nell'ottica della duplicità, la scelta di presentare alcuni
ballerini "en travesti", quasi ad enfatizzare ulteriormente il tema del doppio che si cela
in noi: uomini-donne e donne-uomini si alternano in una commistione di ruoli che non è
confusione ma deliberata scelta espressiva.
A proposito delle coreografie, ho osservato che non rappresentano un momento di distacco, maentrano di prepotenza nella storia, con una funzione narrativa vera e propria, come dinamicocompletamento della parte musicale e drammatica,funzione narrativa che, a parte il bellissimo "tango" che sottolinea l'aria di sensualità che permea la scena,si presentano conforte valenza simbolica, esemplificata dalla dinamica dei movimenti e dalla visionariascelta dei costumi.
Dunque abbiamo visto un nuovissimo Dracula, metafora dell'uomo e della lotta tra bene e maleche avviene dentro di lui, grande nella libertà di scegliere, anche a costo di sacrificarela vita, quella terrena, perchè l'anima, come l'amore, è immortale.

Concludo invitando ad una riflessione su quello che secoli prima aveva detto Dante e che mi sembra opportuno citare in questo contesto:
"Fatti non foste a viver come bruti
ma per seguir virtute e canoscenza"
franca.

 

6 marzo 2006 DANIELA

C’è un destino di rondine in noi.

C’è un destino di rondine in noi, ci fa sempre tornare fin qui, oltre i secoli i mari gli eroi, per amore…” Cristiana, Lina e Matilde hanno assecondato la mia follia e mi hanno seguita…a Roma. E così per amore della musica sono tornata nella città eterna, per un grande nuovo Musical, per la voce e la forza di Vittorio Matteucci, meraviglioso interprete di…Dracula. Questo spettacolo grandioso, musicato dalla PFM, avrebbe dovuto debuttare il 2 marzo e invece, per problemi, è andato in scena per la prima volta proprio sabato 4 marzo e io ero là, quasi senza respiro, per l’emozione immensa. Un grandioso castello dalle fattezze inquietanti, dominava la scenografia imponente. E lui, splendido principe delle tenebre, con i lunghi capelli, il mantello dorato e lo sguardo di fuoco, ha incendiato il teatro con la sua presenza e la potenza della voce. Ha cantato l’amore per la sua principessa perduta e mai dimenticata, con una inaspettata, intensa dolcezza. “Io risorgerò dalla morte per il tempo che verrà, solo per lei l’alba io rivedrò in questa notte oscura…” E nel cambio di scena, il ponte di Londra, la città dove la sua amata è rinata per lui, oltre i secoli e lo spazio, perché l’amore non muore…Là, immenso, ai bordi del palco per raccogliere l’applauso finale, il compenso del suo pubblico e lui, protagonista assoluto, gli occhi chiusi ad odorare il profumo del successo. Io, davanti al suo cuore, le mani congiunte, ho respirato l’energia dell’artista. Magia, luci, emozioni che solo Roma riesce a donare, in ogni via, in ogni piazza, in ogni angolo, là ove lo sguardo ti ubriaca di bellezza, di armonia e perfezione. L’amore è la meta di tutte le partenze, il punto di eterno ritorno. E il mio amore per la vita, l’arte, la musica e la bellezza non ha confini. E, come il principe Dracula, ora sogno Londra, la prossima meta…

Daniela

6 marzo 2006

www.danielaori.name

 

Grazia ha raccolto e riordinato per utente tutte le recensioni, i commenti e le impressioni su Dracula e su Vittorio scritte sul forum dalla “prima” al 28 marzo, con Omissis in corrispondenza delle parti cancellate perchè non attinenti con lo spettacolo:

Franca

9 marzo 2006 ore 11

Nella scena di "Non guardarmi", è Mina che parla, ma è vista come Elisabetta da Dracula stesso.In quel momento la focalizzazione è quella di Dracula, che proprio per la rassomiglianza tra le due donne recupera il ricordo di com'era in passato e sceglie di ritornare l'uomo che ha perso quando ha perso la fede. Sintomatico è il fatto che scende tra il pubblico, cioè in mezzo all'umanità, alla fine del primo tempo. Nel secondo tempo compie il percorso di salvazione che culmina nell'abbraccio con Mina: è lei che ama, non il fantasma della prima moglie, che esiste solo quando lui vuole che esista, non ha realtà oggettiva.Dracula non raggiunge l'amore perduto, ma raggiunge se stesso, quel se stesso che ha deciso di recuperare attraverso l'amore, rinunciando all'eternità di un'esistenza votata al male.
A questo proposito, e mi rivolgo a Chiarav,l'oscillazione del personaggio tra bene e male non è
ambigua confusione, ma scelta di fondo: Dracula è bene e male, protagonista ed antagonista nello stesso tempo in quanto combatte con se stesso, ovvero la parte malvagia e bestiale che lo ha dominato per secoli. L'incontro con Mina, che assomiglia alla moglie perduta, rappresenta il punto di rottura e dà vita al dramma che è tutto interiore, ma rappresentato corposamente attraverso immagini concrete e simboliche.La corona ci fa capire che in quel momento Dracula vede Elisabetta, anche se la donna è un'altra: è una scelta di regia per farci capire cosa avviene nell'animo del Vampiro.
Qualcuno ha osservato che i personaggi non sono tutti sviluppati a fondo. In realtà Dracula è figura fortemente dominante e gli altri ricoprono un ruolo subordinato e funzionale al percorso
drammatico che avviene dentro di lui.
Nel romanzo il protagonista è Dracula e l'antagonista è Van Helsing, per questo la figura dell'olandese trova ampio spazio: la lotta tra bene e male avviene sul piano della storia, è una lotta oggettiva in cui i due si scontrano, contornati da una serie di "aiutanti" che concorrono allo sviluppo e alla soluzione della vicenda, che vede il trionfo dell'antagonista sul protagonista. Nell'opera lo scontro esterno è solo apparente, al punto che in ogni personaggio, come nell'uomo,bene e male sono compresenti.
Non farebbe male una rispolverata alla scuola di Praga ed allo strutturalismo: l'analisi attanziale aiuterebbe a comprendere la genesi e la realizzazione dell'opera, vero, Chiara?

14 marzo 2006 ore 13e 51

Perchè Renfield canta la sua canzone, che potrebbe essere la presentazione del suo personaggio, alla fine, prima del momento in cui il dramma trova il suo epilogo? Perchè il suo intervento è chiarificatore, sempre che si penetri nella simbologia delle immagini.
Renfield rappresenta la follia che guarda e commenta, una follia "creativa" e dissacrante verso i tradizionali punti di riferimento imposti dalla "normalità" e che favoriscono nella psiche umana l'instaurarsi di un equilibrio solo apparente che soffoca i contrasti interiori senza risolverli. Egli travalica ogni razionalità positiva, la stessa scienza è incapace di comprenderlo e di guarirlo e soprattutto è incapace di capire che attraverso la follia,non a caso considerata "divina" dalla tradizione antica ( osservate il riferimento allo spirito che vola come una farfalla) ci si può innalzare al di sopra della materialità.
Renfield è la follia che si nutre di esseri che volano e che con l'espressione "Ho mangiato il Vampiro" vuole significare che Dracula ormai non segue più l'istinto di conservazione che gli permette di sopravvivere nutrendosi del sangue degli altri, ma volando sulle ali della sua "divina" follia che gli ha divorato la mente sceglierà la morte per raggiungere l'eternità.
L'amore stesso è soprattutto follia: lo riscontriamo in Jonathan, Lucy, Seward , che però soccombono perchè la loro follia erotica esalta l'aspetto negativo, terreno del loro amore. Invece Dracula e Mina non sono trascinati da ciechi impulsi ma scelgono liberamente la soluzione estrema per raggiungere la pace: una follia catartica, una sorte condivisa consapevolmente per innalzarsi insieme in una dimensione di luce.

17 marzo 2006 (Discussione Dracula chi cosa..)

In merito alla figura di Jonathan non credo che la sua sia una grande passione: è un borghese in carriera che ha trovato una fidanzata che crede adeguata alle sue scelte di vita, altrimenti non si comprenderebbe come soccomba alle seduzioni carnali messe in atto da un branco di femmine fameliche. La carne sarà anche debole, ma al contrario Dracula sacrifica l'opportunità di nutrirsi del sangue di una schiera di inglesine represse per godere di un attimo di umanità assieme a colei che gli ha fatto provare un autentico e totalizzante sentimento. Sia Jonathan che Dracula muoiono, ma il primo perchè soccombe di fronte alla sua debolezza, il secondo per una scelta forte e definitiva. Non è la passionalità che secondo me deve emergere dal personaggio Jonathan, ma la convinzione nel tentativo di rassicurare se stesso in merito alle proprie scelte. E' più passionale Seward, vittima di un amore frustrante e non ricambiato, che vede morire Lucy senza capire che comunque non avrebbe potuto far niente per lei: roba da perdere il ben dell'intelletto, appunto. Il più felice è Renfield, arroccato nella sua follia, che vede meglio di quanto vedano tutti gli altri proprio perchè ha perso la dimensione borghesemente razionale della vita: chi è già pazzo non può perdersi nei meandri del proprio cervello o nella frustrazione di un amore infelice o anche nella disillusione di fronte all'inefficacia della scienza positiva. Il grande Pirandello ci ha indicato due vie per sfuggire alla tragedia della vita: la morte o la pazzia.
Per quanto riguarda Mina, nonostante i chiarimenti offerti sulla stampa, io continuo a vedere in lei non il contrasto tra la tranquilla maestrina felicemente fidanzata e il fantasma di una donna del passato, che sarebbe andato bene per un feuilleton di fine ottocento, ma la lotta tra una vita serenamente programmata ed un'aspirazione a qualcosa di più adatto
a soddisfare i suoi desideri nascosti e soffocati dalle convenzioni. E' sintomatico che rimpianga il mondo edenico dell'infanzia, quando non si erano ancora presentati in lei quelle pulsioni che ora prova, accompagnate da un senso di colpa. Dracula dà corpo alla carica di passionalità latente che invano Mina cerca di reprimere: alla fine è la passione a vincere e a portarla al rifiuto di una vita vuota che sente di non poter più sopportare.

25 marzo 2006

Durante un rapido blitz a Roma ho avuto modo di assistere per due volte allo spettacolo, il che mi ha permesso di vedere sulla scena tutti gli interpreti(la Lucy A,ammalata, l'avevo vista precedentemente) e di farmi un'idea personale basata sull'esperienza diretta : io mi fido dei miei occhi, della mie orecchie e del mio cuore.
Mercoledì sera: soli soletti, abbiamo scelto di restare nei posti arretrati perchè volevamo avere una visione "da lontano" onde godere meglio dell'insieme dell'apparato scenografico e abbiamo fatto bene. Mi sono concentrata al massimo nell'osservare le luci e le coreografie in quanto mi è mancato quel coinvolgimento a livello emozionale che conosco oramai bene e che a volte mi impedisce di focalizzare alcuni aspetti, per altro di importanza fondamentale, offerti dalla complessa spettacolarità dell'opera.
Vi risparmio ogni commento su voci ed interpretazione del secondo cast. Questo è il forum di Vittorio e di lui voglio parlare.
(Omissis)
Mi fermo qui e passo a giovedì sera.
"Per correr migliori acque alza la vela omai la navicella del mio ingegno" direbbe Dante.
(Omissis)
.....inizia lo spettacolo che come da copione mi è arrivato al cuore. La presenza scenica di Vittorio. La forza di Vittorio. L'espressività di Vittorio. La VOCE di Vittorio.
La sua voce è unica e lo è non solo grazie ad anni di studio e di esperienza ma per un vero dono di natura. E' difficile definirne a parole il fascino e non serve ricorrere a valutazioni tecniche su si bemolle, do di petto o sol di panza. Cercherò di spiegarmi.
La sua voce è piena di calore e di colore, è varia pur nella inconfondibile peculiarità del timbro, è ricca di echi e di sonorità, ti avvolge come i tentacoli di una piovra e ti tiene stretta in modo tale che non senti altro, ti sferra un colpo al petto, ti strizza le viscere, ti scuote e ti accarezza con la delicatezza del velluto, ti incatena alla musica comunicandoti amore e disperazione con tutte le sfumature di una passione che riesce ad abbattere le tua più rigide difese psicologiche. Non dico questo perchè sono una fan di Vittorio, sono una fan di Vittorio perchè lui possiede questa voce. La sua personalità, il suo sorriso comunicativo e cordiale, la sua disponobilità appartengono al Vittorio uomo ed è un altro discorso. Il mio percorso di fan è partito dalla voce ed è quella che riconosco e ritrovo puntualmente e che ogni volta mi lascia arricchita spiritualmente e gratificata nelle mie aspettative perchè, attraverso la percezione sensoriale, mi giunge al cuore. Potrà essere più o meno in forma, più o meno soddisfatto, più o meno preoccupato, ma io non me ne accorgo perchè sul palco ho visto sempre un grande artista che si dona al pubblico con professionalità ed amore e questo il pubblico lo avverte.
Ancora una volta grazie, Vittorio!
Vorrei completare il mio resoconto con qualche osservazione sullo spettacolo nel suo insieme. Ci sono state alcune piccole variazioni, per esempio l'inizio di "Non guardarmi" lo canta Mina e non il fantasma di Elisabetta, il che rende più comprensibile la dinamica degli avvenimenti in un momento cruciale . Inoltre mi è sembrato che in "Io risorgerò" Vittorio sia andato più in alto delle altre volte, forse sbaglio e non ricordo bene, vorrei qualche conferma perchè non mi fido della mia memoria ormai un po' labile....
Comunque le variazioni apportate non modificano l'impianto dell'opera, se mai la perfezionano; del resto è giusto non cristallizzarsi in un format rigido ma cercare eventuali aggiustamenti che rendano lo spettacolo più significativo. Ho notato anche un miglior feeling tra gli attori: evidentemente recitare assieme con continuità permette a tutti di interagire con maggior sicurezza e convinzione.
Dracula ha accentuato la bipolarità del personaggio: in alcune scene è più "ferino", recitando accovacciato e sottolineando la sua componente bestiale e materiale, come nel momento della seduzione di Lucy, in cui prevale decisamente la parte crudele del Vampiro, anche se ammorbidita dal fatto che la ragazza è consenziente e ormai completamente soggiogata. Invece c'è stato un momento in cui Dracula mi ha fatto paura, alludo al traviamento di Jonathan: mentre il giovane viene irretito e sedotto dalla vampira dai seni luccicanti e dal sedere "imperiale", come direbbe Splendore, Dracula, in disparte ed in silenzio, assiste immobile come un gigantesco orribile ragno in attesa di nutrirsi della preda che gli verrà consegnata pateticamente inerme nella sua impotenza. Questo episodio è per me l'unico veramente terrificante. Al contrario all'inizio, quando il Vampiro si presenta in tutta la sua sontuosa imponenza, si nota già uno spiraglio di umanità nel modo in cui cammina tendendo la mano verso la visione della moglie perduta, umanità che poi si svilupperà appieno nel secondo tempo fino ad arrivare alla catarsi risolutiva.
L'ultima volta mi era mancato il reprise finale che trovo importante perchè è un modo di avvicinarsi al pubblico al di fuori dello sviluppo narrativo dell'opera, riprendendone un tema musicale portante in un contesto in cui i personaggi abbandonano il loro ruolo e, pur riconoscibili nella loro identità, sembrano sottolineare il carattere di "finzione" tipico del teatro, in una sorta di complicità ammiccante con gli spettatori, che vedono i morti resuscitati ed i cattivi sorridenti.
Essendo proprio davanti a Jonathan-Davide, mi sono sbracciata gesticolando per farmi notare, in quanto volevo conoscerlo: non è forse un Vittofan, entrato nel forum assieme a noi? Infatti all'uscita si è avvicinato al nostro gruppetto, così mi sono presentata dando luogo alla gustosa scenetta descritta da Laura. Come è giovane, mi sembrava di parlare con uno dei miei alunni.....che nostalgia!
Farà strada perchè è motivato e pieno di passione e di voglia di imparare. Erano arrivati anche Ottavio,Ilda e Maurizio e...sorpresa, la mamma di Laura e Francesca, che ho conosciuto con grande piacere.
Vitto purtroppo è passato come una meteora perchè doveva correre a casa, cosa comprensibilissima, sfoggiando una specie di turbante che viene ad arricchire la serie dei Vittocappelli, copricapo improvvisato perchè doveva ancora lavarsi la testa. Settimana molto faticosa per lui, doveva essere proprio stanco il mio ragazzo, e spero che si sia portato dietro tutto il calore dei nostri affettuosi applausi.
(Omissis)

ILDABELLA

5 marzo 2006 ore 23e04

NON SI PUò DESCRIVERE STO SPETTACOLO...io sono appena tornata.... non ho parole per descrivere le sensazioni provate... che nome si può dare ad una emozione pura? ad una voce che non ha eguali che ti prende e ti inchioda alla poltrona con gli occhi sgranati, il cuore che va a tremila e il fiato che non va più né su e né giù? ... VITTORIO... SOLO VITTORIO!
LO SPETTACOLO è BELLISSIMO! MUSICHE SPLENDIDE... SE PURE AVETE SENTITO IL CD DELLA PFM NON AVETE IDEA DI COSA SIA CANTATO DAGLI ATTORI....!!!!
BRAVISSIMI I BALLERINI, E UNA SCENOGRAFIA SPLENDIDA...ENORME, FORSE TRENTA METRI DI LUNGHEZZA E 1000 MQ IL PALCOSCENICO...
E LA FANTASTICA PRESENZA SCENICA DI UN VITTORIO PIù DRACULA CHE MAI VESTITO DI PELLE NERA E I CAPELLI LUNGHI NERI CON CIOCCHE ROSSO FUOCO... UN'ESPRESSIONE TERRIBILE NEGLI OCCHI E LA SUA VOCE... LA SUA VOCE...
INSOMMA VENITE A VEDERLO!!!

