DRACULA
Aprile
Franca
Premessa:
La sera della prima di Dracula mi sono trovata in uno stato d'animo che era un misto di trepidazione, curiosità, entusiasmo, insomma un'agitazione frizzante che mi ha impedito di concentrarmi appieno sullo spettacolo. Cercavo Vittorio ed ho trovato Dracula, ascoltavo la musica riconoscendo i temi noti ma assaporavo anche la novità di accordi inusitati, ammiravo volti, voci e movenze di una serie di personaggi sconosciuti alla mia esperienza. In più le coreografie catturavano continuamente il mio stupore, ingigantito dai mutevoli giochi di luce. Alla fine ne è scaturito un commento che si è risolto in un tentativo di dare un significato a quel caleidoscopio di sensazioni che mi aveva riempito gli occhi e la mente e di esprimere il mio sforzo di comprendere i motivi ispiratori di una vicenda rappresentata in forma più simbolica che logica, più allusiva che linearmente coerente.
Ho rivisto ancora Dracula dopo una ventina di giorni ed infine ho assistito alle ultime due rappresentazioni, con atteggiamento maggiormente consapevole del senso di ciò che si snodava davanti ai miei occhi in forma più organica e compiuta, in cui ogni tessera del fantasmagorico mosaico trovava il perchè della sua precisa collocazione. Mi sono concentrata sulla figura del protagonista che, attraverso un percorso di affinamento psicologico che il grande Vittorio ha
curato con intelligente sensibilità nel succedersi delle rappresentazioni, si è rivelato in tutta la ricchezza del suo essere uomo e mostro, una vera rivisitazione originale di uno stereotipo della letteratura gotica: un viaggio dall'orrore all'amore accompagnato dalla fluida e mutevole sonorità di una voce che diventa significato essa stessa, al di là di quello che le parole esprimono di per sè, una sorta di semantizzazione del significante.
2 maggio 2006
Tempo fa, parlando con Vittorio, lo avevo sentito dire che Dracula, a differenza di NDP, non era un'opera adatta ai bambini. Ebbene, alle ultime due rappresentazioni ho visto i bambini cantare sotto il palco, porgere fiori con lo sguardo luccicante di emozione, nè turbati nè impauriti. I bimbi capiscono istintivamente senza bisogno di decodificazioni esplicative ed hanno colto in pieno la ricchezza umana di un personaggio in cui Vittorio ha saputo infondere tutta una complessa gamma di sentimenti che,pur nel tormento della sua vicenda interiore, sono culminati in una visione salvifica d'oro e di luce, trionfo dell'amore sulla morte più orrenda,quella dell'anima.
In quel momento ho capito l'importanza dell'apoteosi finale, che trasmette, anche tra le lacrime, un messaggio di speranza al di là della desolazione, delle debolezze , delle contraddizioni e delle vanità illusorie della condizione umana.
Vittorio ha dato anima ad un personaggio che non è la monolitica rappresentazione del male destinata ad essere distrutta attraverso un rituale magico-religioso orribile nella sua crudezza quale appare alla lettura del romanzo e sempre coerente con se stesso nel perseguire il suo piano di distruzione. Ho visto tre personaggi coesistenti nell'interpretazione di Vittorio, che ha dosato magistralmente voce e gestualità per connotare il percorso della sua redenzione.
All'inizio si presenta come il potente e misterioso conte transilvano, statuario e maestoso, che sembra emergere dalla profondità dell'inferno irrigidito nella determinazione di sconvolgere il mondo apparentemente razionale della civile e progredita Londra pur di dare realtà, in qualsiasi modo, al suo sogno dorato.
Il suo procedere con passo irregolare, il braccio teso e la mano implorante, apre una prima crepa nella fissità del suo ruolo di dominatore, ruolo che rivediamo sottolineato nell'incontro con Jonathan, attonito ospite di un castello che è il labirinto delle sue incertezze, piccolo borghese schiacciato dalla sfilata di ritratti minacciosi e raggelanti, vittima predestinata ma a sua volta ignaro carnefice perchè porta con sè il ritratto di una donna che sarà la lama di un coltello destinato ad aprire una ferita che non si potrà rimarginare.
E' facile per il conte aver ragione del giovane Jonathan che, attirato nella ragnatela dei suoi desideri finisce per soccombere alla sete di sangue del vampiro. E' un vero e proprio pasto quello a cui assistiamo: Dracula, inflessibile e determinato, non rivela alcun cedimento o moto di pietà, portando con indifferenza a compimento la prima parte del suo piano. La seconda crepa nella sua maschera crudele la vediamo mentre canta "Terra madre", uno
spiraglio che ci permette di cogliere un moto di autentico amore per la terra da cui trae forza e vita. In un primo momento, quando dice "lei non è morta mai" al tema della terra natìa si affianca quello del ricordo di un grande amore sempre presente in lui ma alla fine del brano che si conclude con "lei non è morta", in cui scompare il "mai", si nota una più precisa allusione, non al ricordo, ma alla realtà di una donna che è determinato a raggiungere. Una luce di speranza dopo secoli di disperata non-morte.
In questo momento Dracula incrocia le braccia sul petto: è un primo gesto di amore, che ripeterà in seguito a sottolineare il riemergere del mondo sopito dei sentimenti.
Il secondo Dracula è la bestia, è un "altro" da sè, un estraneo che prende il sopravvento annullando ogni barlume di umanità. Nel conte Vlad la malvagità non appartiene all'uomo fiero che è stato un tempo, è una nuova terribile condizione legata alla metamorfosi che la sua mostruosità di vampiro lo costringe a subire e che ha accettato per secoli fino al momento in cui Mina assiste inorridita alla vampirizzazione di Lucy, il punto più basso di abiezione rappresentato sulla scena. Però proprio l'intervento di Mina, che lo coglie nel momento in cui, sazio di sangue, si
abbandona esausto come un animale che ha abbassato la guardia indebolito dalla momentanea soddisfazione di un istinto, lo mette di fronte alla piena consapevolezza di ciò che è diventato: il sogno covato nel suo cuore per secoli prende vita in una donna viva e reale che gli richiama alla memoria la magia di un'infanzia felice ed incantata ad ammirare il volo degli uccelli, cullato dall'amore della madre, non più la sua terra ma la donna reale che lo ha generato. In questo momento Dracula sceglie di ridiventare uomo attraverso il recupero del mondo perduto: incrocia nuovamente le braccia al petto e poi scende in mezzo al pubblico con passo sicuro e determinato , lo sguardo fisso che denota non più impassibilità e distacco emotivo ma la concentrazione interiore di un tumulto dell'anima e l'irrevocabilità di una scelta definitiva.
Il secondo tempo segna le tappe di un percorso catartico in cui Dracula è finalmente uomo, un uomo che ama e che traduce il suo sentimento in gesti intensi e significativi, come quando appoggia il capo sul cuore di Mina, rinunciando all'effetto scontato di un bacio appassionato che tutti si sarebbero aspettati o ancor di più quando strisciando non più come un animale ma come un penitente si avvicina all'essenza della femminilità in un atto di omaggio che ha la solennità di un ancestrale rituale religioso. Accolto con passione, Dracula ritorna l'uomo che in fondo è sempre stato, recuperando attraverso l'amore la dimensione spazio-temporale e nello stesso tempo il diritto alla morte, scelta estrema condivisa dalla donna che lo ama e che prima vuole raggiungerlo nella condizione bestiale di vampiro ("dammi tutta la morte che è in te") per poi riscattarsi con lui nell'estremo atto di autodistruzione.
Contemplare per un attimo la luce del sole nascente diventa così l'ultimo saluto al mondo delle tenebre, che si traduce in un grido liberatorio che accompagna il dissolversi dei due amanti.
Li rivediamo alla fine, rivestiti d'oro e di dolcezza, così i bimbi, piccoli spettatori stupiti,possono acclamare sereni e gioiosi il messaggio di speranza che è sortito dall'iniziale oscurità di un mondo tenebroso.
Non parlo della voce di Vittorio, le mie parole per la prima volta si sono tradotte in lacrime e le lacrime non si possono postare, devono restare una cosa mia, anche se le hanno viste tutti.
Laura
1 aprile 2006
Ieri sera sono tornata al GT: era un’occasione speciale…
Il teatro non era molto pieno, ma l’accoglienza del pubblico verso lo spettacolo non è mancata. Per accontentare tutto il ristretto gruppo di Vitto-ammiratori decidiamo di assistere al primo tempo in 11 fila, il secondo lo guarderemo direttamente dalla prima. Volevo decidermi a guardare lo spettacolo da lì ma ogni volta la possibilità di andare più avanti mi tentava troppo. Invece ammetto che credo quella sia la fila migliore per assaporare lo spettacolo al meglio e nella sua totalità. Le espressioni a dire il vero si vedono appena, ma il palco si presenta dinanzi allo spettatore completo e imponente! Non c’è alcun bisogno di girare continuamente il capo e si apprezza ogni scena (ammetto di aver notato solo ieri la presenza, laterale, di alcuni personaggi, soprattutto quando Vittorio era sul palco) in ogni particolare. Inoltre quando si è molto vicino al palco i personaggi che avanzano “troppo” coprono quelli che si trovano in posizione arretrata, ostacolando così un poco la visuale; da quella posizione invece si gode una visione completa, considerando inoltre che è la prima fila dopo il “corridoio”, quindi non vi sono poltrone immediatamente davanti. Ulteriore merito, “ovviamente”: Dracula passa proprio da lì al termine del primo atto!
Nella rappresentazione si è esibito tutto il primo cast, che ha dato un’ottima prova della capacità e della professionalità di ogni suo interprete. Io continuo a rimanere sconvolta al termine del primo atto, che mi lascia interdetta, molto più del finale al termine dell’opera…sarà il testo, il contesto o un Vittorio che sento particolarmente toccante, ma mi ritrovo turbata e “tristerella” L’interpretazione di Vittorio è incredibile e ogni volta aggiunge qualcosa di nuovo, di sorprendente, e mi chiedo fin dove abbia intenzione di portarmi…
Due osservazioni che hanno catturato la mia attenzione: il trucco di Van Helsing era “opposto” al solito, ossia era la metà sinistra del volto ad essere truccata in verde, ma i vestiti ovviamente mantenevano la solita “distribuzione cromatica”. Anche Renfield, che ha solitamente il viso argenteo con gli occhi dipinti uno di rosso e l’altro blu, ieri erano completamente privi di trucco, si vedeva quindi nitidamente la pelle…dimenticanza? Boh…ma vedendolo solitamente con gli occhi “sparati e pesanti” faceva un certo effetto “messo a nudo”.
La scena di Dracula che morde Lucy è piaciuta particolarmente a chi l’ha vista ieri per la prima volta e mi ha fatto molto piacere, perché ho visto lo stesso effetto che ha fatto su di me: occhi sgranati, grande stupore e una forte esclamazione di approvazione! Mi ha fatto inoltre un immenso piacere constatare che la scena della pazzia di Seward non ha colpito solo me alla prima, e che l’interprete è tenuto in alta considerazione: io lo trovo fantastico nel ruolo, spicca nonostante non abbia un grandissimo spazio.
(Omissis)
2 aprile 2006
La pomeridiana di oggi è stata qualcosa di assolutamente fuori dalla norma, tanto coinvolgente quanto sconvolgente! (Omissis)
Ho trovato lo spettacolo di oggi il migliore in assoluto da quando è iniziato Dracula, e sorrido al pensiero che oggi è il 2 aprile, e che giusto un mese fa doveva cominciare questa nuova avventura, slittata poi di un paio di giorni. Ma ecco che, a praticamente un mese dalla prima, gli sforzi ed i progressi di tutti esplodono sul palco in un concentrato di emozioni e di profondità, dando vita ad uno Spettacolo con la “S” maiuscola. Ho trovato molto affiatamento fra tutti, proprio tutti, e il risultato è stato un coinvolgimento intenso fra i personaggi, che hanno portato in scena l’intreccio delle loro sensazioni in cui si sono viste gioia e speranza alternarsi e mischiarsi a tristezza ed angoscia, confusione e abbandono. La preziosa musica della pfm mi è penetrata dentro prorompente e dilaniante: era tutto un sussulto dentro di me, una bellissima sensazione! Jonathan è stato quanto mai immerso nel ruolo, e con gioia ho visto il gentile contrasto di tanta forza dentro un corpo esile; ha rappresentato la debolezza della sua posizione e l’impossibilità e incapacità di ribellarsi e contrastare il suo destino oramai segnato, ma mostrando tutta la rabbia e la disperazione che Jonathan può provare: è questo che ho avvertito oggi. E poi…finalmente da venerdì non sorride più quando intona “Dio quanto è fragile un uomo…”, mi sono sempre chiesta perché sorridesse in quel momento drammatico. Renfield forse meno “carico” del solito, ma non per questo meno efficace: entrando in scena ha guardato dritto negli occhi una bimba che avevo di fianco, mi ha fatto tanta tenerezza perché si è presa una grande paura e si è stretta al braccio della mamma, che non ha più lasciato! Ha smesso di farmi tenerezza nel momento in cui si è distratta e allontanata mentre Vittorio straziante cantava “Non guardarmi”…
Seward assolutamente in forma, è incredibile come rappresenti una calamita sul palco, non si riesce proprio a staccargli gli occhi di dosso. Mi piacciono la sua voce e il suo modo di interpretare le canzoni, a cui accosta dei movimenti che rendono merito e completano la sua bravura. Mi chiedo se avesse avuto un altro ruolo…
Anche Van Helsing, unico interprete del secondo cast oggi, è stato molto bravo: ammetto che mi è piaciuto particolarmente, perché in questo Van Helsing ritrovo quello che per me rispecchia l’immagine che avevo del personaggio: meno infervorato e più paterno, ma non per questo meno carico; Van Helsing rimprovera Seward, rincuora Mina e desidera ardentemente la fine di Dracula: oggi ho trovato tutto questo.
Mina e Lucy bravissime, brillanti direi! L’espressività sul volto di Mina mi ha lasciato a bocca aperta per tutto lo spettacolo e la perfezione nell’interpretazione di Lucy è stata quanto mai straordinaria. Mi chiedo da dove sprigioni tanta forza in un corpicino tanto piccolo!
Vittorio assoluto dominatore della scena: un Dracula quanto mai incalzante e impressionante. Mi sono domandata come faccia a farmi sussultare tutte le volte, è davvero unico. L’intensità della sua interpretazione è stata folgorante, mi sono lasciata trascinare dal suo Dracula e dal suo tormento così come dalla sua tenerezza e il tutto si è risolto in un’emozione fortissima. La tristezza dietro cui si evidenzia però la dolcezza con cui rincorre sempre la figura di Mina è toccante, ed è sorprendente come a questo atteggiamento contrasti con tanta efficacia la rabbia ed un accanirsi contro chiunque altro, chiunque osi mettersi fra lei e lui, chiunque tenti di ostacolare il suo cammino. Mentre trascina Lucy alterna un mezzo sorriso, apre la bocca quasi a cercare aria e poi si fa serissimo, destabilizzando lo spettatore…per poi avventarsi sulla giovane con questo suo avanzare animalesco, da cui si distacca solo quando scompare Mina, rivelando la fragilità di un uomo. Oggi ha fatto un giro anche intorno alla Vampira prima di saltare su Lucy: un modesto cambiamento ma di tutto effetto! “Il mio nome è Dracula” è stato impeccabile, perfetto nei movimenti e nella gestualità, nella voce e negli sguardi. La lunghezza del brano permette di assaporare la totalità della scena, che vede Dracula spostarsi lungo il palco e toccare argomenti diversi mostrando tutta la possanza e la rabbia del Conte. Mi piace il suo modo di rapportarsi a Jonathan, come lo guida, lo guarda e gli presenta la situazione attuale, alla quale il giovane non può che piegarsi. Bello il tormento del ragazzo e il suo pianto quando evoca l’immagine della sua Mina. Oggi ho trovato molto profondo “Un destino di rondine”, con Dracula e Mina disperati e strazianti ma consapevoli del destino che, in fondo, hanno scelto, e scelto di percorrere insieme. Vittorio più che mai carico ha saputo trasmettere l’ansia del Conte, oramai uomo perduto ma allo stesso tempo ritrovato.
Applausi a non finire, ho applaudito con tutta la forza che sprigionava dentro di me; oggi avevo proprio una gran voglia di vedere lo spettacolo e ho trovato una grande Opera con un grandissimo Vittorio!