7 marzo 2006 ore 17
Non posso dire altro se non che lo vedrò ancora, e ancora,e ancora, e ancora...
Finché potrò, lo rivedrò... perché è stato amore a primo fiato spezzato, a prima devastante scarica adrenalinica alla prima perfetta onda sonora della voce di Vittorio che mi ha letteralmente attraversato lo stomaco!
So che non dimenticherò mai le sensazioni provate sia alla prima di sabato che alla pomeridiana di domenica, so che mai mi potrò scordare la visione di Vittorio, Dracula fin nel profondo, passarmi a 50 cm dal naso, con quel suo passo elegante, vestito di pelle nera e con quella espressione terribile e fiera negli occhi...
Per quanto mi riguarda è stato a dir poco esaltante.
E non dico altro... non ho parole!

8 marzo ore 12

(Il punto debole) di Mina non viene citato...
di quella canzone ho capito che venivano citati i punti deboli di Giuda, l'invidia, di Narciso, la bellezza e poi non mi ricordo, ma a me quel pezzo piace tantissimo anche perchè è molto orecchiabile... oddio... ancora devo focalizzarlo un pezzo che non mi sia piaciuto .
Forse qualche piccolo dettaglio.
La seconda volta che l'ho visto, domenica ho fatto caso per esempio al gia citato brusco cambiamento dell'animo di Mina...
A me sembra che a Mina sia stato dato lo stesso tempo che agli agli altri personaggi e che volutamente la parte del leone sia stata riservata a Dracula.
Tutto sta nel fatto che in pratica non si sentivano bene le parole... perchè i personaggi raccontano tutto, dicono quello che succede dentro e fuori di loro. Anche Mina lo fa... domenica ci ho prestato particolare attenzione proprio grazie alle vostre osservazioni. Mina ha un pezzo lunghissimo con Van Helsing e se ascoltate bene le parole che dice, spiega benissimo quello che le è successo nel cuore.
SE proprio voglio cercargli un difetto lo posso trovare nel fatto che darei un pugno sul naso al fonico perchè a mio parere non ha saputo regolare bene i volumi delle varie voci, (Vittorio compreso, per fortuna che lui può contare su una profonda esperienza e una capacità vocale assoluta e perfetta). Le basi a volte erano troppo alte e coprivano le parole, penalizzando sia la comprensione della storia che le prestazioni vocali di personaggi come Renfield, che ho trovato bravissimo ( sapete che vuol dire cantare senza esistazioni trascinandosi sulla pancia a forza di gomiti???)
o Van Helsing i cui pezzi erano particolari, e che ho trovato soffocato da una base inutilmente e colpevolmente sovrastante.
L'unica vera cosa che no mi è piaciuta molto è il momento in cui Dracula solleva prendendola per le mani, Mina dalla bara... io ci avrei visto meglio un abbraccio... il gesto invece pensateo da Arias mi ha richiamato alla mente un papà che tira su la figlia da sotto al tavolo del ristorante ( mi è capitato infatti di assistere ad una scena praticamente identica) . Ecco, questa è l'unica cosa che in coscienza posso dire che non mi sia piaciuta. almeno per ora.
Stasera lo rivedrò ( traffico serale pemettendo) e meno male che domani ho il turno di pomeriggio... so che faticherò ad addormentarmi anche stanotte!

9 marzo 2006 ore 4 (replica al commento di chiarav)

Premesso che ognuno può e deve dire quello che pensa e che chiunque ha il diritto di dire che una cosa non gli sia piaciuta
vorrei solo dire che se hai ragione sul fatto che se non ti sei riletto Stocker o non hai rivisto il film di Coppola ci capisci poco, devo dirti che mi sa che di quest'opera ti sei persa qualche particolare... tipo Renfield che praticamente sta in scena più di tutti, che è quello che apre la storia e che racconta i "mentre", che è sempre presente anche se spesso è a lato, sulla torre, a sottolineare con i gesti il passare del tempo, a raccontare il viaggio in nave, solo per fare un esempio
Dici che Mina non si incontra con Dracula a Londra??? ma come??? Mina lo vede succhiare il sangue a Lucy e gli chiede: "perchè tutto questo orrore?" e Dracula le risponde che in tutto quel sangue lui si illude di tornare un uomo e che se lui è lì ( a Londra!) è per dirle "ti amo".
Sui balletti posso dire poco perchè non me ne intendo molto, ma posso capire Damiano (ci ho parlato anche io) se è un po' perplesso sulle coreografie: in Notre Dame i ballerini erano dei personaggi veri e propri, erano la Corte dei Miracoli, avevano un peso reale, quasi fondamentale nella storia.
In questo Dracula, a parte la Vampiressa, il corpo di ballo sembra (e sottolineo "sembra" perchè ribadisco che non me ne intendo) avere come unico scopo quello di bilanciare i pesi delle scene e riempire il tempo delle canzoni. D'altra parte il fatto che le coreografie siano relativamente semplici forse non è un male in una scenografia così grandiosa bellissima e di quel certo peso visivo. Cmq concordo sul fatto che a volte i ballerini erano troppi tutti insieme.
Quello che è certo è che Arias è un regista particolare e a mio parere (ai limiti della genialità a mi parere) e credo che tanti siano i particolari che ancora non ci è stato possibile cogliere.
Io l'ho visto tre volte e ogni volta ho scoperto cose nuove e ho sistemato meglio alcune tessere di questo magico Puzzle.(Omissis)
A mio parere Dracula segue una evoluzione ben precisa e cambia nel corso dell'opera: da bestia di antica memoria ( carattere sottolineato dai movimenti tipicamente da film muto e dai mantelli sontuosi nero-argentei e rossi) dell'inizio, a uomo disperato di fronte all'orrore della sua mezza vita che si spoglia della sua veste di mostro (Dracula si toglie il mantello e resta "nudo" nell'anima) e si inginocchia per implorare l'amore di Mina...
E' bellissimo, pieno di poesia, persino il loro unirsi, come dice Franca, nell'unico modo a loro possibile, nei morsi e nel sangue che li porterà poi al sacrificio delle loro vite eterne ma ormai dannate. Dracula e Mina si lasciano polverizzare dal sole barattando l'eternità per un ultimo, breve, abbraccio di vero amore umano e finalmente libero dall'inferno d'un eterno, cruento rituale .
Più lo vedo e più mi piace... perchè più lo vedo più lo capisco.
E' pieno di simboli e qui sta una gran parte del suo fascino... non è solo un gran macchinone appariscente e grandioso... ha della sostanza, una corposa sostanza... è come un buon vino che hai bisogno di sorseggiare a lungo per coglierne le sfumature di aroma, di gusto e di retrogusto.
Vittorio ci sta tutto e, a mio parere, stavolta ha tutto lo spazio che vuole, tutto l'agio che gli serve per, come sono solita dire: "tirare fuori l'anima dalla gola!". Non mi soffermo neanche sulla Vitto-presenza-scenica perché non serve. Cito solo le sue entrate e alcuni momenti in cui è inseguito dai ballerini... notate come abilmente sa rendere la rapidità dei movimenti solo girando prima la testa e poi il corpo... anticipando, cioè, con il gesto della testa, il movimento e la direzione che imprimerà al corpo... questa capacità manca del tutto in Mina, per esempio all'inizio, quando si allontana da Jonathan ,che sta per partire, e poi torna ad abbracciarlo di nuovo...
D'altra parte l'esperienza di una vita di spettacolo in Vittorio è lampante e non si può pretendere la stessa cosa da giovani debuttanti che cmq si sono comportati davvero molto bene nonostante l'inevitabile e più che giustificata e giustificabile emozione.
In conclusione, sono convinta che molte delle impressioni negative che alcuni di noi hanno avuto all'inizio, siano destinate a cambiare se non altro almeno in parte, dopo una o più visioni successive.

9 marzo 2006 ore 12e33

(Omissis) (A proposito di “Non guardarmi”)...in quel preciso momento bisogna osservare i costumi che comunicano come e quanto le parole...
Prima di incontrare Dracula, Mina è vestita sempre di azzurro.
Nel momento in cui incontra Dracula, che ha appena vampirizato Lucy, ha il vestito azzurro MA IL MANTELLO DORATO DI ELISABETH!
L'ho detto io che sto regista è un genio e che quest'opera è una poesia dall'inizio alla fine!
Vedrete che avrà dato un senso preciso anche al più
piccolo dei movimenti delle coreografie che sono così poco piaciute finora... magari solo perché non le abbiamo capite...
qualcuno è rimasto perplesso per il fatto che i ballerini hanno tutti quelle calotte sulla testa... e se fosse stato per spersonalizzarli? non fanno parte della storia, sono il necessario contorno ... non devono forse essere visti come uomini e donne ben precisi, non sono personaggi.
La Vampiressa invece lo è ma rappresenta più persone ( nel film le vampire erano 3 ) quindi continua a non avere una personalità precisa. ha però qualcosa in più degli altro ballerini che sono solo comparse... ha le lunghissime unghie che le conferiscono il significato della sua presenza in scena. Ha in evidenza i piccoli seni luccicanti, attraenti ( Jonathan, che rappresenta la fragilità e la superficialità umana ne resta stregato nel senso più carnale del termine)
Non so se abbia una reale attinenza, ma a me è saltato all'attenzione il ruolo di questa parte anatomica femminile nell'opera... quante volte Dracula invece di cercare la bocca di Mina ne cerca il seno? Spesso. ma Dracula cerca quello che c'è sotto... il cuore, l'amore...
MADONNA QUANTO MI PIACE STA COSA!

19 marzo 2006

Volevo dire due parole sullo spettacolo di ieri sera 18 marzo.
C'era tutto il 1° cast tranne Mina, interpretata da Beatrice Buffadini.
Questa ragazza mi ha fatto cambiare l'idea che mi ero fatta di lei giovedì scorso. E' stata più brava, dell'altra sera, la voce più sicura e ho notato una maggiore disinvoltura sul palco che l'ha resa assai più convincente e in buona sintonia con Vittorio. Bellissima ed elegante la figura assunta quando alla fine vola fra le braccia di Vittorio al sorgere del sole... ( mi sono emozionata!)
Anche Davide è stato più incisivo e mi è piaciuto molto, i movimenti più fluidi e la voce più sicura hanno dato più spessore al personaggio di Jonathan.
A quanto pare le critiche ( le nostre, quelle costruttive) hanno sortito l'effetto voluto, l'audio era pressochè perfetto e le parole si sentivano distintamente una per una! (era ora!)
Fabio Privitera era in una serata splendida. Un bellissimo Renfield: ero vicina al palco e ho potuto notare persino le espressioni... un vero pazzo! Davvero complimenti.
Giò Tortorelli, che mi piace assai di più del suo sostituto che cmq è bravo, ieri sera ha avuto una piccola defaillance e si è dimenticato un verso nel suo duetto con Mina, ma è stato grandioso nel riprendere, come se nulla fosse, in un punto assolutamente in senso con l'ultimo che aveva cantato. Solo chi ( noi e basta credo...) le canzoni le sapeva già quasi a memoria poteva accorgersi che mancasse qualcosa.
Ho sorriso pensando a quanti smadonnamenti stava facendo in cuor suo! Il vero bello del teatro è questo... l'imponderabilità... l'imprevisto, e il virtuosismo nel coprire le magagne...
Giò ha una voce graffiante e giustissima per i brani che canta e ieri sera ha avuto dei momenti di vera grazia... specie quando è esploso nel suo "Siamo sangue, solo sangue" ( è un pezzo talmente bello che mi spiace da morire che non sia più lungo... quando quella melodia ti sta esplodendo dentro ... finisce subito e ci resti male ...almeno a me fa quest'effetto).
Max Corfini è un mito... non posso dire null'altro che "bravo!"
Maria Grazia Di Valentino... che dire... è perfetamente in parte. Ieri sera è stata bravissima, sensuale, e l'audio finalmente a posto ha reso giustizia alla sua bella voce e alla sua interpretazione che mi è piaciuta moltissimo.
Che dire infine di Vittorio... maestoso come sempre!
In alcuni momenti, quando la situazione lo richiedeva ha accentuato la cavernosità della voce e mi ha fatto tremare letteralmente! Daniela ed io eravamo in una posizione strategica e alla fine del primo atto, quando è sceso... non si può descrivere la sua faccia... se chi era alla prima lo ha visto... beh era meno terrificante di ieri sera... ve lo assicuro! aveva il labbro superiore alzato a scoprire i denti... due occhi di brace e un'espressione terribile, una figura maestosa...madonna che impressione!!! solo quella camminata fra il pubblico vale il prezzo del biglietto.
Ho notato che parecchi sono quasi intimiditi... resti talmente impressionato dalla sua interpretazione che fai fatica a battere le mani... è successo anche a me e non è che non lo voglia applaudire... resti talmente coinvolto che rimani attonito... e ci metti un po' a realizzare.
L'uscita poi secondo me dovrebbe avvenire con un po' di musica di sottofondo: la strada da percorrere non è poca, un applauso normale non basta a coprire la durata del percorso, ed è bruttissimo vederlo ancora ben lontano dall'entrata sotto al palco quando l'applauso è finito.
(Omissis)

22 marzo ore 12e56

(Omissis)
Sono determinata a far sentire a quei ragazzi lassù e al nostro Vittorio che ci siamo e che li sosteniamo e attendo la lettura del cast... primo cast al completo per mia grande soddisfazione!
Lo spettacolo inizia ... e anche se l'ho visto gia 5 volte quella caduta del sipario mi da sempre un brividino.
Non sto qui a raccontarvi lo spettacolo anche perchè descrivere le emozioni sempre nuove che mi dà è impossibile .... vi dico solo che mi ricordo più o meno quasi tutte le parole delle canzoni, e che non ho potuto fare a meno di cantarle... in realtà speravo che non si sentisse... invece chi stava dietro di me mi ha sentito... ( poi vi dico i commenti!)
Non posso fare a meno di citare alcune cose che davvero mi hanno emozionato. Innanzitutto la straordinaria capacità di Vittorio di modulare la voce... e poi la incredibile, e sottolineo incredibile, espressività del suo volto... stavolta stavo proprio sotto al palco e vi assicuro che vedevo persino le gocce di sudore che gli scendevano ( copiose!) dal viso.
Mi ha colpito per la drammaticità intensa della sua interpretazione... non ho mai visto nessuno calarsi così profondamente in un personaggio. La crudeltà, il dolore, la nostalgia, la rabbia, la dolcezza, l'amore... si dipingevano sul suo viso e scorrevano nelle sue membra così intensamente che ... ragazzi non è possibile... non esiste nessuno come lui! Ammetto di essere un tantino di parte, ma vi assicuro che iera sera ha superato se stesso!
Nella scena in cui morde Lucy , in cui esce tutta la sua bestialità, quella che poi susciterà tanto orrore in MIna, Vittorio è stato insuperabile! Su quelle scale sembrava un animale... a quattro zampe come un lupo affamato ma agile e rapido... non si è messo subito di lato a Lucy... le è montato sopra, a possederla quasi... poi le scivola di lato e la morde... e trema con tutto il corpo e... cavolo se non senti scivolare anche dentro di te quel sangue aspirato alle vene della ragazza, e poi quando Vittorio si asciuga l'angolo della bocca... per un istante ho sentito il sapore del sangue!!! ... una scena carnalissima, da puro brivido, coinvolgente... neanche per un nanosecondo volgare.... stupenda! Un grandissimo Vittorio, e una grandissima MariaGrazia che ieri, ho saputo dopo, aveva la febbre a 38 e un forte mal di gola ma che ha tirato fuori una voce e un'intensità espressiva degne di una consumata professionista.
L'intero cast ieri ha dato il meglio di sé. Un Max Corfini e un Fabio Privitera che ormai ci hanno abituato a prestazioni ottime ogni sera, una Sabrina De Siena ( ancora più bella e dolce da vicino!) più intensa ed espressiva, assolutamente credibile e in ottima sintonia con Vittorio soprattutto nelle scene d'amore, voce perfetta e mirabilmente modulata.
Davide , più sciolto e dolce nell'espressione, nelle scene con Mina, affronta con un certo successo l'assurda situazione in cui è costretto a cantare, visto che nel "Castello dei perchè" la tonalità della base gli impone di cantare un'ottava sotto. Complimenti perchè non è facile per niente. Bellissimo l'interagire con Dracula e i pezzi con lo specchio. Poi, e questo l'ho già detto in precedenza, adoro la sensualità assolutametne scevra di volgarità della scena con la Sacerdotessa ( a proprosito, come si chiama quella bellissima ballerina???).
Giò Tortorelli ieri mi ha stupito. Innanzitutto perchè era evidente, (specie per noi che lo avevamo gia sentito) che fosse meno in voce del solito ma ha mirabilmente compensato con una capacità di modulazione vocale fantastica, cosa che ha reso ancora più incisiva la sua interpretazione. Insomma complimenti davvero a tutti!!!
Piccola chicca.
Alla fine del primo atto la versione ridotta del Vittofanclub, ha tenuto , trascinando anche il resto di un pubblico poco numeroso ma caloroso, l'applauso sull'uscita di Vittorio tra il pubblico, fino alla fine, fino al rientro nel backstage!
(Omissis)
Alla fine gli applausi erano scroscianti! il numero ridotto degli spettatori era ampiamente compensato dal loro straordinario calore. (e ovviamente dal nostro... io ho urlato come una sirena del porto!!!!) Applausi lunghissimi, eguagliati solo da quelli della prima!
E i visi degli attori... quello di Vittorio che ci ha regalato uno dei suoi più bei sorrisi...
Siamo andato subito fuori ad aspettarli
(Omissis) Vittorio era come al solito stupendo. quello che mi ha più stupito, che mi stupisce sempre è come sia diverso quando è fuori da un palco.
Lo guardavo, guardavo i suoi begli occhi sorridenti e sereni e non riuscivo a credere che fino a pochi minuti prima era quella creatura terribile, sanguinaria e tormentata che avevo visto scendere dal palco alla fine del primo atto... come può... non lo capirò mai.
E' solo che c'è soltanto la parola "bravo" ma che non è sufficiente a rendere quello che è Vittorio. Bisogna venire in teatro a vederlo con i propri occhi... sempre se si riesce a credere a quello che si vede!!!
Delle sei volte che ho visto questo spettacolo questa è quella che mi è piaciuta di più, in assoluto.
Ora concludo, ma il ricordo di questa serata non mi lascerà mai... perchè è stata pura magia... solo una meravigliosa, irripetibile e pura MAGIA.

26 marzo 2006 ore 12e38

(Omissis) Vittorio è al massimo... si vede, si sente... ha una presenza scenica incredibile!Siamo abbastanza vicini da vedere il suo viso incresparsi nelle espressioni più varie... Su quel viso leggi tutto il cuore di Dracula, tutta la sua storia...
Quando i demoni portano via Elisabetta e Vittorio sale in cima alla scala, strappa loro il suo mantello dorato che nella foga rabbiosa di quella scena gli sfugge di mano e lo costringe a chinarsi a raccoglierlo velocemente ma proprio nel momento di quel favoloso e pieno "io risorgerò" a cui ha dovuto dare tutta la potenza ma alzandosi! Non un'esitazione nella voce... un perfezione assoluta! Qui si vedono i GRANDI!
Ancora una volta nel pezzo "Il mio nome è Dracula" Vittorio è investito da una luce rossa ( geniale chi ha concepito le Luci!!!) che trasforma il bianco degli occhi in pezzi di brace incandescente... ragazzi uno spettacolo fantastico... è terrribile, terrificante in quel momento!... Denti scoperti in un 'espressione cattiva e quegli occhi completamente rossi...
ogni volta mi si blocca il fiato.
Vittorio su quel palco diventa un gigante! e lo è ogni giorno di più!...

26 marzo 2006 ore 14

Tornando allo spettacolo non posso fare a meno di citare ancora una volta il pezzo in cui Dracula morde Lucy...
Ieri sera è stato ancora più espressivo del solito...
Nel momento in cui Lucy si sdraia sulle scale ho visto Dracula agitato dal suo interno come se l'animale in lui avesse il sopravvento... Vittorio ha reso questo momento di una efficacia inquietante... è come se la bestia della sua anima gli uscisse dai pori... il lupo sanguinario che è in lui si manifesta in quel salire le scale anche con le mani e con una rapidità e agilità che ti sorprendono...
Le sale sopra e sembra una fiera intorno alla sua preda... e il momento del morso, con Vittorio che trema in un brivido mortale... è una scena pazzesca!
Ha anche affinato la scena seguente... quella in cui esausto si abbandona asciugandosi il sangue dalla bocca e Mina lo vede e ne ha orrore...
Mi ha coinvolto davvero tanto... Dracula si accorge di lei e si nasconde voltando il viso e le spalle come chi si protegga dalla luce dopo un prolungato buio... in quel momento di abbandono, dopo il morso, l'anima straziata di Dracula viene allo scoperto e quando dice "Non guardarmi, non venirmi vicino..." senti uno struggimento nel cuore che ti fa amare quel vampiro e tutto il suo tormento... l'espressività di Vittorio era ai massimi livelli!
Aveva un milione di ragioni Gloria quando chiese se era prevista l'unità coronarica! Solo nel ricordare mi sento la gola chiusa dall'emozione!
Emozione... emozione pura!
A volte io stessa mi domando se non esageri a entusiasmarmi tanto, ma ogni volta l'unica risposta che sono in grado di darmi è che questo spettacolo è fantastico, bellissimo, costruito in maniera geniale e di una passionalità che non ho mai visto prima. Vittorio lo rende anche magico!
Finisce il primo atto e non vi dico che bellezza sia stata l'intrepretazione di Vittorio di "Non guardarmi"... ogni volta la fa diversa... più... di cuore!
E quando è sceso è stato avvolto da un applauso scrosciante e che stavolta è durato fino all'ingresso in backstage, senza il nostro particolare aiuto... la gente (tutta!) era conquistata! E anche qui la grande professionalità di Vittorio: io ma non solo io, abbiamo urlato un liberatorio e sentitissimo "bravo" in mezzo a tutti quegli applausi... e Vittorio, che spariva nel buio del lato sinistro della sala, sentendo gli sguardi di tutti su di lui, ha fatto il gesto che fa nel pezzo con Van Helsing... ha sollevato la mano aperta al lato del viso... per "sparire"...
(Omissis)

 

Maura

7 marzo 2006 ore 23e34

Da dove si può cominciare?
Io nn mi intendo di teatro, nè di recitazione, nè di canto.
Ma quello che ho visto sabato mi ha lasciata letteralmente incantata
Prescindiamo dal Mito.
E mettiamo in chiaro il fatto che nn sono riuscita a finire di leggere Dracula.
Mi fa troppa paura.
Ho tentato. Ho pensato che forse non era il momento giusto e dopo essere arrivata più o meno alla metà del libro ho smesso e nonostante tutti i miei sforzi nn riesco a riprenderlo.
Non riuscivo a dormire la notte.
Lo so è stupido ma nn posso farci nulla.
L'apertura della scena
Il drappo rosso, rosso come il sangue che scorre via.
Quel castello imponente e quelle scale.
Quanti gradini. Quanti passi, quante discese, quante salite, quanto teatro si è visto su quelle scale.
I costumi. Costumi teatrali. Era ora.
Un momento di disappunto quando ho visto il Mito dentro quella tuta.
Ho pensato che si sarebbe sciolto.
L'alternarsi di colori chiari e scuri anche all'inizio da una sensazione visiva molto forte.
Chiaro - Scuro - Bene - Male
Soprattutto quello che mi ha colpita sono stati i mantelli
Li ho trovati magnifici.
Magari Il Mito e Mina nn sono così contenti di cose così ingombranti addosso, ma dal punto di vista dello spettatore sono davvero notevoli.
I ballerini mi sono piaciuti e soprattutto mi ha colpito il tango
Vestiti anni 30
Ho pensato al Charleston
Affascinanti. Molto coinvolgenti
Renfield, magnifico.
Mi è piaciuto tanto con quelle maniche che avrebbero dovuto essere legate come in una camicia di contenzione e invece vorticavano in maniera frenetica come se cercassero di sfuggire al destino, pur sapendo che quello era il destino.
Balla, salta, recita.
Un personaggio che resta. Quando lo rivedi pensi "eccolo qui .. che piacere"
Lucy e Mina
Mi sono piaciute, forse però ogni tanto Lucy urla un tantino troppo.
Penso sia dovuto all'emozione.
Mina decisamente "in parte"
Mi è sembrata sicura e consapevole dello spazio del palcoscenico. Lo teneva bene.
Seward e Van Helsig.
Mi piacciono ma per esempio Van Helsig ha lo stesso problema di Lucy
Urla.
Bella la scena del come Van Helsig uccide Lucy. Con il paletto in mano e il gesto del colpo nel cuore.
Jonathan. Mi dispiace dirlo ma lo trovo senza personalità. Non mi convince.
Una cosa tremenda invece era il volume della musica
Straziante. Maledettamente alto. Secondo me troppo, tanto da costringere gli attori ad una fatica in più. Cercare con la voce di stargli sopra di un bel pò.
A parte Vittorio, alle volte nn si capiva cosa stessero dicendo.
Prima di continuare vi confesso che ho comperato il CD appena uscito
L'ho sentito solo due volte.
Non mi è piaciuto.
Non l'ho più riascoltato.
Quindi ... nn ero preparata sulle parole delle canzoni.
E conoscevo solo a grandi linee quelle che avrebbe cantato Vittorio
La vs performance natalizia mi ha aiutata molto
Adesso aspetto con ansia il CD cantato dal cast.
C'è un pezzo che mi ha colpito
Quando il coro canta che Dracula ha il vizio dell'amore
L'ho trovato molto bello.
Parliamo un attimo del finale
E so che qui vi metterete una cassa di verdura vicino e me la tirerete addosso.
Quando Dracula e Mina escono vestiti d'oro la prima cosa che mi è venuta in mente è stata La Bella e La Bestia.
Il "diverso" che per amore nn si sente più così perchè è amato davvero.
Perchè ama anche lui.
Perchè l'amore ti cambia.
Per favore nn tiratemi le uova marce
Parliamo del Mito?
Ma quante scale ha fatto in due ore?
Quanto ha corso su quel palco?
Quante volte ha salito e sceso le due "discese" messe ai lati?
E che effetto vi ha fatto quando si è lasciato cadere nella bara?
Quanto siete rimasti tutti senza fiato mentre scendeva le scale, passava nel corridoio davanti al palco, girava in quello dietro le poltrone e se ne andava lentamente?
E quella terribile tuta con quegli splendidi mantelli e i suoi capelli striati di rosso?
Oscuro e Lucente.
E quando lui e Mina vestiti di nero salgono le scale si girano di schiena al pubblico e lasciano cadere i mantelli a terra e si girano nuovamente?
Quanta presenza scenica c'è in un gesto che sembra semplicissimo?
Il Mito è il Mito
E' inutile che vi dica come ha cantato.

Marco Black

6 marzo 2006 ore 1e15

Il mio resoconto si limita alle prime impressioni, che sono ancora in fase di elaborazione dopo il bis di oggi che è stato stratosferico, se non fosse per un problema di audio che ha fatto boccheggiare per un intero brano la bionda di cui mi sfugge il nome (sono stanco)
(Omissis)
Poi l’entrata in teatro: un enorme telone rosso copriva l’intero palco che sembrava non finire mai nascondendo cosa ci fosse dietro.
Mentre ci si avvicina, con i consueti baci e abbracci da parte di tutti i convenuti…… incredibilmente tanti, all’inizio dello spettacolo, il nervosismo sale.
Si spengono le luci e mentre le prime note dell’ormai conosciutissimo prologo prendono il via improvvisamente i teloni cadono……… prima sensazione: fiato trattenuto per lo stupore di una scenografia monumentale, di grande impatto scenico, stavolta Zard ha esagerato, ma è in lui questa forza, quella di credere e creare cose impossibili! Possiamo criticare quanto vogliamo Zard per tutto e di più, ma personalmente stimo molto questa persona, perché sono trenta anni che mi dà opportunità di vivere emozioni che nel nostro paese nessuno è mai riuscito a dare, Zard è la storia dello spettacolo in Italia, anche se molti di voi data l’età non si rendono conto del segno che ha lasciato nell’evoluzione della musica in Italia.
Ma torniamo allo spettacolo, è chiaro che gli occhi di tutti erano puntati su Vittorio che ha letteralmente giganteggiato per tutto lo spettacolo, anche se vuoi per l’intensità della seconda parte, vuoi perché probabilmente il nervosismo per questa anteprima era tanto (la prima ufficiale sarà il 9 ….sembra!) , mi è apparso molto più sciolto e decisamente più caldo nel seconto tempo. Tralascio appositamente di entrare nello specifico per ciò che riguarda Vittorio e l’opera, perché non voglio dare giudizi affrettati, lo spettacolo è talmente diverso dagli altri due, necessita una lenta assimilazione dell’enorme quantità di flash che si sono succeduti per tutto il tempo.
Un breve accenno agli artisti, di Vittorio dico che è unico, anche se nel primo tempo mi ha dato l’impressione che doveva scrollarsi di dosso Scarpia, o forse sono io che me lo devo scrollare di dosso…… chissà
Ottima Mina, sia per l’interpretazione che per la stupenda voce, mi è piaciuto molto Van Helsing.
Costumi decisamente ricchi, molto belli coinvolgenti al punto che li ho visti partecipi alla scena…. Carina questa!
Il corpo di ballo è solido, ben amalgamato e d’impatto in tutte le caratterizzazioni e soprattutto molto d’effetto in diversi punti dell’opera.
rimando ulteriori interventi al dopo la seconda visione che sarà tra poche ore. un ciao grosso a tutti