Saluti e complimenti finali, più che mai sentiti e sinceri: Dracula sta prendendo il volo…
7 aprile 2006
Ieri sera grande, grandissimo Vittorio sul palco! In un teatro così ampio il numericamente modesto pubblico ha accolto con calore lo spettacolo, degno di nota e di splendore. Ero in prima fila, e sulle note dell’ouverture vedevo il sipario ondeggiare, e mi è piaciuto immaginare come la nebbia di Londra avvolgesse l’atmosfera ancora fredda ma pronta a calarsi e a farsi avvolgere dalla magica realtà di un periodo lontano. Ecco che Renfield alza le braccia accogliendo la figura maestosa del Conte Dracula, che annuncia con sguardo serio e deciso ma senza proferire parola la sua presenza al pubblico… Ho trovato lo spettacolo nella sua totalità grandioso, è veramente degno di nota, ma Vittorio è stato particolarmente bravo, forse più del solito, nostante accusasse stanchezza e tensione per la giornata. Non riuscivo a non ammirarlo, maestoso e solenne su quel palco, come solo lui è in grado di impreziosire, e le musiche, tanto cariche quanto penetranti, acquistano valore con la sua voce. La passione che quest’uomo sa mettere in ogni canzone e la professionalità indiscussa unita ad un grandissimo impegno fanno scaturire sulla scena un qualcosa di unico e quanto mai intenso, che culmina in un’esplosione di emozioni pure ed innocenti che scaturiscono dall’anima. Al termine del primo atto avevo il cuore che batteva all’impazzata, tanta era forte la sensazione che mi aveva appena donato Vittorio. La sua splendida voce intonava le canzoni che avvolgevano il teatro, il Gran Teatro (!), che sembrava non aspettare altro che essere riempito di questo forte impatto. La capacità comunicativa di Vittorio è strabiliante, e per quanto si possa guardare e riguardare lo spettacolo, toccherà sempre in fondo al cuore la magia del suo talento e di ogni goccia dei suoi sforzi. Vittorio ogni sera sa ricreare un’atmosfera nuova e originale, e mai avrei pensato di trovare così tanto…mi sono lasciata cullare dalla sua maestosità, dall’intensità delle sue espressioni, dai gesti impeccabili, dagli accenni perfetti, da tutto quello che Vittorio sa essere e donare di se stesso. E non importa se in questo caso si trattasse di un teatro, del Gran teatro, perché le sue capacità e il suo immenso talento si sentono ovunque, che possa essere un palco, un locale o una cena fra amici, non potrò mai smettere di ammirarlo.
Ci sono state ulteriori modifiche in alcune scene rispetto all’ultima replica, che devo ammettere ho quanto mai apprezzato. Nel brano “La morte non muore” Mina non esce subito di scena ma rimane sul palco quasi accompagnando la figura di Dracula, per poi uscire da lato opposto del palco. Quel che mi è piaciuto non è tanto la sua presenza, quanto proprio la sua “non assenza”: Trovo maggiormente comprensibile che non esca subito di scena, ma in fin dei conti è un dettaglio. Altro cambiamento è stato ne “Un destino di Rondine”, la bara viene presto portata via e Dracula e Mina spostano la scena verso il centro del palco, si stringono e si lasciano strazianti, piegandosi a terra esausti ma pronti nella loro decisione. E’ stata tolta la scena tipo “Titanic” e non si accasciano nuovamente sulla bara, ma è ugualmente di grande resa ed impatto. Cambiamento infine nel finale. I movimenti erano in gran parte cambiati, non cantano più a mezzo chilometro di distanza ma sempre molto uniti e, comunque, anche se separati si avverte profondamente il loro attaccamento. Non so spiegare bene a parole, perché l’emozione è stata forte e di grande sorpresa, ho singhiozzato alla fine e non ho potuto fare a meno di alzarmi quando Vittorio è uscito per gli applausi. Non mi alzo mai subito (quando mi alzo aspetto sempre la fine della 'prima ondata di applausi'), ma ho reagito istintivamente perché con tutta me stessa ho sentito il bisogno di appaludirlo e ringraziarlo di quello che mi ha dato e della prova che, in fondo, ogni giorno continua a darci di se.
Grazie Vittorio, grazie.
9 aprile 2006
(Omissis)
Ieri ho visto lo spettacolo interamente dall’undicesima fila, il top(!), perché ogni scena si apprezza nella sua totalità, è senz’altro la posizione migliore, ma mi piace tantissimo anche vederlo più avanti, poter godere di ogni sfumatura nelle espressioni di Vittorio, che lasciano davvero senza fiato. Unico “disturbo” era forse l’audio un po’ troppo alto, e si avvertiva distintamente anche dalla posizione leggermente arretrata in cui mi trovavo, per il resto, un paio di intoppi ma è andata alla grande, anche se…”strappare un mantello di 4 secoli dispiace”…
Vitto, Vitto…
La sintonia presente all’interno del gruppo si avverte e lo spettacolo non può che goderne, il pubblico lo percepisce e gli applausi erano molto caldi ieri, anche l’uscita fra il pubblico di Vittorio al termine del primo atto non ha avuto minimamente bisogno della nostra “spintarella” per accoglierlo fino al suo ingresso in camerino. Mi sono piaciute tanto le sue entrate in scena, soprattutto quando entra in penombra perché parte della scena successiva, ma io lo seguo lì, subito, e com’è imponente la sua figura su quel palco! Ne “Un destino di rondine” hanno reinserito la scena ’famosa’, che ammetto non mi dispiace affatto, è la resa complessiva che osservo e che a mio avviso comunica molto trasporto. Il finale è rimasto lo stesso da giovedì, e mi piace davvero moltissimo…è così che lo volevo! La voce di Vittorio è straordinaria, ed è proprio perché è lui a cantare quelle canzoni, ad intonare quelle frasi, a sospirare quelle parole, che diventa tutto così magico e penetrante, al punto da sentire un nodo dentro e il desiderio che non smetta mai…
(Omissis)
10 aprile 2006
Ieri, 9 aprile, si è concluso il primo “giro” di repliche di Dracula. Lo spettacolo è stato bellissimo e ho trovato gli interpreti particolarmente carichi! Renfield in modo particolare, ha dato veramente una grande prova di quello che sa fare e mi è piaciuto moltissimo nei suoi “balli”: già il personaggio da solo è spettacolare, non finirò mai di ripeterlo, è stato reso in modo davvero fantastico, ma Fabio Privitera lo calza benissimo, dando l’immagine perfetta del pazzo/narratore! Davide/Jonathan è migliorato incredibilmente nella recitazione, anche ieri ci sono stati dei momenti in cui mi è piaciuto particolarmente guardarlo, come il suo avanzare spiegando a Mina il motivo della sua partenza, il suo vagare ne “Il castello dei perché” (è il pezzo di Jonathan che preferisco, lui che vaga nel castello e poi, fermo sulle scale, “Sono nel castello dei perché”), e l’espressione di abbandono quando Dracula lo morde. Di Seward credo ormai di aver detto tutto, Max Corfini è stupendo sul palco e sa rendere il personaggio alla perfezione nonstante il poco ‘spazio’ a disposizione all’interno dell’opera. Ieri, per la prima volta credo, l’ho sentito distinatmente dire “Vorrei un minuto in più per me”, solitamente sento “Forrei…” e sorrido. Il mio orecchio difettoso…Una cosa che mi chiedo spesso (quando succede come ieri più che altro) è quanto debbano dargli fastidio i capelli che si attaccano alla guancia o si incastrano al microfono…
Mi è piaciuto l’inizio del secondo atto fino alla pazzia che sconvolge Seward: è bello perché in quel momento ci sono 4 dei 7 interpreti principali in scena insieme, la scelta è azzeccatissima! Lucy debole e sfinita, Van Helsing che entra prorompente ad imporsi sulla scena, Seward a cui sta per crollare il mondo e Renfield, a spiegare sorattutto la collocazione della scena. Mi piace girare lo sguardo e seguire prima l’uno poi l’altro. Altro momento che ho apprezzato molto è stata la presa di coscienza di Mina: mi è piaciuta molto nel suo spiegare la sua posizione a VanHelsing sperando che possa porre fine ai suoi tormenti e allo stesso tempo rafforzare la presa di coscienza che Dracula è lì, Dracula è per lei, e lei è attratta da lui…quando canta “Nel profondo io mi sto innamorando” è splendida! Gira attorno a VanHelsing e all’inizio non capivo il motivo di questo suo “roteare” che neanche mi piaceva molto, invece è bello perché incalzante e nonostante possa apparire monotono o superlfuo ne accentua invece il significato, e l’espressione sul volto della ragazza è commovente, e con il suo allargare le braccia, stringerle a sé e stringere i pugni per poi riesplodere è di bell’effetto!
Una cosa che invece temo non capirò mai, o comunque mai bene e a fondo sono i balletti, o meglio i costumi: continuo a non seguire bene sulla scena chi rappresentano nei vari momenti e mi ritrovo a pensare che siano un po’ fuorvianti. Una cosa che mi diverte molto è un ballerino che ogni volta che deve mimare con la bocca il pezzo “In Dracula il suo limite è il vizio dell’amore” puntualmente dice “In Dracula il suo principe…”, ieri nessuna eccezione!
Vittorio è stato straordinario, il suo Dracula è splendido e la carica che sa trasmettere al pubblico è incredibile. “Terra madre” e “Non guardarmi” le ha cantante con particolare trasporto e le ho sentite dentro come una scarica fortissima. Quanto mi piace il suo modo di intonare la sua ‘invocazione d’aiuto” e l’illusione della terra che stringe nelle sue mani: un testo splendido interpretato da un artista impressionante. Ed ecco che Dracula parte all’inseguimento del suo ‘sogno’…”Non guardarmi” è schiacciante, Dracula ancora steso a terra che viene colto di sorpresa dall’arrivo di Mina, e cerca di spiegare il suo tormento, eccolo che cambia, da perfido Conte del sangue si trasforma in uomo innocente che tenta invano di mostrarsi alla sua Mina, con tutta la sofferenza che sfocia dalle sue parole, dal suo stato d’animo e dalla consapevolezza dell’essere che è. Vittorio stupendo, incalzante, sofferente: accidenti…
Al termine dello spettacolo ecco che il Conte svanisce e torna Vittorio, con il suo sguardo splendido e il sorriso che conosciamo bene, ed ero lì, sotto il palco, e non avevo occhi che per lui. Gli auguro tutto il bene possibile, a lui e a tutto il cast, perché questo spettacolo possa davvero trovare le soddisfazioni che merita!
(Omissis)
12 aprile 2006
Ho scritto alcune osservazioni scaturite in me nel corso di questa prima ‘ondata’ di rappresentazioni. Questo è il Dracula di Vittorio, come lo vivo io…
Dracula: Vittorio in scena
Il Dracula che Vittorio ha saputo riportare sulla scena è un personaggio assolutamente nuovo in questo ambiente. E’ completamente diverso dal libro di Stoker, dove Dracula si presenta privo di alcun sentimento e assillato da un unico pensiero. Non si conoscono i pensieri del Conte e la sua presenza si avverte pur essendo ‘presente’ tutto sommato poco (eh…quando leggevo il libro in un primo tempo ho pensato:”Oddio Vittorio: non compari mai!!!). E’ per questo motivo che nel “concorso sulla trama” mi sono divertita a scriverne uno, fuori tema, ma che riguardasse il Diario del Conte Dracula: è stato interessante cercare di entrare nei suoi pensieri e mettere per iscritto quello che avrebbe potuto pensare, finalmente il suo punto di vista (!)…il tutto ovviamente inserendo la sua rinascita dentro il corpo di Vittorio. L’opera rock è indubbiamente più vicina al film di Coppola, dove Dracula è mosso dai sentimenti e Van Helsing, per bilanciare la sua immagine nel libro di “santo”, è reso in un certo modo meno “maturo e professionale” e più misterioso ed eccentrico. Il Dracula di Vittorio è un ulteriore Dracula, mosso esclusivamente dai sentimenti e tormentato dalla sua natura, cui è succube e conscio ma che tenta disperatamente di contrastare, un tentativo che si completerà e culminerà con la presenza del suo amore accanto e la tormentata decisione finale. Eppure a parte l’immagine di base, è proprio Vittorio a dare un’impronta unica al personaggio, che sarebbe totalmente diverso se non fosse lui ad interpretarlo. Io adoro il suo modo di muoversi, le sue espressioni, il trasporto che mette in ogni scena perché sento proprio di toccargli l’anima. Poi la sua voce, la più bella e profonda che abbia mai sentito: ogni musica viene impreziosita se cantata da lui.
Dracula entra in scena subito, presentato in un certo senso da Renfield che con ampio gesto delle braccia accompagna la fuoriuscita del Conte. La sua figura è già maestosa: serio, impenetrabile, solenne al centro del palco; ecco che si muove, segue la figura della principessa ma avanza faticosamente, è già contrasto, è già tumulto, è già rinascita e tramonto. Vittorio che avanza con quel mantello nero ricamato e quei capelli dalle ciocche lunghe di colore alterno, particolari sul capo ma non ‘troppi’ sulla schiena è già uno spettacolo. La storia inizia e Renfield annuncia che la tempesta è ormai giunta, ed ecco che il tono calmo, velato di tristezza della principessa si scontra con la carica del Conte: all’estremità del palco, forte e deciso, esclama il suo intento, e quel “Ma giuro io, io risorgerò dalla morte per il tempo che verrà…” di Vittorio è dilaniante, il secondo forse anche più del primo, e spezza l’atmosfera di botto: la rinascita del Conte ha inizio, e Vittorio è già penetrato nel pubblico, che forse ancora non se ne rende conto, ma sta per essere sconvolto dalla potenza di quest’uomo. Poi come dice “dalla morte” è stupendo… Mi piace molto come sia bloccato nel suo avanzare verso la principessa e di come esprima la sua rabbia agitando il mantello avanti e indietro con entrambe le mani e lo sguardo di fuoco: è bravissimo! E Dracula scompare, stringendo a sé il mantellino giallo (!) di Elisabetta…lo rivediamo quando Jonathan si presenta al suo castello: mi piace molto il passo cadenzato di Vittorio, lontano, lassù, che imprime già forza al suo Conte; quel suo esordire con “Aaahhh Dracula è il nome mio” mi piace immensamente, aspetto il brividino che mi scorre ogni volta che pronuncia queste parole e poi si presenta al giovane, ma già quel suo alzare le braccia, sottolineando parte di sé e la differenza di posizione fra i due: Jonathan è già nelle sue mani. Questo brano mi piace molto, è ottimo nella sua resa complessiva, e i movimenti/le espressioni/le variazioni nella voce di Vittorio sono stupende. Bello quando con scatto invita Jonathan, in fondo alle scale, ad avanzare verso di lui (premendo l’effetto con la voce in “Magiari, Longobardi...”), e quando appoggia un braccio sulla sua spalla…è di effetto: io sento tutto il Dracula di Vittorio in questi due gesti e sono completamente catturata dalla scena. Anche quando alza un po’ la voce ne:”Ma ditemi di Londra e dei costumi suoi...” lo trovo azzeccatissimo, o quando accenna un sorriso allungando il braccio verso Jonathan quando dice ”Dal mattino fino all’eternità...” per poi spingerlo dall’altro lato del palco o ancora quando lo prende con una mano sulla mascella:”Ah che cosa preziosa è il sangue in noi…” quasi a sentire se “è tenero”! E contrasta il suo chiedere di Londra, di come funziona questa società a lui ignota scansandolo e alzando le braccia sul suo luogo e alludendo alle caratteristiche cui è familiare:”Ah! Che melodia che c’è quassù! Ma non li sentite quei lupi dall’aldilà…”: che effetto! Trovo bellissimi altri due momenti: quando si fa roco nella voce inducendo il giovane a dargli lo specchio, complice miserabile “..di umane sciocche vanità...” e quando invoca il suo amore scomparso “da quella notte lo sento urlare fin qui: mi grida che mi vuole a sé!” Soprattutto quel “a sé”… E la posizione quando sente le urla che gridano il suo nome, così rigido, e ancora quasi a prendere forza da un lato e forzare le braccia dall’altro dicendo “dolce musica”: enfatizzato e fortissimo; ma il tormento sta per finire, lui sta tornando da lei, e si conclude in bellezza:”io ritornerò, io ti troverò” e svanisce nel suo castello alzando le estremità del mantello: niente, questa canzone mi piace particolarmente.
Ecco che Jonathan si lascia tentare, la sua debole lotta è già finita, e mi piace l’immagine imponente di Vittorio in penombra, che segue la scena e alza il braccio a indicare che è tutto sotto controllo, che così deve accadere e così sarà. Si toglie il mantello e avanza serio e impenetrabile verso il ragazzo: morso stupendo, e lo è altrettanto lo scatto con cui alza le braccia subito dopo e il corpo privo di vita viene portato via. Carina anche la resa con il suono che accompagna il gesto di Dracula! Ora Dracula è pronto, la sua battaglia è già iniziata, parte alla volta del suo destino: Terra madre. Questo è il primo “picco” dello spettacolo per me. Vittorio è bravissimo in questo brano: l’illusione della terra che stringe fra le mani, l’iniziale fredda calma con cui spiega la sua decisione per poi scaldarla a poco a poco: “Terra madre ora, non è più così […] non c’è più” e il suo non arrendersi “Abbi tu pietà di me, dove mai ci porterà questa sorte. Terra Sacra salvami, non abbandonarmi mai, fa che possa ritornare insieme a lei”: mi si stringe lo stomaco ogni volta che Vittorio (e come lui sa fare) pronuncia queste parole… e come si accascia mischiando rabbia a tristezza “Dammi la linfa per vivere, entra dentro me” accompagnando alle parole il gesto delle mani che disegnano il suo corpo. Per terminare infine “Vola e va da lei anima mia” rivolgendo il braccio teso da una parte e poggiandosi nella bara dal lato opposto: contrasto splendido, e un Vittorio che fa impressione mentre si ‘cala’ dentro la bara e viene portato via: complimenti!