8 marzo ore 12

Accidenti Franca, hai di colpo fatto diventare superfluo ogni tentativo di interpretazione, hai molto realisticamente privato ognuno di noi dello sforzo che, almeno per me, si stava facendo per capire, cercare e portare alla luce i significati di gesti, balletti, comportamenti.
In un certo senso ci hai servito la pappa pronta!
Che dire del tuo intervento?
Per me che non ho alcuna velleità di disquisire tecnicamente e artisticamente in maniera professionale, non mi è parso vero!
Due giorni passati a collegare questo a quel frammento, a cercare di capire perchè non è risultata determinante, in negativo, la staticità di una scenografia nei confronti di due aspetti e luoghi completamente diversi nell'ambientazione quali potevano essere il castello di Dracula in Transilvania, dove regna sovrano il misticismo e il soprannaturale, e una londra decisamente snob, ricca e disperatamente proiettata verso la modernità ed il vizio. Poi all'improvvisamente arrivi tu e "tricche e tracche...."
A me, al massimo, nel momento in cui fai riferimento al dualismo tra amore e morte mi è venuto in mente uno pseudo/capolavoro, firmato Mario Salieri, appunto dal titolo "eros e thanatos" della cinematografia hard dei primi anni 90 con artisti del calibro di Selen e ND'j de Bahia deformazione professionale legata ai 13 anni di proprietà di video store).
Naturalmente sto scherzando, condivido appieno il tuo intervento.
Sono in parziale disaccordo con max, che invito a rivedersi l'opera con meno distacco e cercando di farsi coinvolgere maggiormente, in fondo è paradossale che si cerchi emozioni e sensazioni in una rapprasentazione se si parte già con l'intento di evitarle, non si può andare a vedere Dracula solo per sentir cantare Vittorio, si deve dare l'opportunità a Vittorio (ed agli altri) anche di trasmetterle quelle emozioni.
Non mi sento però ancora in grado di giudicare personaggi ed interpretazioni, a parte Vittorio che come ho già detto mi ha suscitato alcune perplessità nel primo tempo di sabato, subito svanite perchè domenica l'ho visto già diverso e più Dracula. In effetti il suo maestoso ingresso in scena e la sua imperiosa voce, mi hanno troppo ricordato l'ingresso in "t'ammazzo, t'uccido".
Ma è come cercare il pelo in un uovo...... la superiorità, la bravura, del nostro mito è talmente evidente che forse solo Mina riesce a reggere, anche se noi si continua a fare paragoni tra il "Maradona" del palcoscenico e l'Argentina del mondiale, ricca di buone individualità ma che senza il suo genio in campo difficilmente avrebbe portato a casa la coppa.
Detto questo mi soffermo su un'altro punto che secondo me è importante: i balletti, le coreografie si fondono perfettamente nella storia e ne rendono ancora più interessante ed inquietante la interpretazione. L'impressione è che si sia voluto puntare molto sulle coreografie, sono profondamente incisive e sono parte integrante della rappresentazione, accompagnando costantemente ogni parte di essa in modo da riempire una scena che altrimenti risulterebbe alquanto scarna data la maestosità del palco.
Le musiche, aggressive ed inquietanti, trascinano attraverso un susseguirsi di impulsi che impediscono per tutta la durata dello spettacolo anche il minimo accenno di calo di interesse, mantenendo costante la tensione fino al termine.
Stiamo parlando della Premiata Forneria Marconi, primo e forse unico gruppo italiano che senza copiare stili e mode ha impresso nella storia del rock nostrano un segno indelebile nel tempo, futuristico ed universale negli anni ottanta, profondamente attuale nel 2006. Non è un caso che la PFM abbia esportato il proprio rock anche all'estero, in anni dove era veramente difficile contrastare il rock europeo, ma la particolare originalità del sound prodotto le ha permesso di resistere nel tempo.
Non è un caso neanche che si passi da un'ouverture dal ritmo progressivo ed incalzante alla melodicità armoniosa, struggente e sublime de "Un destino di rondine", non dimentichiamo che la Pfm ha, nel passato, accostato, con grande successo, brani di grande espressione rock come Chocolate Kings (E' Festa), carico di effetti sintetizzati a "impressioni di Settembre" dove il rock si fa melodico ed armonioso.
Nel contesto l’opera manca solo di un commiato decente con il pubblico, si è notato in entrambe le rappresentazioni, ma, per carità, evitiamo di far prendere la voglia di iniziare a modificare!
L’opera è quella, coloro che l’hanno pensata e messa in scena volevano che fosse così, quindi non ritengo giusto dire vorrei un fiorellino qua, uno là……… su oltre 30 rappresentazioni di Tosca, diavolo se ne ho viste 2 completamente uguali! Basta con gli esperimenti ed i ripensamenti sono più di tre anni che ci lavorano ed è giusto che rispondano del lavoro fatto senza ripensamenti o altro. Quando si fa una cosa o piace o non piace, non si può modificarla a piacimento, anche perché se si desse ascolto a quello che vorrei io, a quello che vorrebbe Max a quello che vorrebbe tizia o caio, diventeremmo tutti autori….. e naturalmente ci divideremmo anche gli incassi…. Giusto?
(Omissis)

9 marzo ore 15

(Omissis).... proporrei a Zard un libretto sul genere Divina Commedia, dove a tre righe per pagina di poema, ve ne sono presenti almeno altre venti di interpretazione ed approfondimenti. Naturalmente della nostra Signora Franca.
Forse esagero, ma questo Dracula mi ha ricordato quando, tanti anni fa, ignorante come una capra cercavo addirittura chi mi spiegasse le note perchè non riuscivo a capire neanche quelle.
Sicuramente quest'opera non è di facile interpretazione, così carica di simbolismi dove ogni atteggiamento, ogni movimento, ogni particolare ha un significato ben preciso. Non mi sembra di vedere Tosca, che per quanto mi sia piaciuta molto, ha sempre dato l'impressione di un'idea non chiara di ciò che doveva trasmettere, sempre in costante evoluzione.
Sono sicurissimo che quest'opera rimarrà nella storia, come sono altrettanto sicuro della valenza internazionale grazie ad una musica non esasperatamente rock, come non national popolare (per citare un precedente intervento) assolutamente staccata dalla classica espressione di musica all'italiana.
Tre, per me, sono i punti cardine di quest'opera: la simbologia (sempre presente e studiata alla perfezione), le musiche (emozionanti, coinvolgenti ed inquietanti) e... Vittorio Matteucci (unico) che sfoggia in brani non così facili le sue immense qualità vocali, la sua grande presenza scenica sovrasta tutti ed Arias ha approfittato in pieno delle sue capacità, riuscendo a farci sembrare sempre presente anche quando non c'è il "fenomeno".
(Omissis)
Ritornando a ieri sera, sono finalmente riuscito a seguirlo più rilassato, ricordo le mie prime parole di sabato sera alla fine dello spettacolo: scioccante ed inquietante.

Max

7 marzo 2006 ore 1e18

AnnaandMax nel castello di Dracula.
Non so esattamente cosa dire. L’attesa per Dracula è stata molto lunga, almeno un anno. Tanto il tempo che mi ha separato dal sapere che Vittorio era il lizza per il ruolo (ne ero certo sin dall’inizio, nel vero senso della parola, il mito meno, ma alla fine ho avuto ragione io).
Comunque questa volta ci sono entrato in punta di piedi, con le pinze, guardando lateralmente, senza farmi coinvolgere troppo. Troppà fu la delusione di Tosca (che ripeto, nonostante alcuni pezzi, a me non piacque). Troppe le aspettative dopo aver vissuto la magia di notre dame (senza voler accendere nuove polemiche su chi non lo ritiene, al vero, un musical). Comunque anche stavolta siamo di fronte a qualche cosa di nuovo. E a me fà piacere. Scopiazzare un genere che và alla grande all’estero non mi è mai piaciuto. Da noi i capolavori sono sempre state le commedie musicali (tipo Aggiungi un posto a tavola, Rugantino, etc..).
Inoltre non amo neanche molto Zard, che a parte la produzione (sfortunata) di Tosca, ha sempre e solo portato spettacoli da fuori (Michael, Madona, Cirque du Soleil, Notre Dame). Certo con Notre Dame ha dimostrato di essere un grande organizzatore (e produttore) ma lo spettacolo era già un gran successo e quindi partiva con un piede fortunato.
Ora produce e gestisce (con la Rebecca) il grande circo di Dracula. Avevo avuto qualche indizio sparso qua e là. Radio, TV, CD. Un’idea me la ero cominciata a fare. Da ipercritico quale sono arrivo al GT con l’idea di evitare di farmi un’opinione secca (che tra l’altro ancora non ho come definitiva).
Lo spettacolo è arrivato alla prima con ancora qualche cosa da sistemare (come ha detto Zard alla fine) ma comunque ad un punto vicino alla perfezione. Attenzione non perfezione nel senso di perfetto, ma di lavoro ben fatto. Non volgio dire cose troppo esaltate o troppo critiche. Quindi cercherò di essere misurato.
Con il mito se ne è parlato tanto e non sempre avevo voglia di stare a sentirlo. Lui ci stà dentro dentro e quindi lo vede e lo vive come artista. Io sono solo uno spettatore.
Entriamo a Teatro.
Totale assenza di gestione immagine. Non una foto, una traccia minima dello spettacolo. A parte il rosso che è ovunque, ma era li ancor prima di dracula. Era lì da sempre. Comunque me lo aspettavo. Zard tralascia sempre certi dettagli, vedere sito per capire. Non c’era nemmeno un opuscolo (dice Zard che non hanno fatto le foto). C’è da chiedersi cosa abbia fatto in questo ultimi 10 anni, visto che è da tanto che si parla di questo Dracula. Queste sono cose a cui non dò giustificazione.
Teatro pieno (non strapieno). Sanremo e partita serale non hanno a mio parere consentito una buona visibilità. Tra l’altro a tutt’oggi non ci sono state recensioni a parte quella di un musicalomane che ha dato a Dracula del capolavoro confrontandolo a Tommy e alla Turandot. Non arrivo a tento io.
Chi si ricorda del GT, alla destra e alla sinistra c’erano le pareti laterali dello stage. Sparite. Tutta, tutta la parete è stage. In pratica l’intera larghezza del teatro è dedicata al palco. Credo che sia il palco più grande che sia mai stato messo in piedi. Due torri gigantesche (troppo?) due rampe che girano tutto intorno. Una prima scalinata dal pubblico (stile ndp francese) il palco, altra scalinata, altro palco, altra scalinata castello di Dracula, porta.
In scena tra una cosa è l’altra 40 persone tra ballerini e cast.
Il palco è chiuso da una gigantesca tenda di raso rosso che compre come una mezza luna tutta la lunghezza del palco.
Overture
Tan tatan tatan. Pezzo molto bello. Inaspettatamente la tenda rossa invece di aprirsi (bella trovata) cade giù a scoprire in un secondo (forse meno) tutto il palco. Tutti ooooooooooooo. Come una scia di sangue la tenda sale su per le scale e scompare in una botola. Bella trovata. Mi piace.
Non so dare paragoni o confronti musical celebrotici a tutta l’opera, quindi vado di istinto.
Sono rimasto molto colpito dalla messa insieme di tutti i pezzi dell’opera, non nel senso musicale. I pezzi sono: scenografie, coreografie, costumi, movimenti (del cast), luci. Tutto è sembrato registicamente seguito. Il che per me è fondamentale. Il melange di questi aspetti era ben mescolato. La cosa che rimane maggiormente di tutto lo spettacolo è comunque rappresentato dai movimenti del cast. Lunghe e lente camminate, come l’entrata immediata di Dracula che percorre seguendo Elisabeth tutto il palco facendo un giro completo. O la sacerdotessa cone le unghie stile Kruger che ammalia il povero Jonathan. A parte Vittorio (che meriterebbe un post a parte) devo dire che il personaggio che mi è piaciuto di più e Mina. Una voce pazzesca, ed un’interpretazione di grande grinta. Avrà un grande seguito (anche perchè tra l’altro è una bellissima ragazza). Il doppio ruolo di Elisabeth e Mina (che si differenziano per l’indossare e togliere un bellissimo cappotto e corona) viene interpretato in modo diverso. O anche con il vestito nero, la pelle, etc... Grandi costumi (non per niente c’è di mezzo Tirelli (credo)).
Sul balletto mi soffermo poco. Non mi ha fatto impazzire. Un pò troppo stile Enzo Paolo Turchi. Grazie ai costumi e a tutto quello che gli stà intorno comunque si salva, magari si modifica pure. Nel pezzo “noi siamo l’inferno...” il balletto sembra doversi entrare per forza. Sarebbe stato meglio inserirli in modo lento e discreto. La musica e le parole sono talmente efficaci che il balletto storpia un pò.
Bravo Jonathan, il figlio di Paola Neri. Voce pulita ed efficace. Tre canzoni. Bravina la cara amica di Mina. Molto ben fatto il duetto con le due anime ballerine vestite dei colori di ciascuna a ricordare i tempi della giovinezza e della spensieratezza. Che riguardano tutti noi.
Bravissimo nella recitazione il pazzo Renfield. Meno nel cantare, non per incapacità vocali, ma non si capisce assolutamente nulla di quello che dice. Lì migliorerei.
Bravo anche Van Helsing, nella voce. Per il resto un disastro. In pratica l’dea che avevo di Dracula e Van Helsing qui si sgretola completamente. Il bene ed il male sono Van Helsing e Dracula. Qui Van Helsing sembra una maghetto da quattro soldi (fisicamente assolutamente insufficiente di fronte alla maestosità di Dracula). Poi non si capisce che fine fà. Sul finale hanno dato spazio ad altro, mentre un pezzo di lotta con Van Helsing avrebbe dato maggiore ampiezza alla storia. Questo aspetto è stato troppo trascurato. Ma si sa, spesso le storie si costruiscono con il materiale che si ha a disposizione ed evidentemente nel caso di Van Helsing non era sufficiente. Lo hanno usato tutto e non ne è rimasto niente. Magari un piccolo sforzo e ne usciva qualche cosa di meglio.
Ancora poco caratterizzato il personaggio di Seward. Bravo, bella voce, ma anche lui appare poco. Comunque all’altezza del ruolo.
Lucy ha una gran voce, forse un pò strillata nei pazzi alti, ma brava anche lei, specialmente quando diventa una vampira. Sarà ma a me certe sfumature perverse dell’universo femminile mi sono sempre piaciute. E la stessa Mina (che nel film di Coppola diventa da angelo ad assassina) diventa bella perversa.
Ecco qui andiamo un pò nell’area Hard dello spettacolo. Due le scene “forti” perfettamente in linea con le sensazioni che dà lo spettacolo. Viscerale. Come dissi successivamente all’ascolto del CD, questo Dracula non prende nel centro del corpo (il cuore, se non verso il finale) ma più nella periferia opposta, testa e viscere, in modo egualmente equilibrato. Molto bene per me.
Voto finale da 1 a 10 direi 9. Lo devo rivedere.
Infine a parte il nome dello spettacolo, l’aspetto Vampiresco (chiaramente visibile) non è però scenicamente portato a sufficienza. A parte due o tre morsi e qualche bara di Dracula si vede ben poco. Avrei sicuramente mostrato di più gli elementi tipici visti appena. Il sole, i denti, il sangue (più luci rosse in sala please, danno veramente un grande effetto), la lotta tra Van Helsing e Dracula, le visite ripetute a Lucy, con succhiate ripetute, gli altri compagni di avventura del romanzo di Bram. Questo si vede poco.
Su tutto e su tutti comunque comanda, dirige e sovrasta Vittorio, che premessa l’oramai amichevole rapporto instaurato con Lui e con Gloria vederlo in questo personaggio supera ogni possibile immaginazione. Sembra banale dirlo di nuovo, tra l’altro qui dove non si parla altro che di lui.
In questo ruolo Vittorio ha dato tutto quello che è Vittorio, sia come artista che come essere umano. Forse anche troppo. Credo, senza esagerare? Che questo spettacolo sia essenzialmente Dracula. Raramente ho sentito con tale forza vocalizzare e far “sentire” l’anima di chi si stà interpretando. Conoscendolo ha avuto addirittura paura che si potesse accasciare al suolo d un momento all’altro, colpito da un raggio di sole. La più grande interpretazione che abbia mai avuto modo di sentire (sparisce Frollo e sparisce anche qualunque altra cosa Vittorio abbia mai interpretato).
Per chiudere sono stato molto conteto che Davide abbia finalmente sottolineato il nome edil cognone di Vittorio Matteucci, lasciando che da solo, avvicinandosi al bordo del palco potesse ricevere l’applauso esaltato del pubblico tutto, in parte esaltato anche da noi. Questo poi è l’aspetto che per Vittorio mi ha fatto maggiormente piacere.

 

Angela

6 marzo 2006 ore 14e33

Ok, mi parte il primo embolo: ho trovato questo spettacolo NON FACILE.
Niente a che fare col nazional-popolare di Notre Dame. Bisognerà studiare per capire (almeno, io dovrò studiare...).

Le parole chiave che per ora devo decodificare sono: simbolismo, tango, colore.

7 marzo 2006 ore 11

Voglio dire qualcosa sui costumi, in attesa di rimuginare meglio il resto.
Ho trovato bellissimi quelli di Dracula e quelli delle donne, regali o sontuosi sono forse gli aggettivi giusti. Bellissima la trovata delle ballerine che "scivolano fuori" dagli enormi mantelli di Mina e Lucy nella scena del loro duetto.
Oltre agli scontati rosso e nero, la scelta del giallo-Dracula (anzi, la combinazione delle due tonalità di giallo dei vestiti di di Dracula e Mina ) nella scena finale è grandiosa e non scontata.
Seward e Jonathan ci stavano bene anche senza grande originalità; non mi è piaciuto invece per niente il costume di Renfield, ridicolo con queste bretelle e i pantaloni con la vita alta e poi....mi sembrava una tuta spaziale di carta stagnola imbottita. Il mago di Oz, sì, Franca ha ragione, comunque troppo carnevalesco per i mie gusti. Avrei immaginato Renfield più "tragico" nella sua lucida pazzia.
Un'altra cosa che mi ha lasciata perplessa è la scelta delle calotte craniche per i ballerini. Eliminare i capelli dalle figure in movimento secondo me conferisce una rigidità particolare, come fossero dei manichini o dei bambolotti, oltre ad accentuare l'aspetto unisex delle figure: francamente questa scelta, dal punto di vista puramente estetico, non mi convince. Ma questo è uno dei tanti punti che devo ancora ben interiorizzare...ci penserò su.

8 marzo ore 10

Oggi sputerò il rospo dei balletti. Anzi, meglio parlare di coreografie.
Da perfetta ignorante in materia avevo colto i riferimenti al tango e a un certo stile argentino in generale, anche prima di scoprire chei fosse la coreografa: sicuramente coreografa e regista hanno avorato molto insieme sui movimenti dei ballerini e degli attori. La prima impressione è stata di "sgradevolezza" per le lunghe camminate rigide (a me ricordavano in certi punti il passo dell'oca, complici i mantelloni un po' militareschi) e i movimenti a scatto stile nuoto sincronizzato. Ho avuto la sensazione che si volesse accentuare proprio questo strappo, sensazione che mi è venuta anche da altri particolari, come lo spegnersi di colpo della musica o delle luci. Non sono sicurissima di ricordarmi bene (ero in trance) ma in alcuni momenti ho addirittura pensato che fossero guasti tecnici. Invece no: forse si è proprio scelto di eliminare le sfumature: il sipario non si apre dolcemente e non si chiude, ma cade di colpo. Gli attori non sfilano via dalla scena ma spesso rimangono lì, a volte come "congelati" tra una scena e l'altra. I colori sono senza mezzi termini, colori puri in contrapposizione alla luce (oro e argento) o al non colore, il nero.
Tornando ai balletti, forse ingannata dal termine "rock" con cui l'opera ci viene servita, mi aspettavo qualcosa che avremmo ballato tutti sotto il palco, in stile JCS o Rocky horror picture show: ora so che non è così. Sono balletti da vedere, forse meglio da lontano come molti di voi hanno rimarcato, e da studiare, e da capire.
A parte il disappunto iniziale devo dire che ne sono contenta: per adesso nella mia strada alla ricerca del ballo sono arrivata alla mazurca, ma sono giovane, ho tutta la vita davanti per studiare...

Paola 63

7 marzo 2006 ore 16e08

(Omissis)

.. pur avendolo trovato bellissimo, non mi sembra uno spettacolo molto facile da cogliere in tutti i suoi molteplici aspetti.(Omissis)
Sicuramente io dovrei rivederlo di nuovo e,in teoria, (non vi sembri una eresia), senza la presenza di Vittorio: quando è sulla scena inevitabilmente e involontariamente la mia attenzione psichica ed emotiva sono concentrate su di lui e tutto il resto un po' mi sfugge...
Provo comunque ad esprimere qualche mia semplice opinione:
- la musica è stupenda
- i testi sono bellissimi: semplici, essenziali ed efficaci, vanno dritti a toccare alcuni punti cruciali del cuore umano e mi hanno colpito da subito (già solo ascoltando il cd della PFM che non li contiene tutti )
- alcuni personaggi non mi hanno convinto del tutto, primo fra tutti Van Helsing, non tanto per le indubbie qualità vocali, ma per il ruolo e la presenza scenica del personaggio: me lo immaginavo diverso e, come ha già fatto notare anche qualcun'altro, forse si poteva sfruttare meglio
Infine per quanto riguarda l'interpretazione di Vittorio,lasciatemi usare le parole di un brano cantato proprio da Dracula: " E' meraviglioso. Le parole non possono spiegare..."

Karole

7 marzo 2006 ore 17e31

Non so bene da che parte cominciare. Ci sarebbero così tante cose da dire…
Allora inizio da una critica costruttiva, che riguarda lo sviluppo della trama. Dopo la prima visione di “Dracula”, ho avuto la sensazione che mancasse qualcosa. C’era un passaggio forse troppo brusco nei sentimenti di Mina. Perché nel secondo atto, quasi di punto in bianco, Mina dichiara di essere innamoratissima di Dracula e convintissima di voler andare da lui? (dopodiché Van Helsing la mette in guardia, invano).
A proposito di trama, è anche vero, come ha detto Max, che il personaggio di Van Helsing è poco sviluppato.
Però è nata una discussione appassionata sul trucco e sul costume di Van Helsing. Perché è diviso a metà? La spiegazione più ovvia sembrerebbe quella della divisione tra bene e male. Ma forse c’è dell’altro. Ho anche pensato che in tutti i personaggi c’è un mescolarsi di bene e male, ma in Van Helsing questa combinazione è evidente, visiva. Forse perché lui cerca di separare il bene dal male, li mette in opposizione, anziché lasciare che convivano. Cerca di dividerli, e non accetta che invece siano indivisibili…
Franca parlava del guanto giallo che richiama la luce. Ho notato che Van Helsing, quando mette in guardia Mina e la esorta a non andare da Dracula, a un certo punto le dice qualcosa come “guarda la luce”, o “fissa la luce”. Le dice in pratica di scegliere il bene e non l’oscurità. La cosa interessante è che Mina non dà retta a Van Helsing, ma alla fine sceglierà comunque di guardare la luce…
Tornando alla trama, eravamo un po’ tutti d’accordo che senza conoscere il libro e soprattutto il film di Coppola, molte cose non si capiscono.
Però il fatto che questo “Dracula Opera Rock” non sia di immediata comprensione, che vada metabolizzato, che necessiti di più visioni per capirlo a fondo, ecco, tutto questo mi piace. Mi piace anche l’ampia presenza di simbolismo. Non tutto si capisce subito e non tutto viene interpretato allo stesso modo. Ho sentito un paio di interpretazioni leggermente diverse del finale.
La musica: stupenda. Curatissima. Non c’è nulla che non mi piaccia. Perfino “Male d’amore”, che nel cd non mi convinceva, visto in scena fa un altro effetto e funziona.
I testi: anch’essi molto belli, pensati, efficaci. Ci sono alcuni versi presenti nel cd, che sono spariti sulla scena e un po’ mi dispiace, ma è un dettaglio.
La scenografia: imponente.
I costumi: molto curati. Alcuni mi piacciono più di altri, ma comunque l’impressione è che dietro ogni vestito, ci sia un’idea ben precisa.
La regia: non sapendo chi fosse Arias, sono andata a cercare notizie su di lui in internet. Ha un curriculum davvero impressionante, una vastissima esperienza. E di certo qui non delude, anzi!
Per quanto riguarda le coreografie, ci capisco poco, quindi preferisco non dare giudizi, però posso dire che comunque i balletti, in generale, mi sono piaciuti.
Vittorio: entra in scena durante l’Ouverture. Si muove da Dracula. (Apro una parentesi perché mi viene in mente che anche il modo di camminare dei vari personaggi è stato molto curato. Ad esempio, Seward cammina in maniera molto particolare, Renfield striscia, cammina, si muove da pazzo, e così via). Ma dicevo di Vittorio. È praticamente già perfetto prima ancora di iniziare a cantare. Poi, beh, parte su quel famoso si bemolle, catalizza tutta l’attenzione degli spettatori da un angolo del palco, e il pubblico non può non constatare che si trova di fronte a un superlativo cantattore.
Gli altri interpreti: giovani, debuttanti, ma se la cavano molto bene. Mi sono piaciute molto le due donne e Renfield (è vero che spesso non si capisce bene cosa dice, ma per il resto è bravo).
Altre cose che mi sono piaciute molto: l’apertura del sipario e la costruzione scenica di “Il mio nome è Dracula”.
Per ora mi fermo, ma magari continuerò, e di sicuro lo spettacolo lo rivedrò prima o poi…

Valeria

7 marzo 2006 ore 18e18

Sono d'accordo con quello che dicono molti di voi.
Ma premetto una cosa: sono uscita dal GT, sabato, decisamente stranita. Non avevo capito niente. E non nel senso che sono un'idiota, che non riusciva a capire, ma che proprio NON SI CAPIVA. Sono uscita chiedendomi "E Renfield? E Jonathan? E Seward? Ma che fine fanno tutti?!"
Prima di stroncarlo (e devo ammettere che ci stavo riuscendo, la sera di sabato sono usciti dalla mia bocca giudizi pesanti), ho aspettato di rivederlo la domenica.
Bhè, mi si è aperto un mondo. Tutto, tutto è andato a posto. Ogni pezzo, ogni interpretazione, ogni riga di musica e passo si è incastrato perfettamente con l'altro, formando un tutt'uno. E finalmente ho visto Dracula.
Questo è l'unico aspetto che "mi preoccupa": a parte noi, che siamo pazzi, chi vedrà due (o più) volte questo spettacolo, e riuscirà ad apprezzarlo fino in fondo?
Simbolismo fin troppo nascosto, secondo me, magnifico, ma che si aspetta troppo dal pubblico: ripeto, una visione non basta, e la gente di solito a tetro ci va una volta, non duecento (come noi).
Ora. Tutti molto bravi gli attori, molto calati nella parte, anche se i brani di Lucy sono troppo "esasperati" a mio avviso (si capisce fin da subito che tipo è, non è con quell'ostentazione di acuti che si rimarca il personaggio... rischia di diventare eccessivo), Renfiled è un personaggio magnifico, e personalmente amo anche Van Helsing: mi ci è voluta la prima visione per cancellare dalla mente l'Hopkins di Coppola (a me, da lontano, anche visivamente lo ricorda), ma poi è scivolato via perfettamente, come il resto.
Una pecca che non mi va giù, mi spiace, ma è la "tutina" di Vittorio: secondo me lo ingabbia, lo fa sembrare tutto di un pezzo, e lo limita (per quanto sia possibile limitarlo, uno così). Si poteva creare qualcosa di più adatto.
Altro elemento "no" alcuni balletti, che non mi hanno dato niente, anzi, sembravano dover fare da "riempitivo scenico" quando spesso la sola voce di Vittorio o degli altri bastava a saturare il palco.
A me questa storia piace.
E piace molto.
E' simbolica e sommessa, strisciante, ma resta forte e salda, per quanto inizialmente non mi sembrava così.
Il bene ed il male entrano in scena dall'overtoure, e ci restano fino alla fine, in dialogo fra loro e con i personaggi (tutti dopi ed anime sole, bellissimo anche questo).
Sulla scena d'amore ho da pensare ancora un pò, mi piace, ma c'è qualcosa che non mi convince, senza riuscire a capire cosa.
Stessa cosa sulla collocazione e sul significato di "Ho mangiato gli uccelli" (o il vampiro...).
Mi dispiace, col senno di poi, aver ascoltato il cd: mi ha fuorviato nelle idee e mi ha confuso la prima visione. Cercavo le parole, cercavo chi doveva dire cosa, e poichè molte parti sono state cambiate, ne sono uscita frastornata.
Per quel che riguarda Vittorio, meglio (sempre secondo me) la seconda rappresentazione che la prima, mi sembrava estremamente teso al debutto (e chi non può non capirlo!).
Vedere, vedere, e rivedere... questo è il segreto di quest'opera!
Ma a me piace, tantissimo: e su Vittorio... non c'è nient'altro da dire!

24 marzo 2006 ore 22

Personalmente, più vado avanti più la tutina mi da meno fastidio.
Ma una cosa dello spettacolo proprio non mi va giù. E' l'unico momento in cui proprio dico "Dio, Vittorio!" Ovvero esco dalla narrazione e dai personaggi per accorgermi di cosa sta succedendo "realmente" sul palco (passi, mosse, etc... etc...) e mi viene una smorfia sul viso.
Quando Dracula fa il primo "Il sangue è vita!!" correndo a mani alzate e poi scomparendo dietro la torre. A parte che quando fa la corsetta, con quella tutina addosso, perde parte del suo fascino, secondo me... ma ha ancora il mantello lì, quindi non si nota. Mi piace l'idea del "delirio" di Dracula, ma non com'è stata realizzata... mi sembra ridicolo far fare al personaggio quella mossa in quel momento. E' una cosa mia, però è così... è l'unico momento in cui proprio vengo strappata dalla storia e riportata al GT.
Vabbè, non c'entra molto, ma m'è venuto in mente, e allora...

26 marzo 2006 ore 14e53

Ieri a teatro la vostra piccola Spooky ha sentito qualcosa che ancora le mancava.
Ha sentito dolore.
Piango spesso quando sono a teatro, mi immedisimo subito e con poco sforzo nelle vicende che vedo rappresentate. Ma ieri sera non piangevo a dirotto, presa dall'interpretazione di Vittorio o dal suo carisma... ieri sentivo il cuore lacerarsi e morire assieme a Dracula.
Sui saluti finali, mi sono messa una mano sul cuore guardando Vittorio: batteva all'impazzata, e non perchè il Mito era lì, ma perchè Dracula era in me. L'ho già detto, anche se non a voi, che questo entrare nella storia così prepotentemente mi fa quasi paura.
Grazie per ieri, Vittorio, Grazie perchè sei Dracula, pur rimanendo sempre te stesso.

Ottavio

7 marzo ore 19

Ragazzi,
che spettacolone!!!
Qualcosa di indimenticabile.
L'ho visto appena due volte e devo dire che non vedo l'ora di rivederlo.
Leggendo le recensioni postate dagli amici devo dire che mi trovo sostanzialmente daccordo, ma con qualche distinguo.
Intanto, come per il cd dracula della PFM, questo spettacolo va digerito con calma, quindi è facile avere delle impressioni che poi vengono ribaltate successivamente. Per esempio, la prima mi ha attraversato come una lama, lasciandomi senza fiato (alla fine non riuscivo a credere che fosse già finito, mi sembrava che fosse durato pochissimo). Rivedendolo Domenica, l'ho assimilato meglio, apprezzandolo maggiormente. Seguendo meglio i testi (modificati parecchio rispetto al disco), si riesce a capire l'evoluzione psicologica dei personaggi, soprattutto Mina e Dracula.
Ma occorre ascoltare e riascoltare, rivedere e rivedere.
La musica è splendida, come è stato già detto, ricca di sfumature e dualità. Anche i brani mai ascoltati conquistano e travolgono, dimostrando che la PFM ha davvero fatto centro. Unica eccezione, il pezzo "La forza dell'amore"? un po' troppo orecchiabile, un po' distante dal resto (forse una citazione anni 70). Cmq da risentire.
Gli arrangiamenti sono ben fatti, coerenti, incisivi. La PFM suona benissimo senza strafare.
Il palco è enorme, rischia di diventare dispersivo, ma imponente, come forse deve necessariamente essere quest'opera. Da rivedere da posizione più arretrata.
I personaggi sono tutti bravissimi, impeccabili nella Prima di sabato, qualche lieve indecisione la domenica. Hanno retto bene l'emozione (credo fortissima per tutti), ottima vocalità e ottima presenza scenica. Van Helsing mi è piaciuto molto (ricorda Fish dei Marillion, curiosamente anche nel look). Ottimi anche gli altri, anche se sono più in evidenza Mina (molto interessante) e Lucy (che peccato il blackout della domenica sul primo brano). Jonathan e Seward cantano meno ma cmq molto molto bravi. Molto apprezzato Renfield, sia vocalmente che scenicamente (che deve anche faticare parecchio con tutte quelle bracciate!).
I costumi: fantastici! E sono anche parecchi i cambi d'abito!
Ballerini: eccellenti per qualità, qualche limitazione sulla forma del palco, troppo spezzato (torri, scale) per permettere evoluzioni ampie. Un bel numero (26). Molto belle le coreografie. Non posso esprimere che delle impressioni da profano, ma ho qualche riserva sui movimenti stile quadriglia, da rivedere magari da posizione più arretrata.
Luci: molto buone, ma forse incomplete. Mi vedrei bene qualche proiezione su telo stile Tosca, per aumentare il distacco tra la prima parte nel castello di Dracula in transilvania e il cambio di ambientazione a Londra.
Si poteva per esempio mostrare Il viaggio di Dracula con il veliero che si muove sul mare in tempesta. Così come vedrei bene qualche proiezione animale (lupo e pipistrello, p.e.). Chissà.

Dulcis in fundo: Vittorio. Un'apoteosi di emozioni. Immenso. Sicuro e autorevole dominatore della scena. Un Dracula profondo e tragico ma insieme dolce e umanissimo. Scuro quando rappresenta il Male, sfolgorante quando è il riscatto dell'Amore
passionale. Sensualità e Impeto. Magnifico! Oltre ogni aspettativa! e che look! me lo rivedo mentre si agita con i capelli da Valacco mentre lotta con le guardie (o pazzi?), mentre canta: "Voglio sangue! Sangue!"