E’ quindi il momento della povera Lucy, successiva vittima lungo il cammino del Conte. C’è qui una delle scene che preferisco di Vittorio: entra in scena quasi di corsa, e quasi di nascosto osserva la ragazza, si sposta verso la destra del palco e inginocchiandosi fa fare un movimento al mantello che lo rende a dir poco affascinante! Quel mantello che si solleva e poi ricade quasi avvolgendolo è bellissimo! Quello che maggiormente mi piace di tutto il pezzo è il momento in cui morde Lucy: prima la trascina, con quell’espressione di sforzo, abboccamento ma anche piacere che mi spiazzano ogni volta, e poi è lì, laterale, che si sente scuotere, brusco nei movimenti, si ‘animalizza’ e le corre incontro, guarda per un momento la vampira quasi a rifiutarla, preferendo il collo della giovane: e trema mentre le succhia il sangue, come vibra tutto Vittorio mentre con delicatezza provoca la suzione fatale…bellissimo. E si accascia esausto sulle scale, distrutto dalla fatica e da se stesso: e viene colto di sorpresa dall’arrivo inaspettato di Mina. Si copre istintivamente il volto con il braccio, a schivarsi, a non volersi mostrare in questa condizione. Ed è bello come Vittorio sembri non avere un braccio come arto superiore ma una zampa, piegata goffamente e con la mano verso il basso. Ora il pezzo che mi schiaccia letteralmente, forse quello che preferisco in assoluto, per come Vittorio sa renderla: “Non guardarmi”. Lo sguardo disperato, le parole soffocate, la profonda tristezza con cui Dracula ammette di essere un ‘mostro’, di disprezzare la propria natura e chiede perdono a Mina, il tutto non riuscendo neanche a guardarla in viso, ma dietro di lei e con lo sguardo dimesso. Quanta sofferenza nel proferire le parole “Non c’è niente più niente di umano, ma se io sono qui” ed è qui che la ferma e incontra lo sguardo di lei “è per dirti ti amo”…poi comincia il mio tormento: il nodo in gola mi viene sempre quando Vittorio intona “Quando il tempo poi come la neve caduta, come l’acqua sui vetri anche il cuore si asciuga e tu speri soltanto di dimenticare che è vietata ai tuoi occhi la luce del sole”: solo Vittorio può cantarla così, solo dalla sua voce voglio sentire queste parole. Unico il suo modo di dire quel “della bellezza” per poi confondersi fra il pubblico: mostro disperato e uomo sconvolto…
Qui ho sempre bisogno di un momento per riprendermi, perché non riesco davvero mai a capacitarmi della straordinaria capacità di Vittorio e della sua interpretazione completa: perché non è solo voce, ma passione, sentimento, coinvolgimento, le espressioni che fanno male e i movimenti impeccabili. E’ fenomenale.
Dracula si vede in un secondo atto oramai ‘inoltrato’, alcuni fatti determinanti sono avvenuti, come l’ingresso in scena di Van Helsing, la pazzia di Seward e la presa di coscienza di Mina: mi piace molto quando Van Helsing dice a Mina “fissate, fissate la luce” e alza la mano con il guanto giallo. E’ in quel momento che dal lato del palco, quasi inosservato, entra in scena Dracula, con passo lento e solenne. La luce ne evidenzia la presenza solo quando Mina avverte la forte sensazione:”lui mi vuole in Transilvania” e avanza verso l’apparente figura del Conte, che ha il braccio teso verso di lei a richiamarla accanto a sé. Lo stesso Van Helsing percorre lo stesso gesto: entrambi incontreranno Dracula a breve, ma la sorte che li attende sarà differente. Dracula alza una mano a coprirsi il volto, indicando al metafisico che sì, si incontreranno, ma non ora, non in questo momento…alla resa finale: Vittorio qui è letteralmente stupendo. Avanza verso Mina ed è perfetto nel muovere il mantello con lieve gesto verso dietro; in realtà è un gesto che compie ripetutamente nel corse della narrazione, e puntualmente è molto simbolico; qui in particolare lo trovo ottimo…
Finalmente l’uomo si congiunge alla sua amata, lui che ha compiuto enormi e valorose gesta si presenta però innocente e quasi indifeso di fronte a lei. Bellissimo contrasto nell’espressione fiera e la voce potente “ed ho impalato mille traditori” cui segue uno sguardo intenerito “eppure non son pronto al tuo sorriso..”, impressionante davvero. E lei lo riconosce, è Mina che si trova davanti a Dracula e vuole lui, soltanto lui. I movimenti che si accostano a queste parole rendono molto il contesto della scena, senza esagerare ma entrando nel profondo…e Vittorio che canta steso a terra e aprendo le mani “Io sono quell’uomo che aspettavi” è da brividi…e le dita della mano che si piegano sui gradini… Contrasto improvviso con il brano successivo: Dracula che si è spogliato di se stesso ora mostra tutta la sua possanza. Fiero, forte, virile, sicuro di sé, si stringe in un pugno: “Colpitemi pure nel cuore, la morte miei cari non muore”. Poi la risata diabolica: solo Vitto può farla così…e Mina ancora lì, ognuno a proteggere l’altro; Dracula prorompe con tutta la sua rabbia, sfocia in uno sfogo contro gli uomini...per poi ricomparire lontano, scampato all’invano attacco di Van Helsing. Ecco infine che rientra in scena in ombra, mentre Renfield sta completando la sua uscita finale: si lascia posare nella bara, e mi piace oltremodo il suo gesto ampio con le braccia che anticipa per un momento la sua presenza: poi Dracula è lì, ad intonare “Un destino di rondine”; è splendido il modo in cui il dolore scaturisce dalle sue parole e dalla sua espressione grave “C’è un destino di rondine in noi, ci fa sempre tornare fin qui, oltre i secoli i mari gli eroi per amore”, con le ultime parole pronunciate quasi come a scaricare un grande ‘blocco’, una fortissima sensazione. La forza quasi cattiva con cui esplode “Salvati, spezza la catena che ti lega a me” con voce per poco tremante e la mano che scatta ribelle (e sento la tensione in me salire…). Simbolico il suo modo di indietreggiare mentre Mina lo invoca “Ora uccidimi e stringiti a me” e lo abbraccia: lui lì, sofferente, che non riesce a reagire e per un momento può apparire dubbioso. Allontana Mina, pur desiderandola invece con tutto se stesso accanto a lui, ma questa è l’unica alternativa “Che dolore sognare per chi non può vivere i sogni che fa”. Le espressioni di Vittorio in questo e nel brano successivo sono tutto: accompagnano la voce come meglio non potrebbero fare e il risultato è un crescendo di emozioni uniche. L’atto conclusivo è straziante e disperato: Vittorio si presenta affranto e la sofferenza sul suo volto è di impatto notevole, è un pezzo che andrebbe visto possibilmente dalle prime file. Il momento che preferisco, che è quello che mi fa inumidire gli occhi (accidenti a Vittorio…) è l’esplosione:”Prima di voltare gli occhi al sole appena acceso…”, è uno scatto, è la soluzione, è la presa di coscienza definitiva della scelta desiderata. Ed ecco il bagliore delle prime luci…
E poi, eccolo lì, Dracula si dissolve e rientra Vittorio, ad accogliere gli applausi che come un’onda lo investono di ringraziamenti e di complimenti per la sua interpretazione, per la sua presenza scenica, per quello che sa dare sul palco, per la passione che mette, per un impegno che si sente. Ogni sera Vittorio è unico nel saper riportare in scena le sensazioni come le provasse per la prima volta, permettendo al pubblico di calarsi nella narrazione, nella realtà di qualche secolo passato, nella sua storia, di Vittorio e del suo Conte Dracula.
Grazie mille Vittorio e in bocca al lupo per il tuo e ‘nostro’ Dracula!
Laura
24 aprile 2006
Eccomi qui dopo le 4 repliche che hanno ripreso l’atteso ritorno di Dracula! Lo spettacolo è quanto mai splendido, e Vittorio è stato assolutamente straordinario sul palco. La profondità della sua interpretazione e l’immenso sforzo con cui dà vita al suo Dracula si sentono e si spargono nell’intensa atmosfera che avvolge il Gran Teatro. Dalla sua bravura e dal suo impegno scaturiscono sensazioni travolgenti che scombussolano e lavorano dentro di noi, portandoci in una dimensione in cui si mischiano serenità, entusiasmo e commozione: Vittorio è incantevole. La bellezza che è dentro Vittorio gli permette di offrire così tanto all’esterno e le emozioni che suscita sono di una scarica incredibile. L’amore che insegue il suo Dracula è struggente, la disperazione che gli provoca lo stato attuale delle cose che mai cambierà e sempre sarà destinato a ripresentarsi lo porta ad un tormento interiore che lo soffoca e lo ‘costringe’ verso un atto conclusivo liberatorio ma così sofferto. La capacità di Vittorio non solo di sapere mettere in scena ma di far comprendere al pubblico così bene i sentimenti turbati del Conte ha dell’incredibile: mi chiedo come possa essere capace di tanto!
Mi piace molto vedere il graduale cambiamento nell’atteggiamento e nelle espressioni di Vittorio/Dracula, che si presenta giurando di risorgere solo per la sua amata, per poi imporsi nella narrazione con il suo ’spietato’ e interessato comportamento. L’indifferenza con cui intrattiene Jonathan, già vittima inconsapevole del cammino del Conte è d’impatto, e gela osservare come impone una così tragica sorte al giovane, strappandolo alla sua amata e uccidendolo, incurante, con un gesto rapido e freddo. La straordinaria capacità di Vittorio di rendere con la voce ma anche con il solo guardo la potenza del Conte è da brividi. Ed ecco che Dracula stesso intraprende il suo viaggio andando incontro al suo destino, e si percepisce la forte decisione che spinge le sue azioni, dietro cui non si cela però il consapevole tormento della precarietà della sua posizione e di un destino che forse conosce già ma al quale non può e non vuole sottrarsi: il desiderio di ricongiungersi alla sua dolce amata è intenso e disperato. Parte così verso Londra, dentro una cassa con la sua terra, la sua ‘forza’, ed è carino vedere come mentre Renfield narra lo svolgersi della vicenda e del viaggio di Dracula, i ballerini avanzano con le altre 8 casse completando la scena… Una volta giunto si avventa contro Lucy, successiva destinata e ignara vittima: è molto bello in questa situazione osservare il differente atteggiamento delle due vittime verso l’arrivo di Dracula. Ad un Jonathan disperato e debole, che teme profondamente ma non riesce a contrastare quest’uomo tanto più grande di lui, si contrappone una Lucy che invece quasi invoca la figura del Conte, lo segue, lo chiama, si trascina dietro di lui in attesa della sua attenzione. E Dracula, che gelido ha osservato l’indebolirsi del giovane si prende invece quasi gioco della ragazza, incitandola a seguirlo: che grande Vittorio ho visto in scena! Con l’arrivo di Mina per la prima volta si vede il volto di Dracula mutare espressione, ecco che la tristezza si impadronisce di lui, che sorprendentemente tentenna e solo ora si piega, solamente davanti a lei…Vittorio sta entrando nel cuore del pubblico con una forza ed una delicatezza straordinari. Dracula è ora cambiato per lei, ma solo con lei mostra il suo lato più nascosto, la sua natura di uomo, mentre imponente si presenta davanti a chiunque altro, chi soprattutto tenta di contrastare il susseguirsi delle sue azioni.
Qualche parola però va anche alla splendida interpretazione di Max/Seward, che magistralmente si cala in un ruolo tanto lontano dalla sua persona, riuscendo ad imprimere perfettamente l’immagine del giovane medico saturo di studi ed orgoglioso, alla fine, solo di se stesso. Incapace di amare come di corteggiare, non sa relazionarsi a Lucy, che continuamente insegue senza riuscire a comprendere quanto vane siano le sue maldestre attenzioni. Mi fa letteralmente morire quando osserva Van Helsing che risponde alle sue accuse:”Che discorsi fai, stupido che sei…” perchè qui Max Corfini alterna due espressioni: a volte guarda il dottore tanto più esperto di lui ‘esponendo’ le labbra in avanti, come a non prestare attenzione alle farneticazioni che deve ascoltare, normalmente invece accenna una smorfia esplicitamente canzonatoria verso le stesse parole: lo trovo fantastico! Altra cosa che apprezzo molto del cantante è quando ‘allunga’ alcune parole, alcune vocali, accentuando il significato ma rendendolo molto elegante e accattivante, riuscendo forse soprattutto con queste variazioni ad entrare nel cuore del pubblico.
Guardando queste repliche ho davvero visto in Dracula un’opera grandiosa e maestosa, ben pensata e ben realizzata: le musiche sono fantastiche e penetrano dentro, costumi e scenografia colpiscono l’attenzione, i movimenti e le espressioni sono ottimi, i cantanti ben scelti nei ruoli. Sono contenta che Vittorio faccia parte di un’opera bella di suo, ma che bello che quest’opera abbia l’onore di essere tanto impreziosita grazie alla presenza di un’artista eccellente quale è Vittorio: senza di lui non sarebbe davvero la stessa.
2 maggio 2006
La prima esperienza di Dracula Opera Rock si è conclusa; la capitale ha accolto il suo debutto due mesi fa e ne ha seguito, in questo periodo di ‘riscaldamento’, l’evoluzione e la messa a punto. Venerdì ho goduto di una rappresentazione di alto livello e di forte impatto, sabato è stato ancora più bello perché in compagnia di un nutrito gruppo di Vitto-folli, domenica è stata domenica…
Ieri sera ho seguito a tratti la storia, ho rivissuto i due mesi in cui Dracula è stato ospite nella mia città, dove ha raggiunto una meta che si è fatta un po’ desiderare, ma l’accoglienza del pubblico è stata via via sempre più calorosa e maggiormente coinvolgente. Mentre osservavo l’avanzare delle canzoni, la musica che mi vibrava dentro, i personaggi così intensi e i movimenti e le espressioni che sono diventati oramai così familiari ho ripensato alla prima, il 4 marzo, alla gioia di essere qui a Roma tutti insieme, per un fantastico traguardo meritatamente raggiunto da Vittorio e per il desiderio comune di poterci essere e poterlo applaudire. I primi commenti e i dubbi, per qualcuno più forti, si sono andati a poco a poco dissolvendo, lasciando che quest’opera entrasse dentro ciascuno di noi con sempre maggiore trasporto ed entusiasmo. Ho visto molti scendere nei week end, sostenere tutti insieme Vittorio con il nostro appoggio e l’emozione intensa di essere lì con lui e per lui. Dracula è stato così atteso da tutti noi da mesi, e la grandezza dell’Opera ha colmato le nostre aspettative. L’imponenza di Vittorio sul palco unita alla sua straordinaria capacità, complice di un grande talento, un impegnativo sforzo e tanta pignoleria e desiderio di curare il tutto nei particolari ha reso possibile la nascita di un personaggio quanto mai entusiasmante. Vittorio ha proposto e dato vita ad un Dracula mosso dalla passione, diviso fra due grandi forze, travolto e sconvolto dalla stessa essenza del suo essere. Vittorio è Dracula, ed è un grande Dracula. Ho vissuto questo periodo molto intensamente, ho visto i cambiamenti progressivi che andavano via via a colmare alcune piccole incrinature, a rafforzare gli sguardi e ad accentuare l’emozione che si desiderava offrire al pubblico. Il pubblico ha accolto e amato questo spettacolo, che è davvero grandioso, e con lui ha apprezzato Vittorio, che ha dato se stesso per il successo di Dracula. Ieri ho goduto di una rappresentazione particolare, in cui i primi ricordi cominciano ad accavallarsi e l’emozione trabocca con insistenza. Ho ripensato a Vittorio, a com’è, ai suoi sorrisi e alle piccole attenzioni che mostra e che non passano inosservate. Questo spettacolo è stato per me entusiasmante, mi ha ‘dato tanto Vittorio’, la possibilità di apprezzarlo con continuità e comprendere forse qualcosa in più, che rimarrà indelebile… (Omissis)
Ieri Vittorio è stato magistrale, ho impresso nella mente il suo Dracula, tanto intenso e disperato, che a tratti fa paura ma rapisce letteralmente. Ho sentito la sua splendida voce avvolgere il Gran Teatro, ho guardato Dracula e ho cercato Vittorio, che riesce sempre a stupire e a dare qualcosa in più, sempre meglio (Omissis).
Il suo Dracula impassibile con Jonathan, che quasi si burla di Lucy, non teme Van Helsing ma si china davanti a Mina; i sentimenti che muovono le sue azioni e la rabbia mista a tristezza e disperazione che lo dilaniano. I mantelli che Vittorio esalta e gli sguardi che si imprimono indelebili dentro di me. Il suo volto che si fa cupo per poi esplodere in un fiero sorriso e sprofondare nel tormento del suo essere; Vittorio è tutto per lo spettacolo, e Dracula, che mi ha strappato l'anima, è più che mai vivo ed grandioso.