Marika

7 marzo 2006 ore 20e26

(Omissis).
Inizia lo spettacolo. Che non descriverò, perché voglio lasciare almeno un po' di surprise a chi andrà a vederlo in seguito.
In una parola, riassumerei il tutto con EMOZIONI.
Quando cala il sipario (Dio, che effettone!!!) ti fai tutta un'apnea, dalla prima nota all'ultimo applauso.
Non posso parlare dal punto di vista musicale e canoro, non è il mio campo, se non mediante espressione del genere "mh bbbello!!!" "mhh, checchifo!", "mi piace" e "no,non mi aggrada!".
Dal punto di vista interpretativo e recitativo, invece, senza ergermi a fare la grande attrice che, ahimé, non sono, mi ha molto convinto Renfield. A parte che il personaggio in sé è a dir poco splendido, l'attore (perché più che come cantante l'ho visto come attore...) tiene benissimo il palcoscenico, ha una stupenda presenza scenica e si diverte e fa divertire.
E credo sia la cosa più importante, divertirsi.
Quello che mi ha convinta di meno, purtroppo, è stato Jonathan. Mi è sembrato un tantino sottotono, forse poco convinto... magari mi sbaglio, magari è proprio il personaggio che il regista ha deciso di rendere così.
Beh sicuramente ha influito molto la tensione della prima, mica cosa da poco, gli applausi di un teatro grande, gli applausi caldi di un pubblico che riempiva moralmente il teatro sino all'orlo ed anche oltre.
Il Mito, però, merita un discorso a parte. Ci sarà pure un motivo perché è "IL MITO", no?! Egli, EGLI, è magnetico.
Catalizza su di sé l'attenzione, si impone, si muove freddo, disinvolto, incurante di tutto e di tutti.
Sì, è lui, è lui il Dragone che a Dio la vendetta giurò. Nelle sue vene scorre il sangue di Attila, così come nelle mie scorre l'elettricità. Vengo scossa dai brividi, oltre che dal dolore per le gomitate che il mio amico mi assestava all'altezza del fegato ogni volta che entravano in scena Egli o Renfield.
Il finale... cielo, il finale!
Stupendo. Bellissimo. Ho quasi rischiato di commuovermi, pensate...!!!!
...e ovviamente, la traslazione sotto il palco. E le risate con Silvia, sotto la telecamera di Pier (che spero non abbia ripreso i miei discorsi...!!!!) e quelle con Antonella, che rideva anche solo guardandomi in faccia...
No, lo spettacolo non fa ridere, sono solo io che c'ho scritto in faccia "GIOCONDA!"....

 

Laura

8 marzo 2006 ore 1e10

(Omissis)
Dracula – Opera rock: mi piace moltissimo l’inizio, inizia la musica e solo dopo un poco il sipario cala, e come cala, la visione di tutto quel rosso che sommerge il palco. Ottimo, rende perfettamente, già un tuffo al cuore. Belli i costumi, non bado molto a queste cose solitamente, ma mi sono piaciuti molto, soprattutto quelli di Dracula. Molto ben rappresentati i balletti, forse non tutti, ma la resa complessiva è splendida. Il palco è imponente, quasi esagerato, ma forse perché si tratta di Vittorio, non mi disturba (a parte il voltare spesso la testa di 180°): così presentato non è uno spettacolo da guardare dalle primissime file, ma ci vuole coraggio anche per indietreggiare. I movimenti dei singoli personaggi sono forse ciò che più ha catturato la mia attenzione, davvero ben pensati, meno forse quelli di Mina, ma è un discorso a parte. Le musiche sono protagoniste, qualcosa di assolutamente geniale. Non sono esperta, ma da “ignorante in materia” mi hanno catturato dall’inizio alla fine, i testi sono belli, le interpretazioni ottime. Apprezzo con maggiore trasporto il cd della PFM: è un gioiellino che ho fra le mani. Credevo di non approvare il cambiamento dei testi, che invece ho trovato bellissimi (tranne in “Non è un incubo è realtà”: sentire la tensione salire perché sta per cantare Vittorio e sentire…Mina! Caspita che delusione! Eheh…). Questo differenzia le interpretazioni della PFM dallo spettacolo teatrale, e potrò gustare entrambi senza paragoni. Anche se l’aver ascoltato tanto il cd in precedenza mi ha istintivamente fatto “attendere” i brani che conoscevo, e su cui avevo riflettuto, che però hanno dato allo stesso tempo meno ‘novità’ all’insieme. Senza questo tipo di musica lo spettacolo sarebbe stato completamente diverso.
I personaggi: Renfield è fantastico, davvero spettacolare. Nei movimenti, nella mimica facciale, il costume che ne rispecchia la pazzia, le diverse entrate in scena, è un personaggio riuscito alla perfezione. E’ quello che, a questo primo impatto, preferisco dopo Dracula. Ho trovato l’interprete di Seward bravissimo nel ruolo, belle le sue canzoni, quel suo esordire con “Lucy, il mio nome è Seward…” è incantevole e gli ha conferito peculiarità con quel tono. Stupendo il suo modo di camminare, ed un braccio piegato dietro mentre l’ altra mano raggiunge il mento. Professionale nel suo smarrimento e disperazione nella morte di Lucy, il tutto senza una parola: grande attore. Peccato solo che il suo ruolo sia tanto ridotto. Anche Lucy mi è piaciuta molto, un poco esagerata, ma il personaggio deve dare quest’idea nell’immediato. Molto brava, anche nella scena del morso di Dracula, agita le braccia per farle poi crollare rendendo perfettamente la comprensione della scena. Peccato per la canzone di Lucy e Mina insieme, non mi è proprio piaciuta. Mi hanno colpito meno Van Helsing, Jonathan e Mina. Il primo lo trovo eccessivo, per quei pochi brani che canta, ma è vero che non mi è piaciuto neanche come lo hanno cambiato nel film rispetto al libro, quindi parto già con il piede sbagliato; è anche vero però che domenica ho comunque rivalutato il suo ruolo: sabato mi sembrava un pazzo che si accaniva contro tutti, domenica ha lottato contro Dracula. A mio avviso però avrebbero dovuto dare una maggiore importanza al personaggio, che ricordiamo è fondamentale. Jonathan è un po’ fiacco, avrei dato più “corposità” al personaggio, ma forse è proprio così che volevano renderlo. Bella la scena della suzione da parte della donna-vampiro, anche con Lucy è bellissima. Mina, che devo dire, mi lascia indifferente al momento, forse dovrei ascoltarla senza vederla, perché ne apprezzo la voce, ma non mi convince sul palco.
Dracula: Vittorio è assolutamente incredibile. Ha una presenza scenica da far rabbrividire; l’entrata in scena è maestosa, e l’espressione è impeccabile. Vittorio è Dracula, calato completamente nella parte, mi chiedo quanto tempo abbia bisogno per uscirne. Intona quel ”Io risorgerò” che colpisce in pieno petto, e mi ritrovo già persa nella sua voce. Vorrei non smettesse mai. Non so davvero chi altri possa interpretare con la sua stessa passione e professionalità. E’ un Dracula molto intenso, legato al suo destino, possente e disperato, maestoso e malinconico. Vittorio ha la capacità di catturare l’attenzione del pubblico, istintivamente; quando entra regna sulla scena e non si riesce a staccare gli occhi da Dracula anche quando cammina sul palco senza proferire parola, in quanto l’attenzione è spostata su un altro personaggio. Davvero notevole. Ho visto un grandioso Vittorio.
“Il mio nome è Dracula”, già splendida di suo, raggiunge un livello ancora più alto in scena: i movimenti di Vittorio sono ottimi, la voce è perfetta. Mi è piaciuta tantissimo “Terra madre”, che ora è fra i brani che preferisco: un’interpretazione da brividi; e Vittorio che si lascia posare dentro la bara. Impressionante “Non guardarmi” e il brano finale: Vittorio supera se stesso. Molto ben realizzata “la morte non muore”, che nel cd mi aveva lasciato abbastanza indifferente. “Un destino di rondine” è resa in modo fantastico: disperazione da ambo le parti, effetto ottimo. Stupendi i mantelli, che Vittorio muove nel modo giusto, esaltandone il valore; meno la tuta nera…che lo incastra, se potessi la cambierei subito. Voglio le scarpe dorate.
Il finale è splendido! Vittorio impeccabile, scena struggente, ma non fino alla commozione per me. Il senso che lascia dentro è invece di serenità. La luce abbagliante del giorno e...perchè, Dracula? Sì, è giusto così.
Unica pecca: la storia si segue poco. Sabato, forse l’emozione, l’attesa, Vittorio, la tensione…ma se non avessi conosciuto la storia, per lo meno nei lineamenti fondamentali, non avrei capito molto. Domenica ho chiarito molte cose, e mi sono goduta lo spettacolo meglio. Trovo brusco il cambiamento di Mina, i suoi sentimenti per Dracula. E’ bello che senta due donne in sé, ma non ha continuità a mio avviso. Un incontro esplicito con Dracula aggiusterebbe le cose, e si inserirebbe bene nel contesto. Mi sarebbe piaciuto vedere un pezzo di sola musica con Dracula che fa il vampiro, in quanto tale è. Morde poco, il minimo, mi sarebbe piaciuta una scena in cui mordicchia un po’ tutti, magari con i ballerini che si accasciano uno dopo l’altro al suo passaggio.
Nel complesso mi è piaciuto davvero molto, e sento che Dracula senza Vittorio non sarebbe Dracula. Queste sono le prime impressioni, potrei sconvolgerle ad una visione successiva, ma il primo impatto ha scaturito in me queste riflessioni. Ora aspetto con ansia il cd dell’opera.

9 marzo 2006 ore 17e56

Ieri sera c’ero anche io, con il piccolo gruppo di romani quasi al completo, più qualche ancor più incredibile fan da Ancona. Un po’ presto forse per farvi ritorno, ma l’attesa è stata così lunga che nel sapere Vittorio in scena non ho saputo resistere alla tentazione.
Comunque ieri sera ho assistito alla migliore delle tre rappresentazioni viste finora. Forse Vittorio è più sciolto, o semplicemente io sono maggiormente coinvolta e comprendo un numero superiore di elementi, anche dettagli, so solo che mi sono ritrovata quasi con i lacrimoni al termine del primo atto. Ho avvertito il disagio, la disperazione e il contesto in cui si trova Dracula, il dolore e il desiderio di tornare a “vivere”. Ho trovato Vittorio ancora più coinvolto, e la sua capacità di trasmettere e comunicare allo spettatore era notevole. Seward continua a piacermi moltissimo, quel suo modo di muoversi e camminare mi affascinano. Van Helsing l’ho trovato più “nel contesto” dell’opera, meno fuori come mi era apparso in precedenza. Credo che questi due personaggi siano continuamente in evoluzione. Su Mina credo che quello che non mi convince è l’interpretazione della ragazza, troppo “studiata”, si muove con scatti, come se stesse controllando visibilmente il numero di passi da fare, o la posizione da assumere o l’espressione che deve avere in un determinato momento. Poco spontanea insomma…ma chissà. Ho compreso molto della storia invece, se si ascoltano bene i dialoghi, il tutto combacia e trova la sua giusta collocazione.
Ieri ho proprio capito che quest’opera è bellissima e studiata nei dettagli, ben proposta e ottimamente realizzata. Mi prende molto e sono curiosa di vedere fin dove mi porterà!Abbiamo chiesto direttamente all’interprete di Van Helsing, quanto mai disponibile, il motivo del suo trucco a metà, e ci ha riferito che il suo è un personaggio metafisico, e che da una parte è uno scienziato, che comprende, conosce e studia la vita, dall’altra appare il suo lato di cultore del mistero, che si occupa anche di quest’altro aspetto della vita. Avrei voltuo chiedergli di più ma non è stato possibile.
Vorrei riportare però un fatto: proprio al termine della rappresentazione, i due signori che avevamo davanti ci hanno chiesto se conoscessimo tutti i personaggi. Ho pensato che avessero sentito i nostri calorosi applausi e si riferissero al cast, invece hanno chiesto chi fosse il personaggio con i capelli strani, vestito d’argento; nel sentire Renfield non hanno fatto cenno di aver ottenuto la risposta che speravano. Hanno continuato subito, speranzosi, chiedendo chi fosse il tale con il volto diviso a età, e ricevuta la risposta “Van Helsing” hanno chiesto che ruolo avesse nella storia. Dopo la spiegazione il signore mi guarda:”Ed io dove prendo tutte queste informazioni?” Questa è una triste constatazione che chi non conosce la storia di Dracula non riesce a seguire nulla. Quello che mi dispiace è che non credo che faranno una buona pubblicità; io la trovo stupenda, ma è indubbiamente di difficile comprensione. Speriamo bene. Io faccio un grande “In bocca al lupo” a quest’opera che secondo me merita davvero e spero che chi è in dubbio voglia “chiarirsi” tornando a vederla, almeno un’altra volta, una ancora.

22 marzo 2006 ore 2

Stasera al GT cast A al completo. Ho visto un Vittorio veramente grandioso! E' stato imponente e più che mai emozionante. Ha interpretato ogni canzone con la professionalità e le capacità che denotano il suo immenso talento. Ero veramente contenta di essere lì...
Finalmente ho visto il tango...sono talmente catturata da Seward che quando è sul palco seguo solo lui, ma stasera ho fatto il mio dovere, eheh. Però il momento della pazzia è stato davvero molto bello, con un Seward scioccato ed incredulo, veramente bravo! Vittorio ha interpretato un Dracula sofferente e "umano" come lui solo sa fare, e al termine del primo atto ero emozionatissima e completamente coinvolta nello spettacolo. "Terra madre" è per me il primo picco dello spettacolo, dopo l'"io risorgerò" che dilania lo stomaco...un momento in cui sento dentro tutta la forza espressiva e comunicativa di Vittorio. In "non guardarmi" Vittorio ha superato se stesso, è sceso tra il pubblico incredulo e si è allontanato fra applausi sostenuti e sguardi curiosi...
E' stato apportato un piccolo cambiamento al suo ingresso, nell'Ouverture, dove segue Mina con

molta ansia e disperazione; anche il momento in cui morde Lucy ha subito una piccola modifica, ed ora è ancora più incisivo e profondo! Mi piace molto come 'trema' Vittorio che sta prendendo il sangue di lei, e come si accascia subito dopo, davvero bravissimo! Anche il finale leggermente modificato (mi dicono da sabato): non è male ma mi piaceva vederli inginocchiati...
Ho chiesto a Max Corfini il motivo delle mosse con le mani che trovo tanto buffe in Mina e Lucy quando cantano insieme, che proprio non gradisco (non chiedetemi come ho finito per chiederlo a lui...) e ha risposto che sono movimenti che evocano l'infanzia, perciò 'infantili'...e che forse... Vittorio ha definitivamente spiegato che nel breve momento che precede "non guardarmi" prima era Elisabetta, e solo lei (perchè Dracula e Mina si incontrano solo nel pezzo "hard"); ora invece è Mina, la vera e attuale Mina: rappresenta il loro primo incontro e le hanno tolto la mantellina gialla.. Questa sera è stata veramente bella e mi sento molto carica! (Omissis)

Grazie a Vittorio che è davvero insuperabile.

26 marzo ore 13e11

(Omissis)
Prendiamo posto e mi prende un colpo perchè mi sento uno straccio, ho le gambe febbricitanti, la testa pesante e a mala pena riesco ad applaudire. Ma l'ingresso di Vittorio in scena è stato particolarmente atteso: dalla posizione leggermente laterale in cui mi trovo non sono costretta a voltare di molto il capo come di solito, e Dracula mi compare quasi di fronte, dal lato opposto del palco. Quanto mi piace vedere Vittorio che entra subito in scena, anticipandomi la sua presenza, ma le cui prime parole sono quell'"Io risorgerò" che mi lascia ogni volta senza fiato, ed ogni volta rimango interdetta quando esce di scena. Ho sempre bisogno di qualche momento per riprendermi. Ieri mi ha lasciato davvero confusa: nonostante non fossi al meglio e in alcuni momenti ho avvertito quasi disagio ad essere lì, la voce di Vittorio mi è penetrata dentro come una forte scarica a dirmi:"Io sono Dracula, non distogliere la tua attenzione da me: guardami." Ed io l'ho guardato, l'ho ascoltato, l'ho seguito, e quanto mi è piaciuto, quanto mi ha preso, coinvolto, trascinato nella sua realtà, nel suo mondo, nella sua visione delle cose. Mi piace vedere Vittorio sul palco, maestoso e possente, la sofferenza sul suo volto è impressionante, la tristezza dei suoi sguardi lascia un segno dentro, che speri potrà rimarginarsi, ma ogni volta non ne hai la certezza. L' accenno di un sorriso accattivante mentre trascina Lucy mi ha spiazzato, la corsa quasi animalesca con cui le si avventa sopra e la delicatezza con la quale la morde, non celando la forza che tale azione provoca in entrambi: un contrasto perfettamente riuscito. "Non guardarmi" mi fa proprio male, so quel che deve dire e spero che non lo dica, che qualcosa questa volta possa cambiare, ma la passione delle sue parole e l'infelicità della sua posizione sono taglienti. E' un pezzo che amo ma che mi scombussola completamente: e Vittorio è incredibilmente bravo a rendere ogni minimo dettaglio, ogni piccola sfumatura. Ed ecco che il mostro disperato scende fra il pubblico: ho raccolto le forze ed applaudito energicamente, non potevo non completare la sua immensa bravura con un debole ringraziamento.
Colgo il breve intervallo per riposarmi e riprendermi, ed ecco che vengo ricatapultata nella realtà di Londra e nel mistero di Dracula. La sua presenza si avverte, ma la sua figura non si vede, ecco che Seward viene sconvolto dalla cruda constatazione della macabra realtà, che viene posta la parola fine ai tormenti della povera Lucy, che Mina avverte ed ammette il suo tormento interiore. E non valgono le parole e il tentativo di Van Helsing, Dracula è lì, come sempre, a portare a compimento il suo desiderio...com'è sereno con Mina, questo grande uomo che si è distinto in passato ora è quasi innocente di fronte a lei, contrastato dalla tenerezza dei suoi sentimenti e dall'orrore del suo essere. Vittorio ha magistralmente riportato in scena tutto questo, ed ho avverito i suoi movimenti, la sua tensione, la sua sofferenza nella constatazione che il futuro non potrà che essere uno, e solo quello. Mi piace immensamente quando esce dalla bara alzando le mani prima di intonare "Un destino di rondine", e il suo trasporto in quel brano è totale. Fortunatamente la ragazza che interpreta Mina regge la scena, che potrebbe venire irrimediabilmente compromessa per uno squilibrio da una parte. Vittorio la caccia, la porta a sè, la trascina nel suo dolore, ed io sono completamente coinvolta nel loro destino, nel destino di un Conte, di un uomo...nel destino di LUI. Muore questa volta nuovamente rivolto verso la luce, non verso il pubblico, e sono, come loro, sfinita. E mi ritrovo sotto il palco a cercarlo, a cercare il suo sguardo, il suo sorriso, la sua voce. Sto cercando Vittorio, che mi ha trasmesso tanto, anche troppo, e che mi ha tenuto col fiato sul collo facendomi provare quello che lui voleva, e senza alcuno "sforzo" mi sono lasciata guidare da lui, dalla sua storia, dal suo tormento, dalla sua interpetazione: anche questa sera Dracula è oramai dissolto, ed io, con gli occhi colmi di ammirazione, applaudo VITTORIO.

Chiarav

8 marzo 2006 ore 21e13

Per iniziare c'è solo una cosa di cui sono sicura: Vittorio è bravo, bravissimo.
ma lo sapevamo già tutti, non è una novità.
le cose da dire sono tante, me ne scorderò molte ho paura, ma pazienza.
Prima cosa.
Dracula. Ikl personaggio non è ben definito, non ho visto bene e male ben costruiti, lui non è nè il bene nè il male, è un misto in cui ogni tanto prevale uno o l'altro.
Vittorio non ha molti momenti per dare libero sfogo alla sua bravura, come aveva in Tosca per esempio. E' sempre sulla stessa linea il personaggio, non c'è mai dolore esplosivo o cattiveria immensa, è sempre tutto a metà.
Poi, la cosa che mi da veramente fastidio del musical, i balletti. I ballerini sembrano buttati sul palco senza motivo. Non vedo il bisogno di avere così tanti ballerini, che a volte entrano in scena per cinque secondi per poi scomparire. Poi i loro costumi, a cui non riesco a dare un senso.
Dopo lo spettacolo di domenica sono riuscita a salutare Damiano, vecchia conoscenza di Notre Dame, bravissimo ballerino. Gli ho chiesto chiarimentisui costumi... Mi ha confessato di non capirci nulla pure lui, e che le coreografie secondo lui non sono un granchè.. Ora.. finchè lo dico io è un conto.. ma se lo dice un ballerino del musical, allora credo di averci azzeccato..
L'unico balletto che mi sembra ben integrato è il tango di Lucy, esprime tutta la sensualità della ragazza (che ho incontrato.. ha due occhi meravigliosi!)
Bella l'idea dello specchio, dei movimenti di Jonathan e del ballerino.
Gli altri cantanti, beh.. niente di straordinario, cantanti.. ma forse ne potevano trovare di un po' meglio, bella la voce di van helsing, anche se poteva anche non essere messo in scena..
E così arriviamo all'altro punto dolente.. i personaggi non hanno senso nel musical. Jonathan scompare.. seward che aveva l'unico compito di chiamare van helsing per curare Lucy perde questa carrateristica.. allora poteva anche non esserci!
Renfield si presenta alla fine del musical quando era meglio lo facessa nel primo atto, all'inizio.
Lucy quel che doveva fare lo fa..
MIna.
Mina non incontra mai Dracula. Non si capisce cosa la spinga a ricordare la sua vita precedente, tutto ad un tratto si ricorda, e lei e Dracula nemmeno si incontrano a Londra..
Van helsing oltre a ipnotizzare Mina che fa????
I personaggi sono buttati li come i ballerini insomma.
E poi confusione tra Mina e Elisabetta.. non si capisce chi è una e chi l'altra ad un certo punto.
E' un musical difficile da mandar giù, troppo complicato al primo impatto, e la gente non tornerà spesso a rivederlo dopo la prima volta..
le musiche non sono spettacolari, già il cd non mi era piaciuto tantissimo.. non mi sono mai commossa, non si sentiva disperazione, oppure a me non è mai arrivata..
Insomma, a me non è piaciuto.. Questo non vuol dire che non tornerò a vederlo, ci tornerò presto, ma non con l'entusiasmo di NdP o Tosca..

Grazia

10 marzo ore 16e42 (Discussione Dracula 4e5 marzo)

Il 4 ed il 5 marzo ero anch’io al Gran Teatro a Roma, ma solo oggi riesco a scrivere qualcosa. Avevo bisogno di riordinare le idee e di “decifrare” le emozioni, cosa che non credo di esser ancora riuscita a fare.
Dello spettacolo è stato detto praticamente tutto, chi ha scritto prima di me (ogni riferimento a Franca è puramente voluto!) ha fornito una chiave di lettura anche per alcuni elementi di non immediata e facile comprensione.
In effetti non tutto si capisce ad una prima visione, anche se in realtà credo che alcune cose mi siano sfuggite sabato per il semplice fatto che ero troppo attenta a seguire Vittorio sul palcoscenico per prestare attenzione ad altri particolari. Il giorno seguente, infatti, meno in ansia per l’ interpretazione del Nostro, praticamente ogni pezzo è andato al suo posto.
Ho detto “meno in ansia”, sì, perché il giorno della prima l’attesa di vedere Vittorio in questa parte era fortissima: sapevo che è bravissimo e che non avrebbe deluso (ero anzi certa che sarebbe stato straordinario), ma nonostante questo un po’ di agitazione c’era, agitazione che è svanita in gran parte non appena ha iniziato a cantare le sue prime parole. Al suo “MA GIURO, IO, IO RISORGERO’…”, il mio cuore ha per un attimo cessato di battere: mi ha investito completamente con la sua voce e dire che mi sono venuti i brividi rende l’idea solo per metà.
Insomma, è stata un’emozione indescrivibile.
Il Dracula di Vittorio mi è piaciuto moltissimo, ma mi è piaciuta anche tutta l’opera; in fondo ero andata a Roma, onestamente, non tanto per vedere l’opera Dracula, ma per vedere il Dracula interpretato da Vittorio, nel senso che certo non mi sarei fatta tutti questi chilometri se non ci fosse stato il Nostro. Credevo che avrei apprezzato solo l’interprete e non molto l’opera, e invece mi sbagliavo.
Già l’inizio dello spettacolo mi ha colpito, con il sipario rosso che “crolla” giù all’improvviso e viene risucchiato al centro del palco: forse sarò pure di “bocca buona”, ma la scena è comunque di grande effetto.
Non ho mai provato un momento di noia, neppure quando, nei primi venti minuti del secondo atto, sul palcoscenico manca Dracula.
Ma è poi così vero che manca?
Non so se sia capitato anche a voi, ma io avvertivo la sua presenza anche se fisicamente non si trovava sul palcoscenico: non so se quest’effetto sia dovuto al modo in cui Vittorio ha dato vita al personaggio oppure alla musica o a non so cos’altro, ma di fatto la sensazione che ho provato è esattamente questa, Dracula è sempre presente.
Non ho le conoscenze tecniche e la competenza per esprimere giudizi sul corpo di ballo e le coreografie, ma di certo mi son piaciute. Anche gli altri interpreti si sono comportati bene, ho trovato un po’ “scialbo” Jonathan, ma forse la mia impressione di poca incisività è dovuta ad una scelta di regia ed al fatto che il suo timbro di voce non è tra quelli che preferisco. Mi è piaciuto molto dal punto di vista della recitazione Renfield (corre, balla, si muove come un pazzo, buona anche la mimica), ma ha il difetto di “mangiarsi” le parole: considerato che dovrebbe avere anche la funzione di narratore e di chiarire cosa sta succedendo sarebbe bene che le scandisse meglio. In questo modo la comprensione di quello che accade sarebbe certamente più facile.
Van Helsing non è niente male vocalmente, ma dal punto di vista della presenza scenica non regge il confronto con Dracula (Vittorio), di cui in teoria dovrebbe essere il temibile antagonista. Seward è bravo, mi piace molto come “impazzisce”.
Ho trovato all’altezza le due donne, soprattutto Lucy, Mina è talvolta ancora un po’ “rigida” nei movimenti, ma credo e spero che in poco tempo diventerà più naturale.
Il finale è davvero commovente, Vittorio ci ha regalato una interpretazione struggente. Come al solito non trovo le parole.
Voglio tornare al più presto a Roma a rivedere lo spettacolo e spero che aggiungano un reprise finale, anche se ho visto che, quando rientrano in scena dopo essersi lasciati colpire dalla luce del sole, Dracula e Mina sono già senza microfono, quindi ho i miei dubbi.
Certo che se ci regalassero ancora un pezzettino di “Un destino di rondine” o di “Andarsene per amore” nessuno si opporrebbe!

Rosie

10 marzo 2006 ore 18e34

Grazia non è stata l'unica ad avere bisogno di tempo per riprendersi.... Io son rientrata nella mia isola lunedì notte. Martedì sono stata praticamente catatonica, un po' per stanchezza un po' per la somma notevole di emozioni del weekend. Un po' anche per la grande tristezza del sapere che non potrò tornare a Roma (fino ad ottobre almeno sarò praticamente prigioniera in terra sarda). Ho avuto bisogno, davvero, di metabolizzare tutto quanto, e dopo qualche giorno di full immersion sul sito, sul forum, a caccia di tg e cose varie, ora provo a scrivere qualcosa dal mio punto di vista. Che, a dire il vero, coincide in buona parte con molti dei vostri: ho letto sui post precedenti parecchie cose che condivido. Mettetevi comodi, non sarò breve.
Lo spettacolo mi è piaciuto molto: bellissimo e coinvolgente il rock della PFM (su di loro, come su Vitto, non avevo dubbi). Alcuni pezzi sembrano molto "canzoni da Sanremo", un pezzo pare preso "paro paro" da Jesus Christ Superstar, e in altri momenti (soprattutto i pezzi di Renfield, sempre rock spinti) mi hanno riportato un po' alle atmosfere del Rocky Horror Show.
Forse mi piacciono meno i testi (ma mi riservo di analizzarli meglio quando verranno pubblicati integralmente all’uscita del cd), anche se qualche guizzo di genialità poetica l’ho notato (due esempi: “come l’acqua sui vetri anche il cuore si asciuga” e “eppure non son pronto al tuo sorriso perché tu sei il coltello e la ferita”).
Mi è piaciuto il drappo rosso che scorre sulla scalinata; forse non proprio originalissimo ma di grandissimo effetto. Mi son piaciute le scene, colossali e sfruttate benissimo, e il gioco di luci che trasforma Londra in Transilvania. Mi son piaciuti i costumi (anche a me poco la tutina da diabolik inflitta al nostro Mito – non che non la indossi bene, eh?!), mi son piaciuti molto anche i simbolismi alcuni dei quali avevo colto e altri che mi avete suggerito voi coi vostri post. E che bello ripensarci e approfondire e scoprirne di nuovi.
ADOROi capelli lunghi e le “frezze” rosse di Vittorio!
Mi son piaciute le voci degli interpreti, tutte, assolutamente, all’altezza. E’ vero che in alcuni momenti le voci erano coperte dalla musica, ma confido che siano particolari da aggiustare durante le prime rappresentazioni. Ho trovato Reinfield assolutamente splendido: voce calda e potente, presenza scenica notevole, bravissimo davvero. Il mio preferito dei sei. Mina, pur avendo una gran voce, l’avrei voluta più “carnale” e morbida – mentre è perfetta come immagine di Elizabeth. Ma anche questo può essere un lato che migliorerà col passare … delle serate! Lucy perfetta per la sua parte, Van Helsing anche – certo che gli hanno ridotto notevolmente l’importanza rispetto al libro e al film. Jonathan effettivamente è poco incisivo, forse volutamente. Bravissimo Max Corfini, Seward, bella la voce e bellissima resa scenica della sua follia.
Vittorio: finalmente padrone assoluto della scena. La sua voce riempie il teatro, avvolge, dipinge la tenebra in cui Dracula è immerso e la colma sempre e comunque della passione che è l’unico sentimento che muove il conte lungo i secoli che ha dovuto attraversare per tornare poi all’origine: l’amore, l’amore, ancora l’amore. Non fa mai paura (a me, almeno) questo vampiro. Come francamente non me ne ha mai fatto il Dracula di Coppola. Ho visto sofferenza, in questi Dracula paralleli, ho visto desolazione, abbandono, la violenza e la cattiveria come unica arma di difesa da un mondo che li condanna e li rifiuta. Ma paura proprio no. Vittorio non “interpreta” Dracula: lui “diventa” Dracula: lo si vede quando attraversa la platea con lo sguardo fisso davanti a sé, è completamente dentro il personaggio. E che Dracula fosse completamente già dentro di lui l’ho capito il 26 gennaio al Q. Persino mentre cantava Renato Zero piuttosto che Phil Collins. E basta su Vittorio che tanto l’abbiamo già detto e ripetuto. Aggiungo che il mio pezzo preferito è “Non guardarmi” (e non è solo perché, anche qui, Vittorio canta un piccolo “ti amo”) e ho in mente tanti piccoli momenti, tra cui l’intensissimo “ah che melodia che c’è quassù” cantato mentre striscia lungo il muro del castello.
Altre cose in ordine sparso: bellissimo il tango di Lucy coi ballerini in bombetta; il costume di Van Helsing, che mi ha fatto pensare a PennyWise di “It” (Stephen King); Lucy è una splendida Barbie-Jessica Rabbit; Renfield ha una tutina argentata stile Rockets (e chi ha vissuto gli anni ’80 sa di che parlo); bellissima la galleria degli antenati animata con cui Dracula si presenta a Jonathan; VittoDracula che quando attacca “Non guardarmi” mi fa pensare a Vincent/La Bestia dell’indimenticabile telefilm (sempre anni ’80, scusate sono vecchia…..) e mi fa una tenerezza straziante.
e per ora direi che basta ....

Maria

10 marzo ore 23e40

E' quasi trascorsa una settimana dal debutto del 4 marzo, ma ho avuto bisogno un po' di tempo per elaborare con lucidità le impressioni relative allo spettacolo...premetto che Dracula mi è piaciuto molto, al di là della superba interpretazione di Vittorio, ma la comprensione dei sentimenti dei personaggi e dell'azione scenica non è stata immediata ed ha richiesto qualche giorno di riflessione...si può essere più o meno d'accordo con il taglio che Arias ha impresso alla sua visione della storia di Dracula, senza dubbio si tratta di una regia molto curata nei minimi particolari, con un'estrema attenzione anche nei più piccoli gesti, sempre coerente allo svolgersi della vicenda, che suggerisce un lungo lavoro di analisi e preparazione sia degli interpreti che del corpo di ballo. L'impatto è forte fin dall'inizio, con l'improvvisa apparizione della scenografia durante l'ouverture e la visione di Dracula che si erge dalle prondità della terra...i movimenti coreografici e le variazioni cromatiche dei costumi e delle luci esprimono i dubbi e le angosce dei protagonisti, alle prese con l'eterna battaglia tra il bene e il male...Le musiche della PFM sono splendide, soprattutto le parti melodiche di ampio respiro sinfonico, che si alternano ai pezzi più propriamente rock (certi passaggi con il pianoforte sono veramente struggenti...): è un vero peccato che non sia possibile ascoltarle con l'orchestra dal vivo, al posto delle basi registrate, l'effetto sarebbe incredibile...
Vittorio è un Dracula eccezionale, che non ha nulla del tradizionale vampiro cui siamo abituati, è un uomo che brama l'amore della sua sposa perduta, ed in nome di questo sentimento è condannato ad un destino di sangue che si interrompe con la comparsa di Mina...egli coglie alla perfezione tutte le sfumature interpretative: rabbia, dolore, crudeltà, sofferenza, tenerezza e amore sono espresse con un'intensità che lascia senza parole. Un'ottima Mina al suo fianco interpretata da Sabrina de Siena: nonostante la giovane età ha una grande padronanza scenica e una voce stupenda, certi movimenti specialmente durante la vampirizzazione di Mina, sono abbastanza difficili...mi è piaciuta tanto anche nel duetto con Van-Helsing, che rappresenta uno dei punti chiave della vicenda. Bravissimi tutti gli altri, con una menzione particolare per l'interprete di Renfield, anch'egli molto impegnato dal punto di vista scenico. Personalmente avrei sviluppato di più il personaggio di Van-Helsing, ma evidentemente questa non era l'intenzione del regista.
Sicuramente vedere lo spettacolo solo una volta non è sufficiente per apprezzare pienamente tutti i particolari della messinscena, chi magari conosce già la vicenda di Dracula può essere facilitato (io ad esempio, nonostante sapessi chi fosse Jonathan e chi Seward, inizialmente ho faticato a distinguere i personaggi, perchè avevano entrambi i capelli lunghi...), ma l'entusiasmo in sala è stato sempre elevato ed ho ascoltato commenti positivi anche di persone che non avevano la benchè minima idea della storia...marito compreso...speriamo che Zard provveda al più presto con libretto e programma di sala (oltre che con l'uscita del doppio cd naturalmente!).
Sono convinta che Dracula rappresenti una tappa importante nella storia dei generi musicali moderni...e adesso siamo solo all'inizio di una lunga avventura...