Ho cercato di mantenere un contegno al termine della rappresentazione, ma la commozione degli artisti per primi è stato un tuffo al cuore. Mi ha sorpreso molto Max Corfini, ma mi è piaciuto anche per questo: il suo Seward mi ha completamente coinvolto e quando è in scena lo seguo e lo osservo con grande ammirazione. La sua interpretazione è sorprendente per me e gli devo davvero fare i migliori complimenti per quello che sa rendere e la padronanza della scena e del personaggio, nonché di una bella voce che modula con maestria. Il discorso di Vittorio è coinvolgente e ci aiuta con la commozione (ma per lo stato in cui versavamo tutti credo che se avesse elencato la lista della spesa ci saremmo commossi ugualmente…), ma non dimenticherò le lacrime degli artisti, emotivamente e completamente coinvolti e partecipi di questa grande Opera, lo sguardo di Vittorio ed un nodo in gola che esprimeva molto …
(Omissis)
Andracass
2 aprile 2006
Venerdì sera c'ero anch'io.
La scelta di vedere lo spettacolo metà in undicesima fila e metà in prima è stata azzeccata. Nel primo atto attenzione per la globalità dello spettacolo, nel secondo attenzione per l'espressività di Vittorio. Si potrebbe un'altra volta fare il contrario.
Quello che è certo è che dall'undicesima fila l'acustica è decisamente migliore, dalla prima si risente molto del rimbombo degli altoparlanti troppo vicini che rendono la base troppo forte rispetto alle voci e della vibrazione prodotta dall'onda sonora. Per migliorare l'ascolto conviene tenere i piedi sollevati da terra.
A parte queste mere considerazioni tecniche, lo spettacolo è stato molto molto molto bello.
Vittorio grandissimo (anche fisicamente sembrava un gigante), con un attacco fenomenale e senza variazione che ha dato l'impressione che tutti gli altri fino a quel momento stessero solo canticchiando sotto la doccia e lui fosse venuto per buttare giù il teatro. Non me ne vogliano gli interpreti che passano di qui (più d'uno a quanto pare), ma l'impressione che ho avuto sul momento è stata proprio questa.
Bellissima la variazione su Non guardarmi con Dracula che pur cantando frasi d'amore rimane animale nei movimenti e nella posizione e riguadagna la posizione eretta soltanto quando rievoca l'infanzia e il momento, quindi, in cui era umano.
Fenomenale.
Sempre difficile guardarlo scendere nella bara, anche se poi adoro la scena in cui "s'è dritto: da la cintola in sù tutto 'l vedrai". La similitudine con Farinata nelle prime battute di Un destino di rondine mi è venuta davanti prepotente, probabilmente aiutata dalla posizione in cui eravamo.
Ho trovato molto bello il reprise e il momento dei saluti in generale, accentuato dal fatto che trovandoci in prima fila ben illuminati abbiamo ricevuto il saluto degli interpreti senza nemmeno doverci alzare in piedi
Ai cancelli sono stati fenomenali dei bambini che hanno avuto con molta soddisfazione foto e autografi del loro Dracula e gli hanno anche chiesto di morderli (hai capito i bambini!). Bellissima la risposta a Max Corfini che chiedeva una penna per poter firmare i loro autografi: "ce l'ha Dracula!".
2 maggio 2006
... e pianse
L'ingresso nel teatro molto tardi, lo sguardo intorno per contare i presenti, i saluti e le chiacchiere, i visi conosciuti e non, tutto come da copione.
I nomi annunciati mentre molti sono ancora in piedi, l'applauso sul nome di Vittorio che non risuona come si vorrebbe, i gorgheggi che provengono dal backstage.
Dracula, l'ultima.
Posizione intermedia, mai più la prima fila con quell'acustica terribile!
Una testa troppo grande davanti, un signore troppo fermo di fianco, ma… Dracula. L'ultima.
La trama, lunga e inutile, so bene di che cosa parli.
Finalmente l'ouverture e lo stomaco si chiude, il battito accelera, il respiro si rompe. Cade il sipario, respiro, si comincia. C'è un po' troppo fumo, fatto apposta? Proprio alla fine?
Dracula sale e il battito corre. Lo sguardo lo segue, la testa troppo grande diventa sempre più grande, la tentazione di abbassarla in modo coatto si fa strada.
Si avvicina il momento sempre amato e temuto, mi rendo conto che non ho mai visto i movimenti di Mina al centro del palco, ho lo sguardo già tutto a destra in attesa, per non perdere nemmeno una frazione di secondo. Anche la prima volta, quando sapendo che sarebbe arrivato l'ho cercato con lo sguardo nel buio fino ad individuarlo. Figuriamoci adesso che so.
Il momento è bellissimo e terribile, alla gioia di sentirlo c'è sempre mescolata la paura del guasto, dell'intoppo, del problema generico. L'ansia, la partecipazione che è fortissima, ma che non si riesce a tradurre in appoggio concreto. I battiti si fermano, il respiro si ferma. Per quei pochi istanti tutto è proiettato su quel palco. Due mani si stringono, le sensazioni si fondono.
La voce esplode.
Dracula, l'ultima.
Per fortuna appaiono nuovamente Mina e Jonathan con un brano che tutto è, fuorché emozionante. Si allarga un sorriso al vedere i due giovani innamorati ottocenteschi. Soprattutto pensando a quanto poco innocenti si riveleranno entrambi.
Brividi forti all'ingresso di Lucy: Uomini… Fantastica Maria Grazia, brava, brava, brava!
La discesa di Dracula dalle scale, scena perfetta. Il passo cadenzato che si scioglie solo alla fine.
Il palcoscenico è tutto suo, e lui se lo prende e lo riempie completamente. Ma avete notato quanto sia grande Vittorio su quel palco immenso?
Le scene precipitano, il morso, poi Terra Madre. A quel brano sono legata in modo particolare, e non sorridete. Gli sono legata per motivi che non scrivo e che sono gli stessi che mi hanno portata a sceglierlo coinvolgendo anche l'incolpevole web. Vabbè, incolpevole…
La ascolto dosando i respiri per arrivare alla fine del verso. Perché? Perché ormai è automatico così. Intanto maledico un po' la testa grossa e riccioluta. Ho pensato che bisognerebbe obbligare il pubblico alle calotte craniche dei ballerini.
E finalmente la seduzione di Lucy. Altre scena perfetta. Le corse sul palco, le prese in giro, l'accettazione, la discesa insieme come una coppia di sposi.
E poi la bestia, il morso, l'abbandono. Vittorio da brivido. Ma quella scena che Vittorio rende così unica, è davvero perfetta anche per la bravura di Maria Grazia. Brava!
Non guardarmi. L'animale torna uomo nell'anima, ma resta animale nei gesti e affascina e impaurisce la povera Mina che comincia a crescere. Dracula si danna addolorato e scende in mezzo a noi allucinato.
Ogni tanto gira le pupille a destra e sinistra, comunque. Eh eh eh…
Difficile fare chiacchiere nell'intervallo, troppo scombussolati. Qualche commento lo fa Graziano, in sala, dicendo che lo spettacolo gli piace moltissimo e approva le scelte registiche. Ovviamente apprezza Vittorio.
Il secondo atto comincia in relax. L'assenza di Vittorio dal palco per oltre venti minuti rende lo spettacolo più godibile nel suo insieme. Mi piace molto Van Helsing, che trovo abbia una bellissima voce e dei brani certo molto fortunati. Continuo ad amare Lucy che è fantastica, da applauso immediato nell'invocazione disperata che fa ai due dottori che litigano tra loro dimenticandosi momentaneamente di lei.
Bellissima la sua gestualità sulle scale. Altro motivo per non scegliere la prima fila: i ballerini in piedi davanti coprono completamente la scena. Scelta assolutamente discutibile.
Torna in scena Mina e non ha più niente della bambolina ottocentesca del primo atto: adesso è una donna straziata che vuol capire, ma si sente sopraffatta dagli eventi. Bello il suo dialogo con Van Helsing.
E riappare lui.
In un crescendo di emozioni si scivola rapidamente, troppo rapidamente, verso il finale. Il finale emozionante come non mai, sconvolgente come non mai, al punto che…
La ribalta finale, gli applausi, il tributo giusto e doveroso.
Dracula.
L'ultima.
P.S. però ci sarà il tour...
V@lentin@
2 aprile 2006
Finalmente mi sono svegliata.Non vedevo l'ora di resocontare la serata di ieri! Premessa:è il mio 2° Dracula!
(Omissis)
La voce narrante introduce l'inizio,si cala il telo rosso e lo spettacolo è iniziato. Cos'altro aggiungere ai vostri resoconti dettagliatissimi come sempre? ben poco!(ammetto anche che non sono molto brava a descrivere certe emozioni..).Ci sono state delle modifiche audio,adesso pulito; alcuni movimenti leggermente modificati e una padronanza del palco che mi ha lasciato senza parole. Ho colto pienamente i movimenti dei corpi dei ballerini:si sentivano i rumori dei loro piedi,li sentivo vicini a me,darmi emozioni!L'emozione grandissima sono le espressioni di Vitto e Sabrina .Un susseguisi di brivdi.Capivo dai loro visi la tristezza,la sofferenza,la fatica,la forza e..l'amore!Ieri sera credo che,(anche da come mi è stato detto da chi lo ha visto più volte) abbiano dato il meglio di se stessi in assoluto.Credetemi non riesco a spiegare l'emozione..Infatti con Lorella a fine spettacolo abbiamo parlato un pò di come è difficile mettere nero su bianco le proprie emozioni.Ma adesso in bassa percentuale ce l'ho fatta!
(Omissis)
30 aprile 2006
Certo,è molto difficile trovare le parole giuste per questo resoconto..è la penultima replica,ci provo a descrivere la serata,ma è assai difficile ragazzi!
(Omissis)
E' arrivato il momento di entrare in sala,però consentitemi di fare alcuni nomi dei presenti in sala:Graziano Galatone,Vincenzo Incenzo e FLavio Premoli
...ci siamo..dopo 10 minuti inizia lo spettacolo.
Si leva il mitico tendone rosso..
Una fitta nebbiolina dà inizio allo spettacolo.
L'audio mi sembrava sempre più pulito..Eccoli i fantastici personaggi!
Meravigliosi,sempre più affiatati!!!!Renfield ogni volta lo vedo sempre migliorare!
Che dire poi di Sabrina e Vitto?Affiatatissimi!!!!Credetemi sono di una bravura senza paragoni..trovare parole per descrivere tutto è difficile...Si muovono sul palco con estrema padronanza..mi sembrava che la storia stava succedendo per davvero..mi hanno trasmesso fortissime Emozioni,con la E maiuscola perchè sono state veramente forti..Sembravano veramente così innamorati e le scene di sofferenza veramente sofferte..Non trovo altre parole per descrivere lo spettacolo!!
(Omissis)
Ildabella
2 aprile 2006
Ogni volta che rivedo questo spettacolo provo un'emozione intensissima.
Ogni volta trovo Vittorio magnifico al di là di ogni aspettativa...e le aspettative sono sempre molto alte!
La capacità di Vittorio di calarsi nei personaggi è proverbiale e ormai la conosciamo tutti.
Il carattere passionale del personaggio Dracula si confa perfettamente allo straordinario talento di un artista completo come Vittorio che può veramente esprimere in tutto e per tutto la sua personalità.
Personalità, che sebbene maestosa lì sul palco, è anche straordinariamente duttile e rispettosa dei ruoli degli altri interpreti.
Si vede a occhio nudo che Vittorio sa trasmettere un forte carica e una forte grinta in chi lavora con lui, cosa che mi è stata anche confermata dai ragazzi del cast.
La coesione e il feeling fra loro, ad ogni replica, sembra aumentare in maniera esponenziale.
Prova ne è la qualità della performance di ieri sera: straordinaria!
Chi era con me non potrà che confermare.
L'emozione trasmessa era tamente forte da potersi tagliare col coltello!
Io personalmente, ammetto di essere una persona emotiva, ma ho avuto vermente il batticuore per tutta la durata dell'Opera, che da ora in poi citerò sempre con l'iniziale maiuscola, come si merita un capolavoro come questo.
Perché si tratta di un capolavoro vero e proprio.
Le musiche, ormai strascoltate e già apprezzate nel cd della PFM, attraverso la voce di Vittorio e degli altri bravissimi cantanti, acquistano un fascino unico, una tensione interpretativa che smuove qualcosa dentro e ti trascina mani e piedi nel dramma del vissuto di ogni personaggio.
Davide ieri sera è stato molto intenso nella recitazione e di una credibilità assoluta… quando si trova solo e braccato dai suoi demoni interiori, nel castello, e si è accasciato in lacrime, ho davvero sentito una stretta al cuore. Sono stati apportati dei cambiamenti anche nel pezzo “Il mio nome è Dracula” e lo smarrimento di Jonathan risulta molto più evidente e coinvolgente.
Max e Fabio sono stati come sempre bravissimi e non so davvero cosa possano mai fare per migliorare qualcosa che io trovo già perfetto.
A sostituire Giò ieri c’era Vito Ardito che, devo dire, mi ha convinto più dell’altra volta che l’ho visto. Ha una bella voce e anche lui sta tirando fuori personalità.
Le ragazze sono fantastiche.
Sabrina ha un’intensità tale che non immagineresti mai che è la prima volta che sale su un palcoscenico, (e poi “quel” palcoscenico!) La voce bella, corposa e delicata allo stesso tempo, e ha un’espressività notevole che ho potuto bene apprezzare perché ero molto vicina al palco.
Maria Grazia ha una presenza scenica incredibile, una voce stupenda, espressiva e sembra assolutamente a suo agio su quella piazza d’armi che è il palcoscenico del GT… Tutti i miei complimenti a entrambe.
Poi Vittorio… che posso dire che non sia già stato detto?
Ieri era in stato di grazia! Dal suo apparire, al suo grido “voglio sangue!” che mi ha fatto letteralmente rabbrividire, da ogni suo gesto, ad ogni più piccola espressione del volto, è un’emozione continua, talmente coinvolgente che alla fine la sensazione che ho provato era di spossatezza! Guardavo le facce degli altri e mi rendevo conto che stavano tutti nelle mie stesse condizioni!
La scena con Lucy, quella del morso… mi sconvolge ogni volta! Sembra un lupo, un animale affamato, e dopo il morso ha avuto un gesto… avete presente quello che fa il capobranco nei confronti delle altre fiere intorno alla preda, per scacciarle e affermare il proprio primato sugli altri? E' stato pazzesco!
Il bello è che è tangibile il suo sentirsi nel proprio elemento; lassù su quel palco, Vittorio riesce a trasformare in magia, qualsiasi cosa faccia.
Nel momento in cui rimane solo prima dell’arrivo di Mina inorridita, è sdraiato su quelle scale, esausto, abbandonato e sofferente quasi, e quando ricorda la sua infanzia e l’abbraccio della madre… non so descrivere lo struggimento che mi provoca ogni volta… so solo che è un grande!
Potrei parlare per ore, perché ogni spettacolo è diverso, lo dice sempre anche Vittorio, e ogni volta le emozioni si variegano di sfumature diverse, ogni sera scatta una complicità particolare fra gli attori, in questa o in quella scena….
Parte l’Ouverture, a quel colpo di percussione il sipario rosso sparisce nel fondo come una scia di sangue… ed ogni volta la stupenda magia di quest’Opera si ripete!
Posso aggiungere solo una cosa...
GRAZIE.
10 aprile 2006
E' da un po' che volevo scrivere qualcosa, un resoconto, qualche parola sugli ultimi spettacoli che ho visto, ma davvero, mi trovo in grossa difficoltà... non ho più aggettivi...
Sabato sera ho detto ad un raggiante Vittorio che non so più trovare parole per descrivere quanto sia bravo e quanto emozionante sia per me ogni volta rivederlo su quel palco e ogni volta scoprire che non c'è un limite alla sua capacità di trasmettere emozioni pure...
Qualsiasi cosa potessi mai dire non sarebbe sufficiente.
Alla fine potrebbe sembrare davvero che qui siamo tutti impazziti e che i nostri elogi siano troppo sperticati.
Il fatto è, e questo lo scrivo per chi magari ci conosce poco, che Vittorio bisogna vederlo sul palcoscenico per capire di che stiamo parlando.
Vittorio non è solo un bravo attore e uno straordinario cantante con una voce da brivido... è qualcosa di più.
Bisogna averlo visto da vicino, essersi fatti prendere alla sprovvista ( e questo, per assurdo che possa sembrare, accade sempre, anche se hai gia visto mille repliche di un suo spettacolo!) dall'intensità della sua interpretazione... Vittorio ti lega mani e piedi e ti trascina dentro la storia del personaggio che in quel momento vive in lui; ti azzanna l'anima e ti fa sanguinare di dolore, di pazzia, di passione insieme a lui; ti stringe il cuore e lo stomaco - la sua voce è un laccio - e non ti lascia andare che quando, alla fine, egli stesso non si spoglia delle vesti del suo Frollo, del suo Scarpia, del suo Dracula...
Come fa... non lo so dire, nessuno lo sa... forse nemmeno Vittorio.
(Omissis)
.. ma, davvero, se dico che è straordinario è poco; se dico che è bravo, è poco; se dico che è unico mi avvicino alla verità; se dico che è il più grande... fuochino...;
Mi arrendo e dico che Vittorio è Vittorio perchè mi accorgo ogni volta di più che non ci sono altri termini di paragone.
Bisogna vederlo dal vivo per capire fino in fondo.
A qualcuno è bastato sentirne la voce, e in realtà solo quella basta ad aprire le porte dell'emozione più pura e travolgente.
Grazie Vittorio!
22 aprile 2006
E' davvero difficile per me, nonostante le mie dodici repliche di Dracula, riuscire a commentare ancora una volta questo Spettacolo, che volutamente scrivo con la S maiuscola.
Ormai, sul palco, gli artisti fanno quello che vogliono, nel senso che ormai sono padroni dei movimenti, dei gesti, delle sfumature e aggiungono ogni volta un tocco di personalità che me li fa apprezzare sempre di più.
Al di là del fatto che ogni giorno è una cosa diversa e che possano essere più o meno in voce ( influenze e raffreddori di stagione li hanno massacrati a turno ... sono dei comuni mortali come noi), in queste mie dodici repliche, ho notato l'enorme professionalità nel compensare eventuali deficienze momentanee con un'interpretazione intensa e coinvolgente, come se le difficoltà oggettive non facessero che stimolare il loro talento.
Parlo di tutti. Nessuno escluso.
Non posso dimenticare la splendida performance di Mariagrazia quella famosa sera che aveva la febbre a 38 e il mal di gola... o quella volta in cui Giò, quasi senza voce ci regalò forse una delle sue più graffianti interpretazioni.
Fabio che veniva fuori ogni sera con un trucco diverso per gli occhi perchè il cerone gli faceva allergia ( beh tutto sommato gli iniettava gli occhi di sangue e a un pazzo stanno da dio!)
Maria Grazia mi sorprende ogni sera per la capacità di immedesimarsi in un personaggio dall'anima così oscura, lei che è così dolce di persona... ( ma del resto è una cosa che fa anche Vittorio....)
Sabrina ogni sera mi strappa lacrime dal cuore... ha un'espresività straordinaria, come straordinaria è la sua capacità di velare di dolore e sofferenza la sua bellissima voce.
Davide che diventa ogni giorno più "vittima sacrificale" e che aggiunge carattere al suo personaggio... la scena con Ilaria la Vampira e l'espressione che assume di fronte a Vittorio sono sempre più coinvolgenti.
Ieri poi ho notato che nel duetto con Vittorio è stato davvero bravissimo e all'altezza della situazione. Bravo Davide!
Su Max e Fabio ormai non si può aggiungere altro se non un altro applauso: non possono migliorare quel che è gia perfetto.
E adesso arriviamo al dunque.
Vittorio.
Ieri sera, a spettacolo finito, ho avuto delle serie difficoltà a riprendermi.
Gli ultimi venti minuti sono stati tremendi per me.
Avevo gli occhi, il cuore e la mente completamente rapiti da Vittorio e Sabrina.
Sabry diventa ogni giorno più brava...
E Vittorio... Vittorio ieri sera mi ha preso il cuore, me l'ha strappato dal petto, ci ha affondato le unghie e i denti, se l'è masticato per benino e me lo ha rimesso al suo posto, lasciandomi emotivamente in condizioni pietose!
Sono uscita senza parole.
Dovevo aspettarmelo però.
L'inizio era stato travolgente. Mai finora Vittorio aveva affrontato il suo "Io risorgerò" con una tale rabbia. La voce perfetta come un cristallo, calda e magnifica come la conosciamo, ma con un fremito che non avevo mai sentito prima.
Non potevo staccare gli occhi dalla sua figura così imponente e maestosa.
Su quel viso madido passavano tutti i più svariati sentimenti ed era come se potessi toccarli ... (ormai questo spettacolo posso vederlo solo dalla prima fila... )
Lo spettacolo è quello che è, "ti strappa l'anima", come disse Vittorio a gennaio, al Q, ma Vittorio è l'anima di questo spettacolo.
Lo straordinario ( e posso usare solo questo termine perchè non ce ne sono di migliori nel nostro vocabolario) suo modo di far uscire la bestia-Dracula nel momento del morso a Lucy mi sconvolge ogni volta. La prima volta mi sorprese, ieri sera, sebbene l'abbia visto ormai molte volte, mi ha dato un fremito di paura... un uomo lupo, un animale... anche nel gesto tipico del capobranco che allontana gli altri dalla preda... e poi il suo abbandonarsi, vulnerabile e infelice, annegato nel suo orrore... il supplicare Mina e l'espressione addolorata nel vederla fuggire e lasciarlo solo con i suoi demoni del passato e la sua disperazione...
E i famosi ultimi 20 minuti, "Un destino di rondine" che io ribattezzerei " "un destino di martire" perchè non posso andare a pagare ogni volta un biglietto del Gt per soffrire così!
Davvero non posso. Non posso esprimere a parole il dolore che mi fa provare dentro.
E ogni volta è così.
Soffro.
Soffro tanto che ogni sera mi dico: "questa è l'ultima"... ma so che non appena uscita starò già in crisi d'astinenza... e ci tornerò finché sarà possibile.
(Omissis)
1 maggio 2006 e seguenti
Dracula, 29 aprile 2006
Queste magnifiche, serate, meritano un signor resoconto!
(Omissis)
Si entra nella magica scatola rossa e ci posizioniamo quasi tutti “in braccio a Vittorio come si suol dire, e cioè nelle prime file.
Si spengono le luci, parte il riassuntino, e poi… vai con l’Ouverture…
Si stacca il kabuki e stavolta scende un po’ fuori, ma nessun problema… tutto va liscio come l’olio… non si poteva , del resto, contare sul mio scatto felino … non potevo muovermi granché.
Vittorio appare maestoso come un re, nel suo mantello nero e argento… e davvero provo un brivido… me lo sento …stasera sarà magnifico…più del solito…
Infatti , sarà l’atmosfera, il calore del pubblico, noi…, ma Vittorio è particolarmente in vena
(Omissis)
Mi colpisce la straordinaria espressività del volto di Vittorio. Lo osservo con attenzione e noto una differenza rispetto alle altre sere… è come se ci stesse più comodo del solito nei panni di Dracula…
Il suo “Io Risorgerò” è una cosa da pazzi… Vittorio sembra che abbia quattro polmoni e non due soli! Il viso colmo di rabbia, il giuramento, il suo “Voglio Sangue, SANGUE!!!”, una cosa pazzesca che ti taglia il fiato e ti sbatte per terra!!!
Vittorio emanava un’energia enorme!
Nella scena del castello, mi è piaciuto da matti Davide che ho notato molto cresciuto in espressività sia attoriale che vocale.
Vittorio sembrava se lo volesse mangiare già con l’espressione degli occhi nel momento in cui Dracula realizza che Jonathan va eliminato per arrivare a Mina, e, nel pezzo in cui lo morde, ho avuto letteralmente i brividi… Vittorio ha fatto una cosa che non avevo mai visto... ha fatto un movimento col corpo che faceva “sentire” l’affondo dei denti nella carne del povero Jonathan, il sapore del sangue… fantastico!
Mi rendo conto d’aver guardato tutto con la bocca spalancata…
In Terra Madre, Vittorio mi spezza il respiro. La voce è terribile, di un‘intensità pazzesca. Lo guardo, il suo corpo vibra mentre in piedi di lato alla bara, allarga di scatto prima il braccio sinistro e poi il destro, con i pugni chiusi…”Lei non è morta” ed entra nella bara, incrocia le braccia, chiudono il coperchio e per un attimo mi sono sentita lì dentro sdraiata in quella terra putrida… brrr…
Non posso non citare la splendida Mariagrazia che ha dato di nuovo vita a una delle sue Lucy più intense e coinvolgenti. Mi stupisce sempre come da ragazza dolce e gentile quale lei è, possa trasformarsi in un’anima nera… Lei, affascinata e spaventata, viene attratta come una calamita da un Dracula terribile in manto rosso che mostrava, tutte le seduzioni del sesso e del male nelle espressioni del viso e nei gesti delle mani che invitavano e respingevano …Dracula non entra se non invitato…e lei lo invita, lo vuole…
Li guardavo con estrema attenzione mentre la trascinava sul drappo rosso: il volto supplicante e con una leggera smorfia di sofferenza di lei, lo sguardo malefico e la luce “oscura” negli occhi di lui che scopre leggermente i denti nel sorriso sinistro di chi assapora il gusto del potere sulla propria vittima, e il gesto del manto ad avvolgere la ragazza come nella tela di un ragno…
Poi la bestia… Vittorio sembra diventare la quintessenza della bestialità in quel momento… è un lupo, un lupo affamato e cattivo ed è magnifico mentre sale le scalee e, rapido, guarda con le fauci spalancate la vampira che gli indica la preda, Lucy, … e poi quel movimento, più accentuato, che davvero fa comprendere quanto il morso e il succhiare il sangue sia la metafora di un sesso istintivo e primordiale…
E’ una scena magnifica… ogni volta mi sconvolge, l’ho detto spesso, ma ogni volta si reitera quella sensazione drammatica e forte che mi lascia a bocca aperta.
Vittorio-lupo scaccia i demoni dalla sua preda e rimane, abbandonato e solo con la sua mostruosità e che si nasconde alla vista di Mina… e canta il suo struggente “Non guardarmi”… non posso fare a meno di commuovermi se ci ripenso… “e il ricordo di quando sei stato bambino…” mentre di abbraccia e si culla… il viso di Vittorio era contratto dal dolore e quando è sceso… il teatro è crollato…un applauso scrosciante e lungo fino al suo rientro in backstage…
Il mio fiato corto, la bocca aperta e gli occhi sgranati di chi non può credere che un uomo possa essere capace di superarsi ogni sera in quel modo straordinario…
Vittorio rientra nel backstage, si accendono le luci e noi ci alziamo e ci guardiamo in faccia… stiamo tutti fuori come un balcone… io personalmente non so che dire… tanto le parole sono sempre quelle, limitate… Vittorio è ogni sera diverso, le emozioni sono sempre più amplificate, i ragazzi ogni sera ci mettono più anima… la parola straordinario ormai non ha più senso… il costante ripetersi della sorpresa che ogni volta ci coglie nel constatare che Vittorio, ogni santa sera, sa vestire di emozioni nuove le stessa musica e le stesse parole, ormai è diventato ordinario nel senso che ormai è la normalità!
I soliti commenti fra noi, le sigarette fumate fuori ed ecco che si rispengono le luci e ricomincia il sogno…
“Il male d’amore”
Max, Giò e Fabio sono fantastici. L’ampiezza del palco a volte impedisce di seguire i loro movimenti e le loro espressioni…
Trovo, e l’ho gia più volte ripetuto, che Max è perfetto nel suo ruolo. Mi piace sempre e poi amo la sua camminata così rigida e impostata… la voce sempre perfetta e il viso così espressivo, soprattutto nella scena che precede e segue la morte di Lucy… è magnifico!
Fabio mi fa divertire da matti (è il caso di dirlo!): imita tutti i movimenti che fanno gli attori e i ballerini e a volte li anticipa, specie quando sta sdraiato sulla torre a sinistra e mima il paletto che entra nel cuore pochi istanti prima che Van Helsing uccida Lucy. Fa delle facce incredibili e ha una voce fantastica… bellissimo!
Giò mi piace tantissimo con quella sua voce così rock, così graffiante...e quel duetto con Lucy nel “Il vero nemico” quando cantano insieme: “Siamo sangue, solo sangue”…ogni volta mi cattura…
Le scene che amo di più, quelle che per me sono il cuore dell’Opera, sono quelle di “Due donne in me” in cui Sabrina mi fa letteralmente venire i brividi, e “Il punto debole” che voglio annoverare tra i brani più riusciti dell’intera Opera. Il tema musicale è costruito magnificamente e l’armonizzazione è davvero toccante con quegli archi che accarezzano le parole piene di dolore di Mina... Ci leggo la poesia del suo tormento e mi piace tanto, davvero tanto.
Nel pezzo dopo mi sono emozionata. Quando Vittorio nel suo manto rosso incede maestoso verso Sabrina per condurla con sé restituendole il rango di principessa del suo cuore… ho notato la dolcezza dei loro sguardi… ma come si fa ad essere così bravi… a pennellare il sapore di un bacio senza esserselo dato, solo con il leggero movimento della testa…la bocca che segue la bocca a cinque, sei centimetri di distanza… e poi la testa di lui poggiata sul cuore di lei… mamma mia che bello!
“Il tuo sorriso la tua voce” è una scena dolcissima. E tutte le volte mi stupisco di come quei due possano renderla così tenera e pulita… e Vittorio che scivola con il corpo all’indietro sulle scale, quasi a voler sprofondare nella dolcezza di quel momento d’amore tanto atteso… e la purezza del movimento delle braccia che si aprono a lei… che parola usare?...
Ne “Un destino di rondine” ormai non so più che dire, ogni sera è meglio, più drammatico, struggente… C’è il pezzo in cui Mina canta “ora uccidimi e stringiti a me dammi tutta la morte che è in te perché niente ridarmi potrà questo amore” in cui la voce di Sabrina mi strappa le lacrime… e la faccia di Vittorio è indescrivibile, amore e dolore, paura e rimpianto… bellissimo!
(Omissis)
5 maggio 2006
30 Aprile 2006. L’ultima replica
Con il cuore un po’ stretto dalla consapevolezza che era l’ultima volta, ci siamo ritrovati nella nostra magica scatola rossa.
(Omissis)
Non ricordo tutto nei particolari… forse ho aspettato troppo a scrivere.
Dirò dell’emozione allo spegnersi delle luci, l’Ouverture che scandisce le sue note, e il kabuki che vien giù, e Vittorio che sale per l’ultima volta da quella botola…
Da subito capisco che quella sarà una serata unica. Lo capisco dalla grinta dei ballerini… non li ho mai visti così pieni di energia! So che li stavano riprendendo e quindi capisco, ma non è solo quello.. c’è qualcosa di più.
Vittorio è una cosa incredibile. Non credo di aver mai ripetuto così tante volte in tutta la mia vita le parole incredibile e straordinario… ma per Vittorio non possono essercene altre! Ho visto 16 repliche… e ogni volta ha superato se stesso, ogni volta ha dato qualcosa di diverso ed entusiasmante. La forza che emanava intorno a sé, ai colleghi evidentemente galvanizzati dalla sua energia, era assolutamente evidente, tangibile, concreta e reale. Una energia che ci arrivava dritta addosso come un’onda anomala e ci sommergeva.
Ho passato tutto il primo tempo con la bocca aperta per la sorpresa… sì, la sorpresa! Anche se mi rendo conto che è assurdo parlare di sorpresa dopo 16 volte che si è visto lo spettacolo. Eppure non riuscivo a credere ai miei occhi e alle mie orecchie: come può un uomo riuscire ogni sera ad essere diverso, più emozionante, più coinvolgente come fa Vittorio? Non so rispondere a questo, posso solo guardare, e lasciarmi avvolgere dall’emozione che il suo straordinario talento riesce a creare, ed ogni volta è una grande, immensa emozione!
Lo spettacolo scorreva via con una fluidità magnifica e la sensazione che provavo era come di essere avvolta da un’onda e portata ogni volta nel cuore di questo o quel personaggio a vivere sulla mia pelle tutte le loro emozioni.
Le voci di tutti vibravano di un’intensità inusitata, e non lo dico tanto per dire… chi era lì con me, Lorella a destra e Maria a sinistra, lo può confermare… ogni tanto ci guardavamo con gli occhi sgranati e ci domandavamo: “ma che hanno stasera???”.. anche i ballerini erano gasatissimi e sincronicamente perfetti come mai li avevo visti prima.
Non posso e non voglio descrivere tutto lo spettacolo, tanto ormai quello che potevo dire l’ho detto; posso solo citare qualche scena di particolare rilievo. Terra Madre… mai così perfetta. Guardavo Vittorio e mi venivano i brividi… E poi la solita scena del morso…solo che stavolta la bestia era ancora più marcata… Vittorio con i denti scoperti e la bocca che sembrava davvero grondare bava… cavolo se mi ha fatto impressione!
Fabio più espressivo che mai e Max che ho visto così straordinariamente coinvolto nella scena della sua pazzia, Giò grande come al solito nella scena che tanto amo con MariaGrazia (meravigliosa!)… Sabrina coinvolgente e bravissima, in sintonia perfetta con Vittorio, che nel brano “Il tuo sorriso la tua voce”, mi ha emozionato ad morire! Quando Vitto ha cantato “..ed ho impalato mille traditori” ho visto uscire dai suoi occhi e dalla sua voce la bestia sanguinaria… e come una nuvola che il vento porta via scoprendo il sole, ho visto l’amore sorgere dalle ceneri di quel mostro: “eppure non son pronto al tuo sorriso perché tu sei il coltello e la ferita…”
Non potrò mai dimenticare quello che ho provato in quell’esatto momento! Ho pensato: E’ un padreterno! Solo lui può arrivare a tanto!
E alla fine, quell’”Andarsene per amore” che ci ha letteralmente stracciato il cuore… mi sono voltata… piangevano tutti!