Streusa

20 marzo 2006 ore 20e36

Domanica mio marito e io arriviamo al GT alquanto eccitati e ben disposti per la nostra seconda draculiana, dopo la magica prima (poi anteprima) del 4 marzo, che ci aveva lasciato vari quesiti in sospeso, diverse pecche imputabili all'organizzazione, un vago senso di irrisolto ma, in ultima analisi, la sensazione di un antipasto che stuzzica ulteriormente l'appetito...
Come già tutti saprete, appena entrati (zona bar) ci danno il benvenuto delle belle foto con didascalia degli interpreti del cast B disposte lateralmente su cavalletti in legno, il che aumenta notevolmente l'atmosfera e serve ad entrare meglio nell'ambientazione. Nella hall propriamente detta invece, oltre allo stand centrale con gadget programmi di sala e libretti in vendita, si trovano le gigantografie del cast A ad introdurci ancor più allo spettacolo!
(Omissis)

Ed ecco finalmente il buio in sala, l'annuncio dei crediti e degli interpreti [ennesima parentesi: nel 99% delle volte è stata la sottoscritta a far partire l'applauso (debolino) all'annuncio dei nomi. Ma vi pare normale??] e poi la voce femminile che annunciava in modo chiaro ed esauriente gli antefatti essenziali per comprendere la storia, spiegando in particolare il gap temporale di 4 secoli e la dicotomia Elizabeth/Mina e Dracula/Vlad.
Piccola nota di costume 1: il rito propiziatorio degli artisti (m... m...m...) dietro il 'sipario'.
Sorvolo sull'effetto, oramai stranoto a chi mi legge qui, del drappo rosso risucchiato via a svelare l'imponente scenografia, ma di certo, in attesa del dvd, mi piacerebbe molto avere un minifilmatino di questa parte iniziale: forse sarà anche un pò kitsch ma è molto incisivo ed immediato, ed inoltre rispecchia l'emozione dell'aspettativa dello spettatore.

Ed ecco iniziare la magia. Le note dell'overture. Le luci (ieri sera le ho apprezzate ulteriormente, splendidamente efficaci nel seguire le melodie, nel mettere in luce appunto le diverse ambientazioni e sfaccettature della scenografia, nel creare l'atmosfera giusta.
Vorrei trovare le parole adeguate per cndividere con voi il piacere provato ma so di non riuscirci pienamente...posso dirvi in tutta sincerità che per la prima mezz'ora almeno sono rimasta a bocca aperta per lo stupore. Pur avendo già visto lo spettacolo con attenzione e avendo cercato di memorizzarlo e ricostruirlo nel ricordo, pure rivederlo da così lontano (premetto che il 4 ero in 25° fila, quindi sempre arretrata) ne ha, pardossalmente, aumentato la magia!! L'intera parete vista da lassù aveva un effetto realmente 'spettacolare', dovreste provarlo per capirmi davvero... Sembrava di assistere ad uno di quei filmati che a volte mi è capitato di vedere in occasione di prove di cinematografia a tutto campo (non riesco a spiegarmi meglio purtroppo) ma l'ampiezza del palco viene gustata pienamente solo da lassù! I colori, i costumi, le movenze dei cantattori , tutto da lì assume sfumature che appagano davvero l'occhio a tutto campo! L'atmosfera appariva disneyana nel senso più positivo del termine: le torri del Tower Bridge, le loggette laterali, perfino la scalinata centrale; Mina che cammina di profilo, Dracula in posizione frontale col suo mantello dalle ampie spalle a suggerire al nostro immaginario collettivo le ali di pipistrello; tutto ha un sapore ed un gusto prettamente disneyano ed aiuta ad immergerci nella favola...
E poi la coreografia! solo da lassù l'abbiamo ammirata realmente (mio marito l'aveva giudicata statica ma ora si è ricreduto), giudicando gli spazi in maniera più equa e senza appiattirne le dimensioni, gustando i movimenti dei ballerini e le emozioni che trasmettono vedendone il corpo nella sua interezza...
Infine, last but not least, una parola riguardo l'audio: eravamo poco più arretrati rispetto la postazione mixer e sia le voci che le musiche si sentivano in amniera più che accettabile considerando che eravamo in un teatro enon all'auditorium... Mi ero già meravigliata leggendo alcune vostre considerazioni sulla difficoltà di comprendere alcune parole ad esempio di Renfield o di Jonathan: nella fila 25 avevo già capito bene ogni sillaba, ma ieri da lassù i suoni erano ancora più puliti e idem per le musiche, che continuo ad apprezzare ancora di più (come tutto, ormai lo avete capito!)
Per quanto riguarda la trama vera e propria ieri siamo giunti preparati: la parte da leone dei nostri 'libri di testo' sono stati i vari post di questo forum, illuminanti nel ricostruire alcuni dettagli essenziali, nel rimettere al giusto posto numerose tessere del puzzle, nel suggerire spunti o interpretazioni. Poi naturalmente anche lo 'speciale' del 'messaggero', seppure imperfetto, ci ha aiutato molto.
(Omissis)
Sui cantanti non mi dilungo: mi erano già piaciuti tutti e riconfermo la mia ammirazione, almeno per il cast A al completo che ho avuto modo di apprezzare entrambe le volte. Su Vittorio sapete trovare le parole meglio di me: è un grande interprete che sa risvegliare in chi lo ascolta una miriade di emozioni, allora che altro dire??
Piccola nota di costume 2:ieri non c'è stato quel movimento 'ballato' quando gli interpreti tornano avanti dopo essersi allontanati di spalle: ora tornano a ricevere gli applausi camminando normalmente e tenendosi per mano.

Mi sono infine resa conto di essermi allungata troppo (i polpastrelli stanno per scendere in sciopero) e sono costretta ora a riassumere alcune considerazioni sparse sui singoli brani (come l'assonanza di "due labbra..." nella parte corale con 'aggiungi un posto a tavola', un brano nel primo atto che mi ricorda molto 'jcs', o il pezzo delle vampire e Jonathan molto simile al 'Rocky Horror'), sui personaggi (vh come anticipatore di Freud e della psicanalisi -che tanta letteratura ha influenzato dall'inizio del '900 ai giorni nostri- che individua in noi stesi un 'male oscuro' di cui emerge soltanto una minima parte; o Renfield, molto simile a mio avviso al fool di shakespeariana memoria, un matto/buffone che spesso si esprime per metafore e che dice la verità fin dall'inizio ma nessuno sembra in grado di comprendere...), sui testi (ho già parlato dell'omaggio al verso di De Andre "di sposar gli elementi e di farli reagire" e di tutto le spirito del brano stesso che riprende il tema dell'incapacità della scienza ufficiale -che tutto vuole spiegare razionalmente- a comprendere la chimica dell'amore; inoltre la frase "il vizio dell'amore" mi ricorda la canzone 'Atlantide' di De Gregori che dice "...ma mi portò lontano il vizio dell'amore", ma probabilmente questa è solo una associazione personale) e su alcuni 'quadri' dello spettacolo che riportano alla menteflashback e deja-vu e bussano di nuovo alla porta del nostro immaginario collettivo. C'è molto Disney a mio avviso: il castello poco horror e quindi poco draculiano ma molto magico, i costumi (in particolare Mina/Biancaneve, come già altri di voi hanno notato, vuoi per il colore azzurrobiancaneve dell'abito della prima parte, vuoi per i colli della veste dorata o dell'abito nero, vuoi per la corona di Elizabeth; e Dracula quando dice "io sono un mostro" oppure alla fine quando appare nella veste dorata di Vlad non ricorda moltissimo la Bestia di Walt Disney? La scena dell'abbraccio che appare in alcune vostre firme poi mi ricorda il logo che per anni abbiamo visto su dei famoso cioccolatini umbri, immagine a sua volta ripresa da un famoso quadro ('il bacio'?) di cui ora non ricordo l'autore....
bla...bla...bla...
è bene che chiudo (almeno per il momento) ma...
Morale della favola: vorrei ritornare al più presto!

 

Hanjalou

24 marzo 2006 ore 21

I cantattori e il loro mondo. Spalancato sul nostro mondo. nell'interpretazione di un personaggio, per quanto affascinante, difficile e scomodo.
Non voglio raccontare di doti tecniche, ormai sotto gli occhi di tutti, ma di caratteristiche umane che riescono a far proprio qualsiasi personaggio.
Una concentrazione che non nasconde l'emozione.
Che ti spinge sulla scena, ti fa cantare, ti fa ridere e piangere, ti insegna la vita.
Questo e tanto altro e' Vittorio.
E' una sorpresa, che giorno dopo giorno, ti convince. Tu credi "ok, e' bravo". Poi lo scopri in ogni cosa nuova e in ogni cosa nuova continua a sorprenderti.
Non abbandona un attimo la sua voglia di crescita in questa professione difficile.
La sua emozione piu' bella e' la linearita', la gentilezza costante con il suo pubblico e con i colleghi. Vuole insegnare. Vuole imparare. Con l'umilta' propria di chi di gavetta ne ha fatta tanta.
Questo piu' di altri E' il SUO spettacolo. Protagonista assoluto e meritato. Talmente intenso da farti sudare insieme a lui.
E' uno spettacolo bello. Pensato e ralizzato con coerenza e buon gusto.
Non ho voglia, scusatemi, di parlare degli altri cantanti o ballerini, erano tutti molto bravi ed emozionanti. Lo faro' magari nei prossimi resoconti...perche' ce ne saranno altri, ovvio!!
Per me questo rimane lo spettacolo di Vittorio. Il suo Dracula. Che noi gia' amiamo. Che siamo pronti a vedere e rivedere per scorgere sempre cose nuove. Un nuovo sguardo, un nuovo gesto, una nuova nota o un nuovo passo.
Le cose che mi hanno emozionato di piu' oltre a QUELLA voce?
Le scenografie:
la caduta del sipario....brividi
la profondita' del palco nella costruzione del castello....non ne intuivi la fine
la figura di spalle di Vittorio con il mantello che accarezza rampe di scale
la luce abbagliante da cui risorge con la sua amata Mina
Tutte le coreografie. Non contemporanea pura, che non avrebbe avuto senso in in uno spettacolo cosi',ma perfettamente in linea con un Opera Rock.
Una domanda sola....ma proprio quella tuta da meccanico dovevano infilargli?!?!?!
Una nota di merito speciale alla PFM che come sempre sorprende e conferma.

Loretta

27 marzo 2006

SONO SENZA PAROLE: VITTORIO E' STATO SPAVENTOSAMENTE BRAVO.......
questa serata me la ricorderò per sempre, per sempre, ormai il 25 marzo è un giorno indimenticabile, nel 2004 ho visto la mia unica Tosca a Bologna e nel 2006 mi sono goduta un DRACULA eccezionale.
Mamma mia, che spettacolo, è andato oltre le mie aspettative, e vi devo dire che mi è comparsa la paura, sì in certi momenti mi sono anche spaventata:
quando compare Vitto-Dracula dal palcoscenico... che colpo al cuore, faceva veramente paura...............eppoi mentre stai guardando una scena alla sinistra del palco, con la coda dell'occhio vedi che a destra sta arrivando una figura impressionante è il Conte.......mamma mia, "om ciap un colp".......
E la musica?, che bella! Mi veniva voglia di ballare, è musica che può andare bene anche per i giovani in una discoteca....
I costumi.......favolosi
I ballerini.......eccezionali
La scenografia.......monumentale.
I cantanti del 1' cast.......molto convincenti.
Ma Vittorio è Vittorio............la sua voce ..........è.....è....non esiste un aggettivo adatto per descriverla come si deve.........
Ah! Dimenticavo...c'è una cosa che mi ha colpito.....alcune scene erano un pochino hard......pochino.........nei limiti della decenza..... ci possono stare benissimo...
(Ho sorriso quando mia figlia Francesca mi ha detto: "ma la moglie di Vittorio che dice, quando vede il marito fare queste scene?")
Allora è stato tutto perfetto? Nooo.... qualcosa che mi ha lasciato un pò perplessa c'è stato:
1) il volume della musica era molto alto....forse un pò troppo.
2) mentre stai concentrato su un balletto da una parte del palcoscenico, compare un' altra scena dall'altra parte, quindi per non perderti tutti i particolari dello spettacolo occorre vederlo veramente tante altre volte come dite sempre voi....
(Omissis)

 

Daniela (Amore disperato)

27 marzo 2006 ore 18e30

Arrivi con il cuore leggero, cantando, sorridi e non sai perché, e ti trovi davanti a quello che per due ore abbondanti sarà la tua casa, sì perché è come essere a casa, con lo sguardo e il sorriso, che oramai non ti si scolla più dal viso, cerchi i tuoi colleghi di follia per una sera e forse non solo, eccoli! fra tanti li hai riconosciuti, li abbracci, li baci, scambi di battute fra sorrisi e capisci che non fa solo a te quell’effetto, negli occhi di tutti c’è lo stesso sguardo felice, perso, speranzoso, trepidante, scintille di follia, beatitudine e amore.
Come un sol uomo il tuo drappello si dirige, varcando le tende scarlatte, verso un rosso mondo incantato, ti batte forte il cuore, sensazione non sgradevole in effetti, intrepidi come in battaglia trovate posto schierati di fronte a quel color sangue.
Si sente l’attesa, è palpabile, c’è agitazione dentro e fuori di te. Sguardi che scrutano i visi degli altri per riconoscere in loro ciò che sei tu.
Shhhh! silenzio che si va ad incominciare!
Tanti occhi e orecchie attenti alle parole che danno un senso alla storia che ti appresti a vedere, ed ecco tutto quel rosso si scioglie in un fiume liquido che attraversa la scena, la musica pulsa, rimbomba, scivola ed ecco cosa volevi vedere, ciò che aspettavi, lui, sì lui, e si mescolano sprazzi di follia a colori scintillanti, lui nero come la notte il dolore dipinto sul volto, attraversa la scena inseguendo il suo sogno azzurro, ormai lui è perduto, ma anche tu sei perduto, non c’è più nulla che distragga i tuoi occhi, il tuo cuore, il tuo essere.
Con il fiato sospeso lo vedi, fiero, perfido, bestiale, altero, cercare il suo amore giurando di risorgere, e quell’esclamazione disperata è un pugno nel tuo petto che ti lascia in apnea per il resto del tempo, il sangue scorre ma il tuo nelle vene sembra fermarsi.
Non ha pietà per le sue vittime, attraversa i secoli e gli oceani per lei, poi piano piano la bestia si placa, ma non la sua voglia di sangue e d’amore, soffre e si lacera l’anima, due labbra della stessa ferita, è amore allo stato puro, si annienta davanti a lei, fino al parossistico finale che non ti aspettavi, e andarsene per amore.
Ti lascia senza fiato finchè realizzi che è finita, e ti ritrovi con gli altri in piedi, gli occhi umidi e con le mani che fanno male e non sai perchè, di fronte a colui che per due ore è stata la sola cosa che hai visto, un essere in continua trasformazione, da demone a semplice uomo innamorato.
Lo guardi ora e ti accorgi che ciò che avevi visto fin’ora è scomparso, il vampiro ha lasciato il posto ad un uomo dagli occhi dolci, il sorriso aperto, lo stupore di un bimbo come di fronte ad una torta più grande di lui, felice e grato a chi lo omaggia di un applauso.
E’ proprio finta, ti spingono ad uscire e tu da lì non vorresti mai andartene, è quasi dolore andare via.
Esci e torni a riveder le stelle, respiri profondo l’aria fresca, scioccato, ti sembra come di non aver respirato da due ore.
Senti che è successo qualcosa di irripetibile, ma ci vorrà tempo per metabolizzare tutto.
Intorno a te facce perplesse, pensose, ma anche sorridenti e contente, tutti hanno compreso di aver visto un’Artista con la “A” maiuscola, Vittorio.

 


 


 

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