Vittorio era proprio davanti a me mentre cantava quest’ultimo brano. Aveva gli occhi lucidi, e sono sicura che non erano di solo sudore le gocce che gli ho visto cadere dal viso.
E quanto mi ha fatto male dentro il grido di dolore al sorgere del sole che lo inceneriva…
Un attore magnifico, un cast all’altezza, uno spettacolo unico…
E la gente. La gente che alla fine si è riversata sotto al palco e che ha applaudito per più di 20 minuti ininterrottamente, e che non voleva lasciarli andare…
E che bello vedere Vittorio, autorevole e fiero, chiamare e ringraziare tutti coloro che hanno reso possibile la realizzazione di questa macchina per sognare che è stato Dracula Opera Rock, e quel suo grido finale: “Grande David Zard!”…
L’emozione immensa di vederli lassù, attori e ballerini così commossi, con le ragazze, bellissime, entrate in scena per i saluti gia in lacrime, con il dolcissimo Fabio incapace di cantare la reprise (l’unico che si è tenuto anche se a fatica è stato Davide) e la sorpresa di vedere le lacrime scorrere anche sui visi di Max e Giò… tutti sopraffatti dall’enorme calore del pubblico che continuava ad applaudire e ad applaudire, a gridare: ”bravi!”, “siete grandissimi!…asciugandosi gli occhi…
E Vittorio, evidentemente commosso, che alla fine è scappato via… perché forse non reggeva più…
Non avevo mai assistito ad una cosa simile. Sarà un ricordo che resterà per sempre impresso nella mia memoria, nel mio cuore, nell’affetto che ho per questo magnifico spettacolo e per il suo cast…
(Omissis)
Volevo aggiungere una cosa.
Ne "Il tuo sorriso la tua voce", come ho gia detto, Vittorio ha compiuto quel piccolo miracolo che compie ogni sera e vorrei davvero che si imprimesse nella memoria di tutti quelli che c'erano, l'espressione fiera e rabbiosa di quel "ed ho impalato mille traditori"... io non riesco a scordarla... e poi quella nota tenuta sulla ultima "i" che cambia colore e sentimento mentre si trasforma in "eppure..." e quel gesto lento e doloroso del suo cadere in ginocchio... il suo lasciar cadere la corazza... il suo arrendersi a quel lacerante sentimento che lo lascia inerme e forse veramente libero... e tutto questo che passa davvero come una nuvola nel cielo del viso di Vittorio, lasciando scoperto il cuore di Dracula...
(Omissis)
Leonetta
3 aprile 2006
(Omissis)
sabato primo aprile ero al G.T a vedere Dracula per la prima volta...
l'ho trovato uno spettacolo sontuoso ed elegante
con una scenografia persino troppo immensa...all'inizio lo sguardo si perde
e le presenze sul palco non fanno presa...fortuna che la sensazione finisce presto...
a mio modestissimo parere,non da critica, hop trovato superlativo Vittorio in "non guardarmi" e in tutto il secondo atto.
Bellissime ed intense le due canzoni finali
che portano al grasndioso finale...
Anche Mina
meravigliosa nel duetto con Van Helsing...
menzione d'onore a Renfield che è eccezionale secondo me...
Lucy bella, grintosa e sensuale...
uno spettacolo così perfetto da risultasre a tratti
un pò artefatto
ma che restituisce tutta la potenza
dell'emozione nel finale.
Vittorio non sbaglia un passaggio.
Sicuramente da rivedere...
Valeria
7 aprile 2006
Dico qualcosa anche io.
(Omissis)
Ho sentito Giò Tortorelli meno in voce del solito, eppure ha dato gran prova di "modellare" la voce quando si vedeva che non c'era (le notti fuori sono gelide...
), Sabrina di Siena spettacolare! Nella scena d'amore, sulla frase "negli occhi, io rivedo quella luce" temevo steccasse per la potenza con lui aveva iniziato l'acuto, retto invece fino in fondo con una facilità imrpessionante!
Per Maria Grazia non ho più parole, superba
Ieri sera non so perchè, ma Davive mi è sembrato un pochinino meno convinto del solito, ma probabilemtne è stata una mia impressione: ho guardato tutto il primo tempo "distratta" da altre cose (pensieri miei) e nn me lo sono goduto appieno.
Fabio è Fabio, Max è Max (quella parte è cucita addosso a lui... splendido!!).
Poi c'è quello che fa Dracula... non ho ben capito il nome...
Scherzi a parte, ieri Vittorio è stato impressionante.
E per un momento, sulla canzone finale, ho sorriso...
C'erano Mina e Dracula che salivano, distanti di qualche passo, la scala di schiena, per poi guardarsi (momento in cui parte la strofa finale "Prima di voltare gli occhi a un sole appena acceso..."). Lì, con Dracula appena voltato verso il suo amore, con un sorriso lieve e triste sulle labbra, ho pensato una cosa che vi farà ridere, ma che in quel contesto dava tutta un'altra emozione. Ho pensato "Dio, Vitto, quanto sei bello in questo momento". Gli si è vista l'Anima (solo un pò, che poi prende freddo!), ed è stato qualcosa di davvero splendido. Ed ho sorriso perchè non si può tramutare in parole, una cosa così. C'è da dentro, da sempre, e la mano di Vitto va sempre a pescare lì, dove i sentimenti non hanno ancora nome, e le emozioni divorano gli occhi.
I cambiamenti.
Mi hanno molto sorpresa quelli a Un destino di rondine, ma li ho trovati azzeccatissimi: questo "prendersi e lsciarsi" tra Mina e Dracula, con l secondo che continuava a scuotere la testa, mentre le sue mani la chiamavano a sè, ha reso un bellissimo effetto... lo stomaco chiuso, e gli occhi lucidi.
Su Andarsene per Amore li ho notati, ma non in maniera vistosa. Sarà che quella canzone mi prenderebbe anche se la cantassero da dietro le quinte...
La cosa che verametne mi è piaciuta tantissimo è Mina su La Morte Non Muore: chi non vuole sapere i cambiamenti non legga il seguito, perchè vi descrivo la scena
C'è Mina che si alza e stende le mani tra Dracula e Van Helsing in arrivo (e questo c'è sempre stato), poi il Conte la allontanava e finiva così. Qui il Conte la allontana, ma lei gli si ferma davanti, lo bacia (buonine, gli si avvicina e gli si allontana... potrebbe essere anche interpretato come un abbraccio, ma io sono romantica, e ci vedo un bacio!), lui la guarda come per dire "ma..." e lei prende posizione: va a centro palco, contro Van Helsing, che la fa fermare dai ballerini... AZZ!
Arriva il Conte a salvarla... e si abbracciano mentre Dracula continua a cantare contro i borghesi, creature obbedienti. Mi piace molto questo pezzo, si vede l'unione d'amore tra loro... non so, mi piace moltissimo. Poi il Conte la "sospinge" verso l'uscita, come a dire "hai visto io?? Te l'avevo detto che dovevi lasciar fare a me! Zuccona! Va via adesso, faccio da solo!"
(libera interpretazione...eheheh!!)
Comunque, mi piace davvero tantissimo!!!
8 aprile 2006
(Omissis)
Diciamo che il momento "epocale" per me comincia sul finale di Un Destino Di Rondine. Con la mano di Mina che spinge la testa di Dracula a morderla, e con il Conte ad occhi stretti, pieno di orrore e di disperazione per quel gesto che non può più esimersi dal compiere (perchè è lei che glielo chiede), e che annienta qualsiasi cosa in lui: dolore, rabbia, vendetta, lucidità. Dracula muore lì, uccidendo la persona che ama e che chiede di essere uccisa. Non riesco neanche a percepire l'immensità terribile di dare la morte alla persona che si ama, e che ti chiede di farlo. Io penso ne impazzirei. Dracula sceglie di assecondarla, perchè lui è così, perchè lei vuole così (ora uccidimi e stringimi a te, dammi tutta la morte che è in te...).
Secondo me la chiave di interpretazione di Andarsene per Amore è questa scena che la precede.
Dracula non è più niente. E' sfinito ed annientato. Dopo il morso a Lucy il Conte si accascia a terra, ansimante come un animale dopo un pasto rabbioso, quasi in preda a convulsioni istintive che tenta di placare nel respiro affannoso. Dopo aver morso Mina, è semplicemente esausto. Già morto (o di nuovo vivo...).
E la sua è una riflessione, amara e pacata, di quello che è accaduto, dell'inevitabilità del loro amore e della loro fine. Quel "anche se siamo tutti uguali" è il manifesto dell'opera: non ci sono buoni e cattivi, tutto è mescolato, intrecciato, e tutti sono uguali, e nessuno è identico al suo vicino, contrasto ed identità, ironia e verità, tutto in quella frase lì...
"Qualcuno c'è che nasce con due cuori". Hai sentito come Vittorio dice "quacuno c'è"? E'... è una spiegazione. Qualcuno c'è, col suo stesso destino, qualcuno c'è. Magari non sono tanti, che amano e muoiono con tanta passione e con tutto quello strazio, ma qualcuno c'è. Lui è uno di questi, e forse lo sei anche tu. Anche se siamo tutti uguali, qualcuno c'è, seduto in sala, che ha il cuore più stretto degli altri. Anche se siamo tutti uguali, qualcuno c'è, che è venuto a vedere lo spettacolo, che è venuto e s'è lasciato travolgere dalla musica e farsi far male (perchè, ripeto, per me di dolore si tratta) da quest'opera. Anche se siamo tutti uguali, c'è sempre qualcuno con due cuori, o con un cuore solo diviso in due corpi.
E da lì, senza soluzione di continuità, è una dichiarazione d'amore e una spiegazione di vita, quella che fa Dracula, e poi Mina, solo allora giunta alla piena consapevolezza di quello che è successo, di tutto quello che è successo.
"E nell'ultima sua scena mette tutta la sua vita pur di non tradire il sogno..."... ci pensate? morire per il sogno a cui, segretamente, il vostro cuore a dedicato l'intera essenza di sè?... Deve essere davvero bellissimo, un dolcissimo tormento.
Dracula dice "tu non sai che grande commozione"... commozione... ci si commuove su un bel film, o in un bell'abbraccio... ci si commuve guardando le foto di quando si era bambini... ci si commuove sulle cose perse o ritrovate... ci si commuove perchè si è toccati nel profondo... la commozione... non è il pianto... non è la gioia, o il dolore... è qualcosa che sta più in fondo, e che il Conte non aveva provato da secoli, e forse non aveva provato mai. L'ultimo ricordo della sua vita sarà l'abbracio con Mina... con la donna che ama...
"Prima di voltare gli occhi a un sole appena acceso..."
E lì esplode la musica, ed esplode il cuore. Almeno su di me questo è l'effetto. A me fa male dappertutto, quando dice così. Sento il sole sorgere già, e Dracula sapere della fine imminente: ha vissuto intere vite per ritrovare la sua amata, ed ora muore con lei e per lei... tra le lacrime, per amore.
Ed in fondo, non penso neanche che siano tristi, mentre il sole li divora: sono abbracciati, e vedono l'alba.
La scena finale, con il loro oro (che ora possono indossare, nel sogno o in un'altra vita), Dracula la guarda come per la prima volta, con gli occhi pieni di sorpresa e d'incanto nello scoprire l'amore, il suo amore. L'abbraccio, le mani intrecciate, sono la realizzazione della loro esistenza intera ("e provare a immaginare il mondo che sarebbe stato dentro al tuo infinito abbraccio per un'altra volta ancora...").
(Omissis)
2 maggio 2006
(Omissis)
Sabato mi sono seduta in scena come sempre... come le altre volte, con attesa e trepidazione. Sapevo, sentivo che era l'ultima, ma ero decisa a non farmi influenzare da ciò, per godermi la mia ultima replica.
Eppure... Vittorio è entrato, e la mano di Giulia si è stretta alla mia: sta finendo davvero, penso, sta finendo, il Conte torna in Transilvania.
Lo spettacolo è stato magistrale. Non penso di aver mai visto tanto affiatamento tra di loro, tanta energia. "Due labbra della stessa ferita" mi piace moltissimo, ed è stata fantastica. "Il mio nome è Dracula" (scusate se non vado in ordine) qualcosa di sublime.
Poi... poi arriva Non Guardarmi. "Per la sola... ragione della bellezza..."
Sì, è per questo che ho visto così tante volte questo spettacolo, è per questo che h pianto, è per questo che ho le lacrime agli occhi, ed è per questo che seguo Vittorio. Per la sola ragione della bellezza... della bellezza.
Asciugo le lacrime e mi metto a chiacchierare per non pensare, anche se guardo Laura, e vedo me riflessa nei suoi occhi: è una sensazione piacevole, "trovarsi" con una persona, ma in quel momento vedo solo che simao un pò tristi, e che non posso fare niente, o dire niente.
Lo spettacolo riprende.
Comincio a piangere su "E' per questo che vuole il mio cuore, è per questo che il suo sta battendo...". Mi tornano in mente tante piccole cose. Tanti gesti, tante parole. Tanti chilometri, tante risate, il mio forum blu, Tosca, La stanza di Giada, le gemelle, Giulia, Vittorio che mi parla, Gloria che...
Eppure Dracula è ancora in scena, lo seguo e lo ammiro, per l'ultima volta, misuro i suoi passi, la sua camminata austera, il modo in cui alza Mina da terra, come le cinge la schiena, le sue mani, che per me sono parte della purezza del Mito.
Su Un Destino di Rondine non mi trattengo più. C'è qualcosa di terribile negli occhi del Conte, che uccide la donna che ama per ricongiungersi a lei nella morte... e qualcosa di terribile nel sentire in fondo all'Anima il cuore tremare un pò, mentre Vitto intorna "andarsene... tra le lacrime..."
(Omissis)
Maura
9 aprile 2006
Eccomi
Sono tornata
(Omissis)
Vi dico la mia seconda.
Fila 11
Ovvero ... Dracula sceglie.
Mi siedo e fisso quel drappo rosso.
Sono così tranquilla. Mi sento così bene. Che strano
Pensavo di essere così emozionata, invece sono tranquilla. Non ho ansia.
So che vedrò cose che il 4 nn ho visto o che non ho capito.
Cose che probabilmente nn ho proprio "visto"
Nn ero presente quel giorno.
Questa volta le vedrò e le capirò. Grazie a tutto quello che è stato scritto per spiegare
Un gigantesco puzzle di impressioni letterarie, simboliche che qualcuno ha ricostruito aiutando la comprensione credo nn solo a noi.
La voce spiega e spiega benissimo
E' impossibile nn capire il senso della storia. La trama è lì, nelle tue orecchie chiarissima. I personaggi sono definiti.
Il drappo scende e si impiglia.
Nn scorre via ... Ilda si alza di corsa e lo strappa dalla cassa
L'Ouverture che mi piace così tanto. Che è stata davvero l'unica musica che ho ascoltato del CD più volte.
Poi Vittorio compare e io mi aspetto l'urlo, ma non c'è e la cosa non mi stupisce affatto.
Non viene neanche a me. Sono affascinata dal modo in cui compare. La presenza, la sola presenza ti incute già timore.
Mina canta e la trovo in voce e soprattutto molto più decisa nei movimenti, più padrona del suo corpo nello spazio del palco.
Renfield mi affascina. Straordinario.
Mi convince di nuovo. Carico, sicuro. Bravo
Jonathan, lo aspettavo. Anche lui decisamente più "tonico". Molto più naturale nei movimenti. Mi piace.
" Ma giuro ...................."
Mi viene un caldo spaventoso.
"IO , IO RISORGERO' DALLA MORTE PER IL TEMPO CHE VERRA"
Non riesco a respirare. E' successo di nuovo. Non è il 4 marzo ma io non riesco di nuovo a respirare.
Solo che stavolta vedo quello che non ero riuscita a vedere la sera della prima
Vedo Dracula che sa, che cerca, che vuole ritrovarla.
Vedo un Vampiro, ancora una Bestia.
Seward e Lucy, mi piacciano tanto
Sono davvero bravi nella danza degli orologi
Tutti e due così convinti di sè stessi
Lui della sua scienza
Lei della sua bellezza, della sua sensualità
Convincenti e bravissimi
Il duetto di Mina e Lucy. Mi piace un sacco, soprattutto mi piacciono le due ballerine che escono da sotto le loro gonne.
Adesso le guardo con un altro occhio e mi piacciono tantissimo.
"DRACULA E' IL NOME MIO, VENITE A ME"
E adesso come la mettiamo che siamo di nuovo al punto di prima?
Ho di nuovo questo senso di vuoto e pieno contemporaneamente.
Come si fa a vedere per la seconda volta uno dei più famosi Conti della Storia sapendo che lo hai già visto una volta, che ti sei bevuta tutte le recensioni fatte da altri e nn riesci comunque a ficcarti bene in testa tutto quello che sta succedendo perchè ti svuota a livello emotivo vederlo e sentirlo ti riempie le orecchie di musica che è sempre diversa?
E quando prende Jonathan per il collo? Per un attimo hai la sensazione netta che lo stia davvero strangolando. Jonathan/Davide è davvero bravo tecnicamente a rendere l'effetto.
Dracula ha degli occhi mostruosi, sembra gigantesco pur non essendolo davvero.
Muove quel mantello come se fosse un appendice delle sue mani, delle sue braccia.
E poi una scena che mi piace davvero tanto
Mina esce con il guanto e il velo rosso.
Stranamente nn sento ansia.
E' una tra le scene che personalmente preferisco tra tutte quelle dello spettacolo.
"TERRA MADRE MIA, DIO NON E' PIU' QUI"
E' vero. Adesso ne sono sicura.
Che voce acuta ha Vittorio.
Qs canzone ne è la prova.
Che impressione vederlo prendere una terra che non c'è.
Che impressione quando canta
"IO VADO INCONTRO A LEI, LEI NON E' MORTA"
La Bestia adesso ne è sicuro. La sta andando a prendere.
Sono rimasta allibita dalla scena della morte di Lucy
Leggerlo nn rende nemmeno un centesimo di quello che è sul palco.
Dracula si muove come un'animale e per un attimo hai la sensazione che abbia la bocca sporca di sangue.
Che grondi sangue dalla bocca come nei più truculenti film del genere.
Poi Dracula sceglie.
La Bestia sta sparendo.
"E IL RICORDO DI QUANDO SEI STATO BAMBINO E TUA MADRE ERA L'ATTIMO DI UNA CAREZZA"
La Bestia che si è appena asciugata la bocca dal sangue di Lucy si siede, si abbraccia e si ninna.
Quell'uomo così imponente, con quei capelli rosso sangue, vestito di nero si sta cantando una ninna nanna e si ninna come i bambini che hanno paura.
Ha paura
Lo deve fare. Deve. Sceglie. Scende. Entra tra gli uomini. Sparisce.
Mi è passato letteralmente a due millimetri dal naso.
L'ho visto girare verso di noi all'inizio del corridoio
E non sono riuscita a continuare a guardarlo. Mi faceva male.
Abbiamo sempre detto, chi di noi ha avuto il piacere di vedere Vittorio fare Frollo e Scarpia, che c'è un momento in cui tutti noi abbiamo pensato "non è così cattivo, nn deve finire male"
Io l'ho pensato di nuovo. In quel momento, mentre Dracula se ne andava in silenzio.
Il punto debole
In assoluto il pezzo corale che mi coinvolge a livello emotivo di più.
Mi piace tutto. Dall'inizio alla fine.
Soprattutto mi piace la scena di Dracula che si passa una mano sulla faccia quando Van Helsing li urla " ... ci vedremo alla resa finale ..."
Certo si, ci vedremo, Ma nn adesso io adesso nn ci sono. E forse .. io scegliero la resa finale
E soprattutto la fine di quel pezzo su cui si attacca immediatamente
"HO ATTRAVERSATO I SECOLI E GLI OCEANI"
dove Dracula cerca ancora per un attimo di nn fare la scelta che deve fare. Per un attimo sembra andarsene ma si gira e torna vicino a Mina
Un destino di rondine e andarsene per amore nn posso proprio essere spiegati
Dracula che prende in braccio Mina e colpito dalla luce trema nella morte ...
Come lo spieghi se nn lo vedi?
Per finire
Una cosa che ho notato di Lucy
Fino a quando non fa la sua scelta lei ha sempre i guanti e le spalle nude
Nel momento in cui sceglie .. ha sempre i guanti. Ma sulla gonna lei ha una giacca.
Prima era libera di decidere?
Dopo la scelta diventa costrizione?
Chissà
Io l'ho vista così
Ottavio
10 aprile 2006
Alcune considerazioni dopo questa prima tornata di spettacoli:
la pausa pasquale serve a tutti per raccogliere le idee prima del gran finale di Roma.
lo spettacolo ha subito parecchi ritocchi ma sembra che ora si sia stabilizzato.
Il risultato complessivo del pubblico non sarà stato esaltante in termini numerici, ma quello che c'è andato, in tutte le rappresentazioni, ha mostrato di apprezzare molto.
L'aumento dei prezzi non ha giovato. I volumi stordiscono i temerari che vanno in poltronissima, si sente meglio dai settori arretrati, poi si gode di più della scenografia imponente (forse troppo).
In questo, se non altro, credo che Zard sia riuscito a creare uno spettacolo atipico.
Dovrebbe proporre dei binocoli a disposizione del pubblico, per godere delle espressioni del volto dei protagonisti anche da lontano (io ne ho portato uno all'ultimo spettacolo visto e devo dire che in più momenti si apprezzano dettagli splendidi).
Il cast A ha conquistato il campo con onore, anche se devo dire che mi dispiace per gli artisti del cast B che si sono visti cancellare l'impegno negli ultimi giorni (deve essere stato davvero un colpo bruttissimo). A loro la mia più sincera solidarietà. Speriamo possano avere altre occasioni molto presto.
Credo che la produzione abbia preso questa decisione per ridimensionare il progetto iniziale. La necessità del doppio cast si giustifica soprattutto nel caso di un doppio spettacolo del fine settimana (che non c'è mai stato). NdP, coi suoi pullman di gente da tutt'italia, resta ineguagliato (e forse ineguagliabile).
Questo Dracula temo rischi di essere apprezzato da un pubblico grande ma non enorme (NdP l'hanno visto praticamente tutti). Soprattutto, penso sia un capolvoro che richiede un pubblico attento, non quello nazional-popolare di NdP. Ci sarà pure chi viene a vederlo attratto dalla pubblicità roboante zardiana (10 milioni di euro...), ma poi si chiederà se forse sarebbe stato meglio spenderne 5, e pagare il biglietto la metà, se non altro per vederlo due volte e magari apprezzarlo maggiormente. Forse alcuni tra coloro che frequentavano i concerti rock degli anni 70 potranno accorrere incuriositi dal nome della PFM. Ma dubito che possa dirsi davvero soddisfatto, compresi i veri fan del gruppo, dal momento che sul finale di "Un destino di rondine" è stato tagliato lo splendido assolo Synth di Mussida, che segna l'apoteosi musicale del pezzo e sublima il brano nel vero stile PFM.
Lo spettatore convinto, entusiasta, ammirato, estasiato, di quest'opera va a mio avviso cercato altrove.
Forse, in un pubblico sensibile, attento agli spettacoli teatrali (musicali e non) e all'arte in generale. Alla Musica con la m grande. Un pubblico con gusti evoluti e il palato fine.
Infatti, per apprezzare fino in fondo questo magnifico spettacolo occorre innanzitutto superare la difficoltà di una musica superba, ma coriacea al primo ascolto. Ma l'opera è anche danza, stile colore, emozioni. Tutto al livello più elevato.
Forse per questo Dracula opera Rock trova un commento generalmente positivo da parte della critica di settore.
Sarà uno spettacolo che entusiasma solo un pubblico affezionato e gli addetti ai lavori?
Francamente spero di no. Quel che mi auguro è che questo spettacolo possa crescere giorno dopo giorno in consensi e attenzioni da parte di tutto il mondo dello spettacolo italiano ed Europeo (dato che ha tutte le carte in regola er sfondare anche all'estero, se ne si fa una versione in lingua inglese).
Occorre tener duro. E del resto, se non ricordo male, NdP ha sfondato in tutto il mondo dopo un anno di repliche in Francia.
Il tempo giocherà in nostro favore.
(Dico affettuosamente "nostro" perchè il successo dello spettacolo è legato a filo doppio con quello del nostro Mito).
Spero con tutto il cuore che saranno in tanti a venire al GT per le ultime date di questo spettacolo ad Aprile.
Missilania
3 aprile 2006
hmmm........da dove cominciare?!....
dunque..per noi ieri era la 1 volta...non l'avevamo ancora visto questo grande spettacolo..ci bloccavano, a dire il vero, un pò i prezzi... ma alla fine il nostro desiderio ha vinto e ne è valsa la pena..ne siamo state infinitamente ripagate....
confronti con le altre repliche non possiamo farne...(purtroppo!)...ma possiamo certo dire che Sabrina, da quando l'abbiamo conosciuta e sentita cantare l'anno scorso a Cassino, è migliorata davvero tanto in tutto, tanto nella voce quanto nell'interpretazione..già era brava, ma ora è bravissima...e sicuramente possiamo gridare ad alta voce che Vittorio è davvero spettacolare, è unico. La sua interpretazione è stata davvero superba, coinvolgente, impeccabile, inimitabile, ma soprattutto emozionante....(Omissis)
per quanto riguarda lo spettacolo, concordiamo con voi che dite che ieri è stato davvero eccezionale e l'affiatamento che c'era sul palco l'abbiamo colto anche noi.. c'era molta concentrazione e molta immedesimazione...
le scenografie assolutamente da capogiro..bellissime.. nella loro astratezza erano molto realistiche...
tutti gli interpreti sono stati davvero all'altezza di uno spettacolo così bello e soprattutto impegnativo..bravissimi!!!
i ballerini, anche loro sono stati eccezionali...hanno dato l'anima dall'inizio alla fine e anche le coreografie sono molto interessanti e particolari..forse data la bravura dei ballerini potevano essere anche più complicate, ma sono bellissime ugualmente perchè sono molto d'effetto e nel complesso rendono molto..(ci permettiamo di dire questo solo perchè studiando danza abbiamo potuto valutare un pò di più..non ce ne vogliate!)...in particolare ci sono piaciute le coreografie finali, quella ballata dalle 2 ballerine mentre Mina canta la sua doppia personalità e abbiamo trovato molto azzeccata l'idea di inserire il tango argentino a richiamo della passione...
le musiche...strepitose!!!molto varie e molto coinvolgenti e soprattutto si addicono molto alla storia che rappresentano...tutte bellissime davvero..l'ultimo duetto di Vittorio e Sabrina è stato davvero commovente...
che dire di più...sicuramente stiamo dimenticando qualcosa...per esempio i complimenti vanno anche a tutti coloro che stanno dietro il palco ed hanno reso più facile lo svolgimento dello spettacolo...
speriamo proprio che questo spettacolo riesca ad ottenere il successo che si merita..perchè è davvero è uno spettacolo grandeeeeeeee!!!complimenti a tutti davvero..ci avete regalato una giornata fantastica....e crediamo ke non potremmo mai riuscire a ringraziare abbastanza un artista che ci regala ogni volta grandi emozioni e che si chiama Vittorio Matteucci!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
(Omissis)
Rimini Rimini (Maria)
2 maggio 2006
Per vari motivi non mi era stato più possibile tornare al GT dopo la prima del 4 marzo: sono felice di aver potuto comunque assistere all’ultima replica (per il momento) di Dracula domenica pomeriggio, perché ho partecipato insieme a tutti i presenti ad un evento straordinario...mi scorrono ancora davanti agli occhi le immagini dello spettacolo e di quello che è successo dopo e il groppo alla gola diventa di nuovo grande...
(Omissis)
Cominciamo a sistemarci in sala…adoro quelle poltrone rosse e il palco rivestito da quel telo di sangue, che mi sembra ancora più grande e maestoso della sera della prima, ma forse è dovuto al fatto di essere seduta in prima fila, non voglio perdermi neanche un’espressione del volto dei protagonisti…appena iniziano le note dell’ouverture mi abbandono totalmente alla magia della musica e sono trasportata in un’altra dimensione, dove non riesco più a distinguere la realtà…mi sembra di vivere in mezzo al palco insieme a ballerini e interpreti…due immagini su tutte, indimenticabili, come la sera del 4: Dracula che si erge maestoso dalla botola e il suo ingresso in scena dalla scalinata di destra con quell’Io risorgerò che risuona con tutta la potenza e lo splendore della voce di Vittorio in mezzo alla platea ammutolita dallo stupore…Tutto il cast è perfetto, i quasi due mesi di recite hanno aggiunto alla bravura degli intepreti e del corpo di ballo (eccezionale! ma quanto mi piace il tango…) una grande coerenza scenica e un affiatamento incredibile, soprattutto a livello interpretativo…devo in particolare menzionare Davide che ha compiuto una vera trasformazione, ha plasmato il personaggio di Jonathan, sia dal punto di vista vocale che interpretativo, rendendolo assolutamente credibile nella sua fragilità…quando cade a terra piangendo dopo le parole “Dio come è fragile un uomo...un uomo da solo” mi è venuto un magone…un caro ragazzo, gentile e paziente anche in mezzo alle varie richieste di foto e autografi all'uscita del GT…
Alla prima del 4 non mi ero resa conto di quanto fosse presente in scena Fabio nei panni di Renfield, praticamente c’è quasi sempre ed accompagna con i gesti, anche quando non canta, le azioni di tutti gli altri protagonisti…è lui il filo conduttore della storia…straordinario…e un ragazzo molto dolce quando si spoglia dei vestiti del matto finito lo spettacolo…
Max e Giò sono eccezionali…finalmente li ho conosciuti anche di persona…continuo a rammaricarmi che i loro personaggi non siano stati sviluppati maggiormente, ma i pezzi che cantano sono bellissimi, in particolare l’uccisione di Lucy e lo struggente duetto tra Mina e Van Helsing…
L’intrepretazione di Maria Grazia mi ha sconvolto, specialmente la scena della vampirizzazione di Lucy, quegli occhi terrorizzati ma allo stesso tempo ansiosi di penetrare il mistero che si sta svolgendo intorno a lei e il desiderio di unirsi a Dracula nell’abbraccio del sangue, che la porta ad abbandonarsi completamente a lui…mi vengono i brividi solo al pensiero…ero rimasta già colpita alla prima dalla sua voce e dalla sua presenza scenica, ma adesso l’impressione è stata dieci volte maggiore…e scoprire poi una ragazza tenerissima, con uno splendido sorriso sul volto e capace di commuoversi fino alle lagrime di fronte agli applausi…
Sabrina per me era già perfetta la sera della prima, ma la perfezione non è un valore assoluto, può sempre aumentare…la sua splendida voce coglie tutte le sfumature dell’angoscia e della passione che dividono l’animo di Mina e la spingono a condividere il destino di morte e resurrezione a fianco di Dracula…l’intesa con Vittorio è unica…i gesti, gli sguardi, i movimenti sul palco danno una sensazione di spontaneità da far dimenticare di assistere ad una finzione teatrale…in quei momenti è tutto vero…sta succedendo nella realtà…non è un palcoscenico…penso veramente di averla stritolata dopo lo spettacolo con il mio abbraccio, ma è impossibile non volerle bene ed è bravissima…mi ha fatto soffrire insieme a lei per questo amore che le sconvolge la vita…
A questo punto dovrei parlare dell’interpretazione di Vittorio, ma non trovo le parole adatte…il suo Dracula è qualcosa di indescrivibile…ma quello che mi ha colpito nel profondo del cuore è stata la sua trasformazione nella scena con Lucy…ho visto un vero animale in scena, un lupo feroce che dopo aver consumato il suo pasto di sangue torna ad essere un uomo…mi ha fatto talmente male, che non ho potuto trattenere le lagrime…era troppo dolorosa la sua condizione, non scelta volontariamente, ma obbligata dal destino di non-morto…ho pianto anche alla fine, ma in quel caso le lagrime erano di gioia davanti al destino di luce e redenzione che aspetta Dracula e Mina per l’eternità…Non è facile scrivere queste cose, ma liberare così le proprie emozioni non capita spesso, almeno a me, e solo un grandissimo Artista può far provare queste sensazioni…non avevo mai visto né sentito nulla del genere…avrei da scrivere ancora tanto su quest’opera, ma adesso mi fermo perché sta tornando il groppo in gola…
Sasy
2 maggio 2006
A me il groppo in gola è venuto venerdì sera e non riesco a mandarlo via....Devo dire che venerdì (per me era "solo" la seconda visione dello spettacolo)è stata una serata fantastica.
(Omissis)
Dopo l'incontro con molti di voi(che gioia finalmente conoscervi un po')entriamo in sala ed ancora una volta tutto quel rosso,quella gente felice e quell'odore che c'è solo al GT mi stregano e mi fanno di nuovo immergere in quel mondo vampiresco che ormai mi ha rapito del tutto...inizia lo spettacolo e Vittorio mi trasmette emozioni fortissime fin dalla prima scena!!!Penso:"Mi ero promessa di non piangere come è successo venerdì...ma so già che non ce la farò!!!".Ad ogni parola dello spettacolo provo a non pensare che quella potrebbe essere l'ultima occasione per me di sentirla pronunciare da quel cast che mi ha fatto ammalare del "morbo di dracula" e continuo a sognare l'Arena cercando di godermi al massimo ogni nota,ogni parola ed ogni espressione dei volti del mio Mito e dei suoi bravissimi compagni!!!Ed ecco arriva il finale...ce la farò a non piangere???Riesco a reggere al destino di rondine anche se mi è venuto un nodo in gola che non si scioglie più....poi l'ultima canzone le ultime frasi(le più commoventi secondo me)...il nodo si fa sentire sempre di più....ma le lacrime restano ancora dentro me!!!e poi tutti insieme lo scatto verso il palco...le presentazioni...escono tutti quelli che sono diventati di recente i miei Miti....sento le lacrime salire...i brividi...e poi LUI....si apre la porta....e le lacrime non ce la fanno più!!!!Un fiume implacabile....non ho retto...mi giro e vedo voi del forum tutti più o meno come me...mi volto di nuovo e gli Artisti(con la A maiuscola non a caso) piangono anche loro...Fabio si sciogli d'argento ad ogni lacrima di più e non riesce a cantare...guardo di nuovo Vitto...forse è sudato e non si vede ma ha le lacrime anche lui...ha due occhi più brillanti del solito...continuo a guardarli!!!Scappa perchè il pianto si è impadronito di Lui,proprio come Lui dei miei pensieri degli ultimi giorni!!!!
(Omissis)
Claudia e Ludo
2 maggio 2006
Per me l'emozione è stata doppia, prima perchè fra le varie rappresentazioni che io e mia figlia abbiamo visto (3 con Vittorio e una con Luca), quella di domenica è stata decisamente la più calorosa da parte del pubblico che a volte avevo trovato un pò freddino.
(Omissis)
Inizia l'OVERTURE e con lei i brividi che mi percorrono tutto il corpo, il sipario va giù ed inizia il rimescolio nello stomaco che non si placa neanche durante l'intervallo. Poi eccolo! Sale dalla botola e la magia dello spettacolo è solo all'inizio perchè il vero incanto arriva quando LUI comincia a cantare "IO RISORGERO...". Non posso non cantare anche io, mia figlia vive le mie stesse emozioni e mi stringe la mano per trasmettermele tutte. Mio marito ci guarda divertito e contento, lo spettacolo gli piace. Le parole dell'opera le so quasi tutte a memoria quindi posso concentrarmi sui particolari e noto alcuni cambiamenti coreografici che danno nuovo smalto allo spettacolo. Ma non solo! E' particolarmente emozionante vedere come DRACULA al momento di vampirizzare la BRAVISSIMA e ripeto BRAVISSIMA Lucy si "trasforma", infatti prima di avvicinarsi alla sua vittima "l'uomo Dracula" si trasforma "nell'animale Dracula" e quando poi finalmente la morde traspare un fremito da parte del Vampiro per la fatica del gesto che compie. Ed ecco il primo vero momento poetico: l'incontro con Mina (FANTASTICA SABRINA!). La forza interpretativa di VITTORIO in questo momento ti trasmette tutta la disperazione del protagonista che vorrebbe almeno per un attimo essere di nuovo un uomo normale per la sua amata. Questo è il momento in cui mi sono sempre commossa, chi di noi non avrebbe voluto una dichiarazione così intensa come quella di DRACULA a MINA? "...se sono qui è per dirti.........TI AMO" Qui le lacrime erano d'obbligo ed io le ho versate! Poi nel secondo tempo ho apprezzato sempre di più l'interpretazione di Giò Tortorella, GRANDISSIMO VAN HELSING, sia nell'uccisione della vampira Lucy che nel duetto con MINA che in questa parte dello spettacolo fa un cambiamento, dalla dolce e ingenua maestrina alla donna forte che combatte contro le sue due personalità fino ad arrendersi all'evidenza del suo grande amore verso DRACULA. Un'altro momento molto bello è stato quando DRACULA dopo aver vissuto la passione con la sua amata diviene di nuovo l'essere infernale che tutti vogliono uccidere, e solo un GRANDE come VITTORIO poteva interpretarlo con quella forza, vedere il suo viso passare dall'espressione passionale e piena d'amore ad una espressione di disprezzo verso la mediocrità degli altri che hanno paura delle vere passioni. MERAVIGLIOSO!!!!! Ma la poesia dell'opera io l'ho trovata veramente nella dissoluzione alla luce del sole dei due amanti poichè di grandi amori in verità non se ne trovano così spesso.
Ma lo spettacolo non finisce con la fine dell'opera ma si protrae in una ovazione da parte del pubblico che fa uscire gli artisti con le lacrime agli occhi. Vederli così ti fa apprezzare ancora di più il fatto che forse hai speso una fortuna per essere andata a vederli così spesso ma che comunque li meritavano tutti. Il bellissimo abbraccio tra Sabrina e Maria Grazia, i singhiozzi di Fabio, gli occhi rossissimi di Max, e le lacrime anche se fino all'ultimo trattenute di LUI il GRANDE il SOLO VITTORIO, insomma forse la parte più emozionante è stata proprio questa.
Un grazie a tutti di vero cuore.
Grazia
4 maggio 2006
Scrivere qualcosa sullo spettacolo questa volta è ancora più difficile del solito: sarà perché si tratta delle ultime due rappresentazioni (per il momento), ma ho in testa un groviglio di sensazioni che trovo complicato esternare. Quindi il mio non sarà un vero e proprio resoconto, ma metterò per iscritto quello che sento in questo momento.
Già sabato sera l’emozione nell’assistere allo spettacolo è stata superiore a quella delle precedenti occasioni (anche se ne ho sempre provata tanta) ed ho concluso la serata con gli occhi umidi, facendo uno sforzo notevole per non lasciarmi andare alle lacrime, ma domenica proprio non sono riuscita a trattenermi: già a metà di “Un destino di rondine” ho versato qualche lacrima ed ho continuato durante “Andarsene per amore”. L’interpretazione di Vittorio e Sabrina è stata davvero toccante. Ho ripreso fiato solo nella parte finale dell’opera, quando Dracula e Mina si stringono tra loro, ma nel momento in cui, al termine, anche i vari interpreti si sono mostrati al pubblico piangenti, “il groppo” in gola è tornato.
Ripensando alle due ultime serate ed a quelle che le hanno precedute mi viene spontaneo fare alcune riflessioni: ho elencato sopra le canzoni in cui mi sono commossa maggiormente, tutte bellissime. C’è però un altro pezzo che amo tantissimo, che mi fa provare emozioni fortissime: mi riferisco a “Il tuo sorriso, la tua voce”. Qui Vittorio dimostra quale fenomeno sia. E qui tutte le volte mi rendo conto di come, secondo me, questo spettacolo non possa fare a meno di lui e di quanto perderebbe se non ci fosse.
Ogni volta che inizia ad intonare “Ho attraversato i secoli e gli oceani..” tutto il resto scompare: sul palco, che improvvisamente sembra diventare piccolissimo, vedo solo la sua figura e la sua voce calda e profonda mi avvolge, la sento vibrare dentro.
Avete notato come passa da uno stato d’animo all’altro con la massima naturalezza?
Come sottolinea con voce rabbiosa quel “ed ho impalato mille traditori” per poi passare ad un tono completamente struggente in meno di un attimo per dire “eppure non son pronto al tuo sorriso”, lasciandosi cadere sulle ginocchia?
Per non parlare poi di quando, subito dopo, striscia verso Mina: credo che a volte lo diamo per scontato perché Vittorio ci ha abituato a grandissime cose, ma riuscire a cantare strisciando sulle scale senza manifestare alcuna fatica, facendo capire benissimo le parole che pronuncia, facendoci venire la pelle d’oca per il modo in cui interpreta, tanto che sembra che canti nella più comoda delle posizioni, è una cosa che solo Vittorio può fare così.
Poco dopo l’intervento di Mina, poi, si trova a cantare “Io sono quell’uomo che aspettavi” disteso sulla schiena e con la sua amata sedutagli sopra l’addome: anche qui la voce esce così bene e così profonda che ogni volta di più penso che Vittorio sia unico. Mi vengono sempre i brividi.
Fa sembrare semplice e naturale una cosa che tale non è.
Mi piace moltissimo anche la canzone che segue: anche qui il Nostro dà prova di immensa bravura. Non so se qualcuno l’abbia già sottolineato (ho riavuto la connessione da poco ed ancora non ho letto i resoconti precedenti), ma questo pezzo è massacrante per Dracula, veramente difficile. Si muove dall’inizio alla fine, canta la prima parte correndo addirittura all’indietro, il ritmo è incalzante, non c’è praticamente tempo per prendere fiato: eppure riesce comunque a cantare in maniera straordinaria, senza tradire incertezza alcuna. L’ho già detto, ma voglio ribadirlo: Vittorio è straordinario. E dimostra la sua bravura non solo nei pezzi che ho appena citato, ma durante tutta l’opera, a partire dai momenti in cui non canta, basti pensare a “Due labbra della stessa ferita”, in cui trova in Maria Grazia un’attrice ed una cantante di altissimo livello. Mi rendo conto di essermi soffermata molto sul nostro Dracula, ma questo era quello che mi è venuto spontaneo scrivere.
Vorrei concludere ringraziando Vittorio per tutte le emozioni che non smette di regalarci dando tutto se stesso su quel palcoscenico, sul quale mai si risparmia e sul quale sembra essere nato.
Lorella
5 maggio 2006
Ora che le luci si sono spente, la musica è finita, gli amici se ne vanno… ehm, ora che le emozioni si sono, ehm, diciamo, stabilizzate (diciamo, perché il ripensarci ancora porta quel groppo alla gola) provo ad alleggerire la mente e a trovare un po’ di lucidità per parlarmene, per ricordare a me stessa quello che ho visto, ascoltato e sentito nel profondo.
Sono arrivata a Dracula senza farmi aspettative, sapendo che qualsiasi cosa avessi potuto immaginare non avrebbe in alcun modo corrisposto a quanto avrei visto e vissuto. Vittorio è sempre riuscito a sorprendermi, a stupirmi, anche nelle occasioni più tranquille, figuriamoci cosa avrebbe fatto con questo personaggio che amava e studiava da così tanto tempo, in cui credeva così profondamente.
Ho vissuto nove repliche di emozione, di tensione, di un sommovimento interiore che non riuscivo ad identificare, non aveva voce e lacrime, solo un’energia forte che esplodeva nel petto e implodeva in me.
Ho visto lo spettacolo crescere, e migliorare di volta in volta, gli interpreti trovare sempre maggiore affiatamento con il proprio personaggio e tra loro, li ho visti modificare le proprie movenze, le proprie espressioni, le proprie voci per aumentare l’efficacia del messaggio che trasmettevano.
E ho visto Vittorio grande più che mai, fin dal suo emergere la prima volta, un gigante che faceva apparire meno sconfinato quel palcoscenico enorme, Vittorio, bello, solenne, maestoso, imponente, austero. E mi sono sentita orgogliosa di lui e per lui, perché quello era il suo spettacolo e lo si capiva fin da subito. Già qui, nel suo inseguire la sua principessa, Vittorio permea di sé quel dramma di un amore rincorso e perduto nel momento in cui lo sta raggiungendo; a lui non serve la voce, esprime già tutto il suo dramma nell’incedere, nella mano protesa, nell’espressione che muta da solenne a disperata, poi sofferente, rabbiosa.
Poi torna evocato, annunciando il destino che l’attende e desidera, Io risorgerò, l’alba io rivedrò… qui perdo la cognizione di quanto accade, mi accorgo da poco che c’è anche Renfield e che le sue espressioni accompagnano quel canto, perché la mia attenzione è tutta lì, a quell’annuncio, a quella voce maestosa, improvvisa, prorompente, che mi strappa dalla poltrona e mi porta altrove, immergendomi nella sofferenza di quest’uomo diventato mostro per lo strazio della perdita ma che vuole ritrovare se stesso ritrovando lei.
Ora mi trascina in quel castello, mi affascina con il racconto fiero della sua nobile dinastia, mi diverte con quel gesto da padrone che esamina la servitù e trova qualcosa che non va nella divisa del cameriere, con gli sguardi autoritari che lancia alla vittima designata che non è mai la stessa. Poi mi riporta nel dolore della nostalgia, dell’assenza, Amore immenso, colmo di triste disperazione, Il mio morì, da quella notte lo sento urlare, poi la promessa, Ritornerò, ti troverò, declamato con tutta la forza dell’amore che da’ speranze e certezze.
Lo vedo diventare maestro di cerimonia di quel rito che avvolge il destino di Jonathan, osserva, accompagna, attende che la vittima gli venga offerta. E parte per quel viaggio alla ricerca della donna che ama e di se stesso, ricorda quanto ha perso, invoca il legame con la sua terra, unico sostegno per quest’uomo profondamente solo con il suo dramma. Terra che vedi anche se non c’è, la vedi scivolare dalle sue dita, la vedi riempire la bara che lo accoglierà. Che dolore vederlo incrociare le mani sul petto e sdraiarsi all’interno di quella lugubre cassa, che solennità nella preparazione del gesto, che senso d’attesa lascia quel Lei non è morta.
E quando Dracula arriva a Londra, annunciato da tempesta e morte, ha scelto la sua vittima, si annuncia a lei, dice chi è, quell’Io appartengo all’inferno… la voce di Vittorio sembra arrivare dalle profondità dell’abisso, terribile e spietata, potente a prepotente… Si ripete il rito, Lucy si abbandona a lui quasi supplice, viene trascinata da lui che già assapora voluttuosamente il gusto del suo sangue, lei attende bramosa che si compia il rito. Ma non è un rito, non stavolta, stavolta è la bestia che si nutre della sua vittima. Vittorio fa ogni volta più paura, fin dalle prime convulsioni che preannunciano la metamorfosi, cade, toglie furiosamente il mantello, corre quasi carponi, raggiunge la sua vittima, consuma il suo pasto e come un animale rimane debole ed indifeso, impreparato alla voce di colei che ama, non riesce a liberarsi della sua animalità, nel fisico come nella voce alterna la bestia all’uomo, se ne vergogna, si nasconde, la insegue, drammaticamente in ginocchio le grida un Ti amo sofferto che ha il sapore della perdita. Ora conosciamo il suo dramma, perché in ogni cattivo, in ogni dannato c’è una ragione per quella cattiveria, Vittorio mi fa percepire la sofferenza di un mondo senza luce, mi fa vedere gli uccelli volare, me li fa sentire, mi fa sentire il dolore struggente per la perdita dell’innocenza, del sapore delle carezze, il suo sguardo mentre scende tra gli uomini mi da’ il brivido di una visione, mi sembra un fantasma quando mi passa accanto. Ogni volta mi ritrovo incredula, incapace di proferire parola.
Ora respiro, sì. Respiro, forse... per un po’.
Si riprende, so che Vittorio non c’è per un po’, mi godo l’emozione che mi da’ l’opera in modo meno provante, osservo finalmente i ballerini che troppo spesso trascuro perché Dracula mi rapisce quand’è presente, ma poi riappare. Solenne copre il volto alla vista del suo nemico, accoglie la sua principessa, appoggia il viso sul suo cuore, cerca il suo cuore. L’ha ritrovata, è pronto a dichiararle ancora una volta il suo amore, lui che ha combattuto i peggiori nemici, che ha saputo dominare anche i suoi demoni, non è pronto a lei. La sua voce si riempie di dolcezza, di malinconica dolcezza, e strisciando sulle scale (ma come fa? Il mio primo commento fu non ci posso credere, lo ricordo bene) arriva a lei… Eppure non son pronto al tuo sorriso perché tu sei il coltello e la ferita… la fiaccola che al buio tiene acceso il dialogo di un uomo con la vita… Quanta delicatezza, quanta eleganza in quei movimenti appena accennati. Ora possono amarsi, ritrovare quella parvenza d’umanità che la vita aveva tolto. Io sono quell’uomo che aspettavi… Stanno per ritrovarla, quell’umanità, si avvicinano assieme a quel limite che li separa dal mondo reale, ma no, non è ancora tempo, e questo momento di infinita dolcezza è rotto dalla voce di chi vuole la sua morte, la morte del male che non è male.
La morte non muore, ma Vittorio è vivo e mi chiedo ogni volta come riesca a reggere con il fisico e soprattutto con la voce alla fatica di questo pezzo, si muove da un lato all’altro del palcoscenico, corre su e giù per le rampe, dopo esser sparito nella botola lo ritrovi al terzo piano, ma la sua voce è sempre lì, perfetta e limpida come se lo sforzo non esistesse. Se la prima volta avevo sentito un po’ d’affanno, ora è completamente sparito, o perlomeno Vittorio lo sa mascherare molto bene.
Poi torna, nella penombra, lo sguardo sempre austero, sempre imperturbabile mentre si adagia ancora in quella bara (ogni volta per me è un colpo, sarà claustrofobia..). Ora si compie il sacrificio finale, la morte per amore rincorsa da lei, inizialmente rifiutata da lui che fa un balzo indietro, il volto spaventato da quella richiesta, una struggente lotta per vivere l’eternità dell’amore in un infinito abbraccio, lo strazio finalmente urlato alla vista del sole, il tremore nel momento della morte.
Finisce, tra le lacrime che scendono copiose da tempo oramai, finalmente quell’emozione è uscita, non mi dilania il petto ma si mostra, si unisce all’emozione di tutti coloro che hanno vissuto quest’ultimo momento con la forza e l’intensità che queste persone davanti a noi ci hanno trasmesso, commossi quanto e più di noi.
Finisce. Ma rimane nel cuore. Rimane la sensazione di qualcosa di splendido che ho vissuto e rivissuto, rimane il piacere di un’opera bella, bella, bella, ben studiata, ben confezionata e ben interpretata. Rimane il piacere di avere visto dei giovani alle prime esperienze tanto capaci e tanto umili da pensarsi ripensarsi e migliorarsi. Rimane l’abbraccio affettuoso di chi ha condiviso con me tutto questo, anche se non avvezzo all’abbraccio, perché in quel momento siamo tutti uniti in un’unica emozione dalle tante sfaccettature.
(Omissis)
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